Il Volo: "Eurovision? Chi ci torna! In tv facciamo il record d'ascolti. Sogniamo di riempire gli stadi e di vincere un Grammy"

Ecco le dichiarazioni a Bari per Panorama d'Italia di Ignazio Boschetto, Piero Barone e Gianluca Ginoble: dalla nascita del trio al successo mondiale.

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DALL'INVIATO A BARI I tre ragazzi de Il Volo, Ignazio Boschetto, Piero Barone e Gianluca Ginoble, hanno partecipato a Bari a un incontro con i fan (moderato da Gianni Poglio) per Panorama d'Italia. Ecco le dichiarazioni più significative.

Sugli esordi. Gianluca: "Abbiamo rischiato di chiamarci La scala". Piero: "Già, oppure Young three tenors o Il trio, alla fine un signore che lavorava all'ufficio di Michele Torpedine (loro manager, ndB) ha avuto l'idea de Il Volo". Gianluca: "Il 25 aprile 2009 otteniamo il 40% di share a Ti lascio una canzone, i picchi sono sempre ai nostri passaggi, Roberto Cenci decide di unirci e, quando cantiamo O' sole mio, c'è una standing ovation. Tutti iniziano a parlare di noi. Allora siamo piccoli, cicciottelli, con i brufoli ma Torpedine riesce a vedere già lontano per noi".

E recentemente... Ignazio: "In America siamo con 2 album in Top5, primi nella classifica classica e primi in quella pop. Un nuovo genere si sta imponendo nel mondo e per noi è una grande soddisfazione. Abbiamo avuto un tweet da Britney Spears, ho dato il cinque a Steve Tyler, Lady Gaga ha fatto un selfie con noi e ci ha riempito di complimenti". Gianluca: "E poi l'Arena di Verona piena... non potevamo immaginarlo uno o due anni fa. Grande amore ci ha cambiato la vita e ci ha dato la possibilità di creare un nostro repertorio e conquistare molta gente".

Sui fan Piero: "Fino a Grande amore eravamo abituati al successo in Nord e Sud America, oggi abbiamo l'80% di ragazzine tra i nostri fan e il 20% di adulti. Tre generazioni seguono i nostri concerti, questa è la nostra vittoria".

Eppure, ricorda Ignazio, "la prima versione di Grande amore non mi convinceva, a Gianluca non piaceva proprio, Piero era il più convinto ma l'arrangiamento era vecchio, non c'era un crescendo e si trattava di un duetto tra un uomo e una donna. Ci abbiamo lavorato e siamo arrivati a una versione che è un vero pugno nello stomaco". Gianluca: "Ho convinto io gli altri due e il manager a partecipare al Festival di Sanremo, il nostro obiettivo era vincere". Ignazio: "Solo così potevamo cambiare la nostra situazione, abbiamo rischiato e ci è andata bene".

All'Eurovision Song Contest invece... Ignazio: "E' stato una piccola delusione, eravamo primi al televoto ma la giuria non ci ha fatto vincere e lì ti viene la rabbia. E chi ci torna più lì? (ride, ndB)". Gianluca: "Quando si mette in mezzo la 'politica'...".

Sulla musica che propongono Gianluca sottolinea: "Oggi nei talent tutti vogliono fare gli americani o gli inglesi, noi proponiamo la nostra musica italiana ma in modo nuovo con il pop-lirico, nessun altro lo fa a 20 anni". Piero: "E quando andiamo in tv facciamo il record di ascolti, vedi da Vespa o la serata di Rai1 dall'Arena. Per noi conta il pubblico che compra i nostri dischi o viene ai concerti, i critici invece approfittano dei momenti brutti per metterci in difficoltà". Ignazio: "Le critiche le accettiamo ma non quando ci buttano giù fango...". Gianluca: "Ti perdonano tutto tranne il successo".

I tre si separeranno in futuro? Ignazio: "Non abbiamo mai pensato di dividerci o di fare una carriera da soli. Perché distruggere tutto sul più bello? Sarebbe da stupidi".

Sogni nel cassetto? Ignazio: "Riempire gli stadi con la nostra musica ma anche crearci una famiglia". Gianluca: "... e vincere un Grammy".

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