X Factor 8, rassegna stampa: i vincitori sono Fedez e Alessandro Cattelan, lo sconfitto Morgan, delude Victoria Cabello

Ecco le analisi di Grasso, Laffranchi, Dipollina, Caverzan, Menzani, Cotroneo, Mangiarotti, Pistolini e Tosti sull'ottava edizione del talent show di Sky Uno.

RASSEGNA STAMPA su X Factor 8 (voto: 7), in onda il giovedì sera su Sky Uno (finale trasmessa anche su Cielo).

alessandro cattelan-lorenzo fragola-finale x factor 2014Aldo Grasso sul Corriere della Sera


"La giuria ha funzionato a metà. Mika si è confermato molto professionale e brillante ma è stato Fedez la vera sorpresa, non solo perché ha portato alla vittoria un cantante della sua squadra, ma perché si è dimostrato capace di gestire i tempi televisivi, di dire cose interessanti, con il piglio giusto, senza autocelebrarsi a ogni commento. Da Victoria Cabello ci si aspettava di più, invece ha faticato non poco a trovare un briciolo di personalità. Morgan appartiene ormai alla storia passata di X Factor. Il paragone con gli altri tre giudici (più freschi, meno involuti) non ha fatto altro che renderlo più palese. Forse ci sono state in passato edizioni con una qualità media dei cantanti in gara più alta ma il problema è stato quello di dar vita a una costruzione narrativa dei personaggi, a un racconto delle loro storie e della loro evoluzione artistica e personale nelle varie tappe del format. La cosa migliore di questa stagione è stato Alessandro Cattelan. E' aiutato dalla rigida rabbia del format, non c'è dubbio, ma si capisce che ormai è un conduttore maturo, a suo agio in ogni circostanza, pronto anche per nuove avventure".

Andrea Laffranchi sul Corriere della Sera


"Per Lorenzo Fragola il titolo di X Factor 8 è un punto di partenza. Il 19enne catanese dovrà dimostrare tutto, dovrà costruirsi una carriera e sfatare il mito dell’X Factor targato Sky che si mangia i suoi talenti. Per Fedez, il giudice che lo ha portato in finale assieme a Madh, un altro concorrente della sua squadra, il trionfo è il risultato di una strategia. Il rapper ha ragionato più da discografico che da artista. Il contrario di Morgan che nella sua lunga (e fortunata, cinque vittorie nelle sette edizioni) cattedra ha sempre privilegiato il lato artistico, a volte anche a costo di forzare la natura dei suoi talenti.

Antonio Dipollina su Repubblica


"Il vincitore, Lorenzo Fragola, ce l'ha fatta perché ha messo d'accordo le mamme e le fglie. Nota di altissimo merito, è finito tutto ben prima di mezzanotte, non ci si voleva credere. La prima parte, tutta show da esibizione, valeva il livello di spettacoli internazionali (televisivi) simili. Poi quella cosa della gara, i giudici, Morgan e Fedez (l'abbraccio!), gli inediti, le lacrime, buon per chi ci sta. La finale è stata vista più dal pubblico pay di Sky Uno che da quello free di Cielo, e qualcosa vorrà pur dire".

Maurizio Caverzan su Il Giornale


"Al tavolo dei giudici succedeva di tutto. Alessandro Cattelan, mai una sbavatura. Irreprensibile. Il motore immobile dello show più innovativo della televisione italiana. Bravo a gasare la platea al momento giusto. E bravo, poco dopo, a placare il pubblico che contestava Morgan. Nel calcio si dice che l'arbitro migliore è quello che non si nota e lascia spazio ai protagonisti del match. Cattelan è questo: una garanzia. Il palco è casa sua. La marcia in più della contemporaneità. Il ritmo incorporato. Non ha la verve comica di Fiorello, certo. Ma dategli tempo. La naturalezza è dalla sua parte. La tentazione di prendersi sul serio e l'autoreferenzialità non sa cosa siano. Con un conduttore più preoccupato di sé, un'edizione così turbolenta come sarebbe finita? Tutto controllato, anche grazie alla lucidità della dirigenza Sky".

Alessandra Menzani su Libero


"Fedez ha rottamato il 'vecchio' Marco Castoldi. Il rapper, con il suo bel visino, le battute da copione e i tatuaggi vistosi, è in grado di intercettare più di tutti gli altri i gusti dei telespettatori ragazzini che seguono la trasmissione".

Roberto Cotroneo su Il Messaggero


"Ho visto Victoria Cabello muoversi negli spazi di X Factor, parlare con i suoi ragazzi, consigliarli, fare il punto. E non soltanto lei, anche Morgan, anche Mika. E tutti loro recitano la parte di chi finge sia tutto vero, di chi vuole far credere che le telecamere sono ininfluenti. L'effetto di chi guarda è quello di spiare, dal di dentro, il lavoro dietro le quinte del programma. Ma in questa televisione non ci sono quinte, è tutto a vista. E fingere che non sia così non ha senso: ma perché inventarsi quinte inesistenti?".

Marco Mangiarotti su Qn


"Il dato nuovo di questa edizione è il 16 per cento del pubblico fra gli 8 e i 16 anni: sono diventati un focus delle scelte, soprattutto di una parte del repertorio. Questo entra in parziale conflitto con la visione di Morgan e Mika, Vicky sta nel mezzo, Fedez si muove da discografico sveglio e ha ragione lui".

Stefano Pistolini su Il Foglio


"La sensazione è di aver assistito alla edizione 'perfetta' dello show, per una confluenza di fattori visibili, ma anche abilmente nascosti nel meccanismo: un rinnovamento turbolento ma funzionale della giuria; un lotto di concorrenti di eccellente qualità e varietà; soprattutto, una vera adesione all’aria dei tempi che soffia nei gusti del pubblico under 20, potente motore del suo successo. Oggi X Factor è il più importante veicolo di proposta musicale in Italia. Con l’intensità della sua messinscena, azzera la concorrenza – Sanremo e le altre pallide imitazioni – rivelandone la vecchiezza, l’ottusità e l’incapacità di cambiare. Tutto ciò grazie a una saggia riflessione teorica all’origine della produzione, notevole per come ha 'rimontato' l’iniziale svantaggio di quello che era un normale format di 'talent', trasformandolo in un fenomeno popolare, capace di rispecchiare tante componenti estetiche e psicologiche che appartengono ai desideri reali e ai problemi del suo pubblico (un esempio: rappresentando minuziosamente la diffusa insicurezza esistenziale dei concorrenti). E poi individuando i reali gusti musicali del contemporaneo (non quelli immaginari, inseguiti da Sanremo), nonché le stagionali modificazioni dei suoni 'in circolo'. E quindi, perseguendo la selezione di un campione di partecipanti che si sganciasse dall’assunto iniziale del format (la capacità di imitare dei modelli preesistenti – creando piccoli mostri, virtuosi ma senza futuro). E andando invece alla ricerca di giovani interpreti, espressione di come, anche da noi, si partecipi a un’evoluzione musicale e stilistica che ormai è planetaria – elaborandone però originali versioni locali. Un vero procedimento di sprovincializzazione. Che ha funzionato, ha rinnovato il senso di questo show (attribuendogli un dato di positività che è un sollievo anche per gli spettatori fuori età – i guardoni, diciamo così) e che ha ottenuto il riconoscimento dei veterani, i grandi nomi come De Gregori, Ferro, Nannini, che hanno aderito al progetto X Factor, partecipando senza snobismi alla sua atmosfera da serra creativa".

Massimo Tosti su Italia Oggi


"Morgan è la vittima di questa edizione. C'è da domandarsi se gli convenga tornare l'anno prossimo perché il pubblico dei giovanissimi gli si sta rivoltando contro".

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