Emma Marrone all'Arena di Verona, rassegna stampa: "lei nuova lady soul, forza espressiva, scaletta non equilibrata"

Ecco le analisi di Paolo Giordano e Luca Dondoni sul concerto della cantante salentina nel tempio della musica a Verona, svoltosi lunedì 7 luglio.

RASSEGNA STAMPA sulla tappa di Emma Marrone all'Arena di Verona di lunedì 7 luglio nell'ambito del Limited Edition.

emma-arena di verona-pioggiaPaolo Giordano su Il Giornale


"Emma ha fatto come si deve: è rinata dopo aver metabolizzato la batosta all'Eurovision Song Contest. È la Emma 2.0, come conferma anche lei, che è sempre più determinata quasi le sconfitte fossero più nutrienti delle vittorie. La ragazzina ha messo in piedi uno show kolossal che la rende quasi irriconoscibile: più soffusa, quasi sofferente, più sensuale e meno monella di come ha abituato il proprio pubblico. Gli arrangiamenti, poi: basta ascoltare la nuova versione di Calore, molto soul, ispirata a Together degli XX nella colonna sonora del Grande Gatsby: sostanzialmente diversa rispetto a quella che cantò un sabato pomeriggio ad Amici. 21 canzoni, da Amami all'ultimo bis La mia città, con un'orchestra mai dominante, con un chitarrista come Roberto Angelini che talvolta svisa alla maniera blues, e con un pubblico che commuove tanto è partecipe. Sale sul palco sempre come se fosse l'ultima volta, spesso nervosa, qualche volta commossa e sempre capace di sublimare il suo xfactor in una nuova versione: da interprete straripante e talvolta troppo aggressiva a padrona di casa di uno show che potrebbe calzare a pennello anche in uno stadio tanto è scenograficamente complesso grazie al direttore musicale Davide Di Gregorio e a un palco nel quale, oltre ai megaschermi laterali, spiccano i simboli di uomo e donna come metaforici poli dell'amore. Il presente è quello di una cantante che non si ferma, che ora attraversa l'Italia con uno show per niente facile e ricamato ogni sera da un ospite e che riesce a mettere sempre la propria faccia sotto l'occhio di bue. Sia quando ci sono gli applausi. Sia quando si rischiano i fischi. E, se c'è il Dna di un artista, forse è proprio questo".

Luca Dondoni su La Stampa


"Dopo aver visto la prima data del tour estivo di Emma Marrone intitolato #Emmalimitededition all’Arena di Verona, si provano reazioni contrastanti. La prima è di stupore per la forza espressiva della trentenne salentina. La seconda è di sconcerto per una scaletta non proprio equilibrata che rende la parte centrale dello show più debole rispetto alla partenza e al finale. Peggio se parliamo poi dei nuovi arrangiamenti di canzoni-totem come Calore o Cercavo amore diventati altro rispetto all’origine. Perfetta l'orchestra di tredici elementi e i sei membri del gruppo. La scenografia con il simbolo del maschio e una serie di altri cerchi luminosi dà un buon impatto visivo ma non potrà essere montata su tutti i suoi palchi".

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