Luca Bizzarri e quei tweet che puzzano di populismo e vecchio berlusconismo

L'ex conduttore de Le Iene su twitter si lascia andare a considerazioni quantomeno discutibili: minimizza sulle frasi razziste di Calderoli e poi si mette a giustificare l'evasione fiscale.

luca-bizzarri.jpg Premetto che mettersi a disquisire sul pensiero di Luca Bizzarri, quello di Luca e Paolo ed ex conduttore de Le Iene, non è esattamente indispensabile, direi tutt'altro. Ma siamo d'estate, gli argomenti latitano e peraltro sul duo comico genovese si è sempre sviluppata un'irrisolta polemica, alimentata anche ad arte dai due, sulla loro lontananza dalle etichette politiche, in particolare da quella di sinistra che regalerebbe agli artisti, i comici in primis, facili scorciatoie al successo.

Sul tema i due ci hanno marciato a lungo, come quando, al festival di Sanremo di due anni fa, presero di mira Michele Santoro e Roberto Saviano, con Luca che chiosava sulle gag dell'amico: "Ma no, non devi fare satira su di loro, loro sono i buoni, te la devi prendere col cattivo, quello basso e calvo che si crede tanto potente. E poi se vogliamo essere presi sul serio come satirici in questo paese dobbiamo parlare solo di lui". Tradotto, solo noi siamo così liberi e indipendenti da poterci permettere di attaccare tutti, a trecentosessanta gradi. Ma sarà libertà o stupidità prendersela allo stesso modo con l'uomo più potente del Paese e con un giovane scrittore minacciato di morte dalla mafia?


Ai posteri l'ardua sentenza. Comunque, da quel poco di esperienza che ho, posso dire che in generale chi si dà tanto da fare per sbandierare la propria apoliticità alla fine della fiera risulta o un populista da quattro soldi o un destrorso (magari pure un po' estremista) timoroso di rivelarsi come tale. Nel caso di Luca Bizzarri probabilmente ci troviamo in questo secondo caso, premesso che il mix tra i due tipi non è raro.


Considerate i suoi ultimi tweet. In uno prende le difese di Calderoli sul caso Kyenge, domandando retoricamente: "Ma quelli che danno del nano a Brunetta, del grassone a Ferrara, quelli che storpiano i nomi, sono poi così tanto diversi da Calderoli?". Insomma, dare del grassone a un tizio sovrappeso sarebbe come sputare insulti razzisti usando i peggiori stereotipi sull'accostamento tra le bestie e le persone di colore. Complimenti, il ragionamento non fa una piega.


In un altro tweet, di qualche giorno fa, interviene sul dibattito scatenato dalla frase di Stefano Fassina rispetto all'evasione fiscale "di necessità": "Non solo evasione di sopravvivenza. Provate ad aprire un bar rispettando tutte le leggi. Non è possibile, per legge, rispettare la legge." Insomma, per Bizzarri possiamo cominciare a bruciare il codice civile e il codice penale, tanto la legge "non si può rispettare". 


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