Don Puglisi martire a Brancaccio, sabato su Rai1 uno speciale con Massimo Giletti: ecco gli ospiti

Anticipazioni sul programma in onda il 25 maggio in prima serata su Rai1 e dedicato alla beatificazione del sacerdote ucciso dalla mafia 20 anni fa. Dichiarazioni del conduttore.

Massimo-Giletti-2013.jpg La controprogrammazione di Rai1 alla finale di Champions League, in onda su Canale 5, punta sul sociale: sabato 25 maggio alle 21.10 su Rai1 Massimo Giletti (voto: 6) condurrà dal quartiere Brancaccio di Palermo la serata commemorativa dedicata a Don Pino Puglisi.

Il Sacerdote, ucciso dalla mafia nel giorno del suo 56° compleanno proprio a causa del suo impegno contro il crimine organizzato, verrà beatificato a 20 anni dalla morte. In questa occasione sarà ripercorso l'impegno del sacerdote attraverso i racconti delle persone che gli sono state accanto nella realizzazione dei suoi progetti e nei momenti più difficili.

La serata-evento vedrà la partecipazione di Luca Zingaretti e Tony Sperandeo che leggeranno dei brani scritti proprio da Don Puglisi tra cui spicca il Padre Nostro dei Mafiosi. A questo si aggiungono dei filmati realizzati nel quartiere Brancaccio relativi a fatti realmente accaduti. Ospite musicale sarà il maestro Nicola Piovani con quattro suoi musicisti. Al termine verrà proposto al pubblico di Rai1 un documentario realizzato da Roberto Faenza e Filippo Macelloni dal titolo Padre Pino Puglisi, l'uomo che sparava dritto.

"Ci ritroveremo - dichiara Giletti al Tv Sorrisi e Canzoni - a Palermo in piazza Anita Garibaldi, il luogo della tragedia, nel cuore del quartiere Brancaccio dove operava don Puglisi. Un luogo dalla forte simbologia, che ho voluto con forza nonostante le comprensibili difficoltà. Il direttore di Rai1 Giancarlo Leone ha sostenuto con convinzione questa mia scelta- Si alterneranno le persone che hanno condiviso con lui quella straordinaria esperienza umana e religiosa. A cominciare dai ragazzi che lui ha salvato dalla strada e dalla criminalità: di ogni testimone mostreremo una fotografia di allora, ragazzini che oggi sono diventati adulti e che non hanno dimenticato".

E il suo ruolo? "È quello di legare i diversi racconti che si succedono sul palco della piazza, che diventa una sorta di set teatrale in un contesto emotivamente molto forte. La mia certo non sarà una conduzione tradizionale. È un esperimento assolutamente nuovo, fondato su un linguaggio televisivo inedito".


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