Grande Fratello, l'Ordine dei medici: "Mai pensato di radiare Lina". I pareri di Mazzullo, Lanza e Specchia

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Il presidente dell'Ordine dei Medici di Napoli e provincia, Giuseppe Scalera, precisa, in una nota, "di non avere mai accennato, in nessuna occasione, ad una qualsiasi ipotesi di radiazione o qualsivoglia sanzione disciplinare in merito al caso di Lina Carcuro", la dottoressa, concorrente del Grande Fratello (voto: 7), al centro da giorni di polemiche per aver messo in atto, nel corso del reality, atteggiamenti non rispondenti ad un comportamento deontologico.
"L'Ordine di medici di Napoli conferma come la vicenda si presenti come assolutamente secondaria sul piano degli impegni legati ad una realtà ordinistica", ribadisce Scalera, "che, pur rispettando tutti, non ha l'obbligo di seguire i reality e i programmi di intrattenimento ad esso collegati. Il nostro impegno si muove, infatti, soprattutto in chiave scientifica attraverso convegni, manifestazioni e momenti formativi. Si precisa, tra l'altro, di non avere mai accennato, in nessuna occasione, ad una qualsiasi ipotesi di radiazione o qualsivoglia sanzione disciplinare legata al caso Carcuro. Ogni iniziativa rappresenta, per legge, un atto dovuto a seguito delle numerose segnalazioni e denunce pervenute all'Ordine. In questo senso, l'Ordine invita tutti ad una reale serenità di valutazione e di giudizio anticipando che, ove venissero, in qualsiasi modo, lese la dignità ed il prestigio di questo Ordine professionale, ci si riserva di assumere le conseguenti iniziative di tutela nelle competenti sedi legali. Sulla vicenda, infine, l'Ordine non intende rilasciare, in futuro, altre dichiarazioni".
Su questa storia continuano a dire la loro molte persone, tra critici, personaggi dello spettacolo e gente comune. In particolare sono ricchi di spunti di riflessioni i commenti dello psichiatra Domenico Mazzullo, dell'autore di Buona Domenica (5) Cesare Lanza e dell'opinionista televisivo del Tgcom Francesco Specchia. Dice Mazzullo: "Non amo trasmissioni televisive quali Grande Fratello e simili e abitualmente non le guardo ritenendo vi siano modi migliori per occupare il mio tempo libero, anche se inizialmente mi era apparsa interessante l'idea di studiare i comportamenti di un gruppo di persone, isolate dal mondo esterno e costrette a vivere in una innaturale continuità, ma nel corso degli anni l'interesse è rapidissimamente scemato non essendo per nulla attratto dalle vicende erotico-sentimentali dei protagonisti e risolvendosi il programma, ahimè solo e pedissequamente in questo, con l'unica variante dei personaggi diversi, nelle diverse edizioni. Lunedì sera ho ceduto, contravvenendo ai miei principi, alla curiosità avendo letto sulla stampa dei giorni trascorsi notizia della polemica sorta a proposito della sanzione disciplinare che l'Ordine dei Medici di Napoli avrebbe intenzione di comminare ad una collega, una dottoressa 'rinchiusa' nella casa del Grande Fratello e protagonista di qualcosa di censurabile sul piano della dignità professionale, qualcosa di cui non conosco la natura, ma facilmente immaginabile, alla luce delle occupazioni privilegiate e abituali in quella casa.
Mosso dalla curiosità di vedere il viso della collega imputata, ho avuto la fortuna di assistere proprio alla puntata in cui alla collega incriminata, veniva comunicata la notizia del probabile provvedimento dell'Ordine dei Medici e conseguentemente la reazione di lei. Calando un velo pietoso sul contenuto del fatto che avrebbe provocato l'accusa, come medico sono rimasto sfavorevolmente colpito, anzi indignato dalla autodifesa pronunciata, anzi urlata dalla collega, che superato brillantemente un primo momento di comprensibile stupore e smarrimento si è esibita in una perfetta reazione isterica di pessimo gusto davanti alle telecamere e quindi resa pubblica. E proprio su questa distinzione tra vita pubblica e vita privata si è basata l'autodifesa della collega, sostenendo questa che quanto avvenuto nella casa e oggetto di accusa e biasimo, riguardava la sua dimensione privata e quindi non passibile di censura da parte dell'Ordine preoccupato di salvaguardare la dignità e la onorabilità di chi esercita la professione di medico, producendosi lei successivamente in una patetica, quanto sgradevole e poco dignitosa autocelebrazione delle proprie virtù di medico. Forse la dottoressa non ha tenuto conto che quanto riguarda la vita privata, ma viene esibito davanti alle telecamere, diventa di dominio pubblico ed è obbligo preciso di ogni medico che compare, o si esibisce in pubblico, tener conto che... i nostri pazienti ci guardano e vorrebbero continuare a vedere nel proprio medico, anche se in TV, una persona di cui aver fiducia, a cui potersi affidare, rispettosa di loro e delle loro sofferenze. Nel 1800 i medici vestivano di nero, in segno di rispetto nei confronti delle sofferenze dei loro pazienti. Le sofferenze dei pazienti non sono mutate, ma il rispetto dei medici nei loro confronti?".
Replica Lanza: "Del Grande Fratello ho scritto, da molto tempo, che ci troviamo di fronte a un fenomeno di neorealismo televisivo. E benchè qualche spirito critico abbia tentato di sbertucciarmi per questo giudizio, ribadisco e mi spiego. Il neorealismo (mi riferisco al cinema) nacque in un periodo storico, post seconda guerra mondiale, e descrisse crudamente un'Italia povera, alla fame, stremata dal conflitto. Film di Rossellini passati alla storia dell'arte cinematografica e del costume furono accolti inizialmente con disprezzo, ironia e snobismo (atteggiamento costante della critica, che è sempre conservatrice, di fronte a ogni fenomeno nuovo: per restare al cinema, lo stesso disprezzo manifestato inizialmente per un genio come Totò, che in realtà vale Chaplin/Charlot, o, sempre inizialmente, per i maestri della commedia all'italiana, Germi Monicelli Comencini Risi...). Ora, sulla qualità artistica del GF non so pronunciarmi più di tanto, ma che si tratti di un colossale fenomeno di costume, a me sembra evidente: lo specchio, nient'affatto deformante, di una precisa realtà italiana, compresi amorazzi, parolacce e volgarità. Questo siamo, nel magnifico terzo millennio: siamo gli orribili politici in lizza con milioni di chiacchiere per l'ennesima elezione che non cambierà nulla, siamo quelli inchiodati in poltrona per le partite di calcio e quelli che si ammazzano negli autogrill prima di andare allo stadio, quelli dei vicini di Erba e quelli che discutono ancora se la Franzoni è innocente o colpevole, siamo quelli che non arrivano alla fine del mese con stipendi miserevoli e quelli vittime di una malasanità inarrestabile (anche di questi argomenti si occupa puntualmente la nostra Buona Domenica), siamo gli ultimi in Europa per quasi tutto ma i primi nell'acquisto di telefonini, eccetera. Questo siamo e in questo crogiolo grottesco, in apparenza confuso e volgare, nella sostanza anche peggio, c'è anche il Grande Fratello: un programma crudo, diretto, malizioso, diverso - che costringe per vari motivi a guardare, come voyeur, anche chi proprio non lo vorrebbe (vero, Domenico?). Il GF ha il valore certo dei fantastici graffiti, che a me piacciono molto, anche se - ovviamente - non potrei mai negare la superiorità di Giotto, Michelangelo e Picasso. Il GF è un segno del nostro tempo, i posteri dovranno studiare anche e primariamente il GF - se vorranno capire come si viveva all'inizio del magnifico terzo millennio. E Lina? Mi sbrigherò in poche parole. Come donna, mi piace: ha passione, si espone, rischia, attacca, si concede con il sesso e con il cuore, piange e ride e si difende - com'è suo diritto. Psichiatra Mazzullo, il faccia a faccia di Lina con la madre è stato uno spettacolare tassello (un graffito, una fotografia, un documento, un flash neorealista!) di come siano oggi i rapporti tra genitori e figli e di come si siano evoluti idee e valori nella sanguigna realtà meridionale. Io non giudico, io voglio capire - amici miei. Io sono un liberale assoluto. Certo mi chiedo, come tanti, come possa fare la dottoressa a lasciare un lavoro a cui tiene molto per entrare nella cosiddetta 'casa', per tre mesi. Ma se vuole farlo e se vuole intrattenersi, peraltro sotto lenzuola e coperte che lasciano a noi guardoni solo la possibilità non difficile di indovinare cosa succeda, se vuole intrattenersi sessualmente (per amore, per noia, per tentazione, per qualsiasi motivo - a me non importa) con il 'ganassa' di passaggio, ma perché mai non dovrebbe farlo? E' libera di farlo. Come i pazienti, se vogliono, possono liberamente scegliere un altro medico, a cui affidarsi: il rispetto, un medico (come sa bene Mazzullo, che svolge con spirito perfino esagerato di sacrificio il suo lavoro), si può dimostrare anche senza abiti neri. Sono tra quelli che pensano che l'Ordine dei medici dovrebbe concentrare e pubblicizzare la sua attenzione su ben altro. Per ultimo: ben più disprezzabile il comportamento del "ganassa" che, dopo l'atto, è andato a parlarne e a vantarsi subito con gli amici in termini volgari, come neanche un ragazzo in pubertà. Ma anche questo, datemi retta, è neorealismo".
Specchia afferma: "E' stato un colpo di mano (in tutti i sensi). E colpo di mano, generalmente, è colpo di villano. C'è qualcosa di vellutatamente morboso, al Grande Fratello, nella storia della masturbazione sotto coperta, della 'manovra del cambio' nella buia stanzetta Ikea, del 'preliminare da quindicenne' che ha reso la pediatra Lina una candidata alla radiazione dal proprio albo professionale e il cumenda Roberto un pistola (parole sue) di dimensioni ecumeniche. La vicenda è talmente nota e sorprendente che pare uscita dalla penna di un branco di sceneggiatori in sovradosaggio vitaminico (e non è detto che non lo sia, dato il 31,5% di share). C'è questo tipo, il bauscia Roberto con le babbucce di pelle di cervo e cachemire, che parla come un candidato premier 'però, se non altro, non si tinge i capelli, non usa i tacchi ed è stato buttato fuori sola una volta', come scrive la collega Valeria Braghieri. Il bauscia si fa fare del sesso manuale dalla pediatra napoletana Lina -che da quel momento viene simpaticamente chiamata 'Manolesta'-; la quale, per condotta moralmente non irreprensibile, attizza l'Ordine dei medici della Campania che minaccia di radiarla. Si scatena l'inferno: le associazioni di categoria non stanno con le mani in mano, e difendono con mano ferma la dottoressa. La quale, in una performance d'alta drammaturgia sfodera un orgoglio virile e inveisce contro i suoi colleghi che la giudicano 'per la sua vita privata e non per il mio essere medico che si prodiga per gli altri' (e qui,la telecamera spietata zooma sul sorrisetto di Roberto, nell'altra stanza assiso). Un anelito d'alta drammaturgia, da Manon (Lescaut) pucciniana. E poi interviene la madre, in spettrale trasparenza, al di là d'un muro di vetro che consola Lina; e Lina, fieramente piangente davanti a quell'usbergo ideologico che la separa dalla genitrice e dagli affetti più cari si vede instillare coraggio tra grida e lacrime napulitane, dai che ce la fai siamo tutti con te, l'Italia ti guarda, superare anche questa. Ci manca solo che dalle tendine in nylon esca Eduardo De Filippo, e il quadro è completo. Il pubblico inneggia alla medichessa e fischia il cumenda ('La nostra non è niente di più d'un'amicizia') dandogli affettuosamente del pirla. Il bauscia viene eliminato e torna tra le braccia della fidanzata Elena con cui gigioneggia da nove anni. Un melodramma catodico da manuale. Tre riflessioni: a) Ma davvero gli Ordini dei medici che sempre più spesso non riescono a cancellare dall'albo gentaglia che s'è resa colpevole di reati gravissimi (omicidi colposi, negligenza, abuso su pazienti) trovano il tempo di occuparsi di una specializzando che s'è un po' divertita al Gf? Possibile che per ripompare audience in un programma ormai sfiatato si debbano ancora ripercorrere sentieri da sceneggiata? Allora fate tornare la prosa in tv, che almeno i dà lavoro agli attori professionisti; c) Certo, meglio i colpi di mano del Gf delle pallosissime tribune elettorali; ma questa, purtroppo, è l'esatta fotografia della tragicommedia della tv generalista, al momento. Mah". 
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