Sanremo-Baudo story, 1996: vincono Ron & Tosca e Syria. Co-conducono la Ferilli e la Mazza. Polemiche sul vincitore e inchiesta sulle selezioni

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Nona puntata della Sanremo story, la storia delle edizioni del Festival di Sanremo condotte da Pippo Baudo (voto: 7). Nel 1996 il direttore artistico Baudo allunga a sei le serate con un talk show anticipatorio il lunedì (in cui i cantanti si raccontano) e sceglie come partner sul palco Sabrina Ferilli e Valeria Mazza
La Ferilli, arrivata a Sanremo, fa spostare dalla sua camera, secondo la versione fornita dal suo ufficio stampa, alcuni quadri dipinti da Romano Mussolini, figlio del Duce, perchè lei, ideologicamente di sinistra, non desidera dormire con qualcosa che evochi il fascismo. Numerose le critiche, tra cui quella di Alessandra Mussolini, che affibbia alla Ferilli l'epiteto di "oca rossa e mezzacalza".
Bersagliata dalla critica per la sua pronuncia romana, nella conferenza stampa finale la Ferilli accusa i giornalisti di aver scritto sciocchezze sul suo conto: "La televisione non mi interessa più di tanto, quella del Festival è stata un'esperienza importante, milioni di persone mi hanno potuto vedere e conoscere. Ma, da domenica, tornerò a fare quello che ho sempre fatto: il cinema, che dà più emozioni e dove c'è gente meno attenta alle doppie bi o alle doppie ci che pronuncio. Insomma, la situazione mi sembra un po' più umana".
La Mazza resta lontana dalle polemiche che coinvolgono la collega e a lei spetta il compito di fare bella presenza, provando ad essere simpatica con il suo accento spagnolo. "Mi sono divertita tanto e sono stata abbastanza incosciente quando ho deciso di accettare, perchè non parlavo molto la lingua e non avevo mai fatto niente in televisione", dice alla fine dell'esperienza. 
Baudo, intanto, subisce i pesanti attacchi di Striscia la notizia, cui replica con altrettanta durezza. Proprio il tg satirico annuncia il vincitore in anticipo, celandolo dietro un giochino enigmistico di facile lettura, scritto su una lavagnetta e mostrato ai telespettatori: Rosa Fumetto/Lino Banfi/Vince Tempera. Il lunedì, poi, la spiegazione: le prime tre parole dei nomi (Rosalino vince) indicano il vincitore (Rosalino è il vero nome di Ron).
E Baudo deve fare i conti anche con un vistoso taglio del budget deciso dalla Rai. Nel febbraio del 1996 viene, peraltro, avviata un'inchiesta dalla magistratura di Milano. Le polemiche - come riporta l'Enciclopedia di Sanremo - sono iniziate già nel novembre del 1995 quando, in occasione delle selezioni per Sanremo giovani, la Flying records, casa discografica di un rapper chiamato DJ Flash, aveva sostenuto che il suo artista era stato escluso con un procedimento poco chiaro e per colpa dello strapotere di Baudo (il quale chiede 2 miliardi di lire di risarcimento). L'inchiesta prosegue tutto l'anno: Baudo viene iscritto nel registro degli indagati e nell'estate sfilano davanti al magistrato, come testimoni, diversi protagonisti che hanno preso parte a quell'edizione o sono stati esclusi, tra cui Michele Zarrillo, Giorgia, Federico Salvatore, Ron, Spagna, Al Bano Carrisi, Ornella Vanoni, Roberto Vecchioni (componente della commissione esaminatrice), Gianluca Grignani, Elio e le storie tese, Alba Parietti.
Tra gli accusatori di Baudo c'è anche Beppe Pagano, ex autista di Gigi Sabani: "La selezione era tutto un fatto formale. Chi decideva era Baudo, i giochi al momento della trasmissione sono già fatti". Il 12 novembre 1996 il colpo di scena: la posizione di Baudo viene archiviata per il Festival ma emerge un giallo sulle schede scrutinate: i Carabinieri del Nucleo operativo di Milano, che rifanno i conteggi, scoprono che ci sono diverse schede sospette, che il vincitore forse non è Ron ma Elio e le storie tese o Giorgia (rispettivamente secondi e terza classificati). Insomma, pur non essendoci corruzione, il Festival sarebbe da rifare. Se Baudo è prosciolto con formula piena (perchè non ci sono prove di sue interferenze nelle operazioni di voto), vengono accusati di truffa aggravata e abuso di relazioni d'opera alcuni discografici, che avrebbero promesso a cantanti dilettanti la partecipazione al Festival. 
Festival come detto vinto da Ron e Tosca (inizialmente al suo posto doveva esserci Spagna) con Vorrei incontrarti tra cent'anni. Scritta da Ron, la canzone è orecchiabile, di buon livello, un testo d'amore ma non banale, con arrangiamenti orchestrali. Il cantautore ammette che, prima della rassegna canora, Baudo (che conferma la circostanza), è intervenuto sul brano, facendo degli aggiustamenti. Cinque mesi dopo si scopre che il testo è identico ad un sonetto di William Shakespeare. "Non l'ho copiato - dice Ron - forse erano parole che avevo letto e mi erano rimaste dentro".
Il Dopofestival è presentato da Baudo e Ambra Angiolini. Baudo, anche per problemi personali, arriva al Casinò spesso nervoso, con poca voglia di scherzare. E l'ultima sera attacca tutti, polemizzando con telespettatori, ospiti, giornalisti e persone assenti: tra le vittime Fatma Ruffini, direttrice dei programmi Mediaset, che aveva sottolineato il merito del prestito di Ambra alla Rai; Gianni Boncompagni che (assente) si prende un poco felice accostamento ad Ambra; Gianfranco Funari (assente), reo di aver inventato la tv della gente contro cui Baudo si scaglia; Roberto D'Agostino, colpevole di aver criticato i Take That, ospiti del Festival; Luciano De Crescenzo, per lo stesso motivo; due ascoltatori, per aver criticato alcune scelte di Baudo; due giornalisti, che hanno fatto a Baudo domande non giudicate pertinenti. Il giorno dopo D'Agostino spara a zero su Pippo: "Abbiamo visto all'opera il prototipo del bravo presentatore stalinista. Il prossimo anno tornerò portandomi un microfono amplificato da casa".
L'ultima serata del Festival viene vista da 13.862.000 spettatori (62,86% di share). 
Di seguito la classifica dei Campioni (il brano Bello amore di Ornella Vanoni viene squalificato prima della manifestazione perché non inedito e sostituito con L'amore è un attimo di Enrico Ruggeri) mentre tra le Nuove Proposte vince Syria con Non ci sto.
  1. Vorrei incontrarti fra cent'anni (Rosalino Cellamare) Ron e Tosca
  2. La terra dei cachi (D. Civaschi, S. Belisari, S. Conforti e N. Fasani) Elio e le Storie Tese
  3. Strano il mio destino (Maurizio Fabrizio e Giorgia Todrani) Giorgia
  4. E io penso a te (Ivana Spagna e Giorgio Spagna) Ivana Spagna
  5. Mai più sola (Claudio Mattone) Neri per Caso
  6. Se adesso te ne vai (Massimo Di Cataldo e Laurex) Massimo Di Cataldo
  7. È la mia vita (Giuseppe Marino e Maurizio Fabrizio) Al Bano
  8. Soli al bar (Francesco Palmieri, Giancarlo Bigazzi e Aleandro Baldi) Aleandro Baldi e Marco Guerzoni
  9. Cantare è d'amore (Amedeo Minghi e Pasquale Panella) Amedeo Minghi
  10. Volo così (Paola Turci e Roberto Casini) Paola Turci
  11. L'elefante e la farfalla (Vincenzo Incenzo e Michele Zarrillo) Michele Zarrillo
  12. Il ragazzo con la chitarra (Luca Barbarossa) Luca Barbarossa
  13. Sulla porta (Federico Salvatore e Giancarlo Bigazzi e Giuseppe Dati) Federico Salvatore
  14. Una vita migliore (Pietro Cremonesi, Fabrizio Cavalli e Angelo Valsiglio) Rossella Marcone
  15. L'amore è un attimo (Luigi Schiavone e Enrico Ruggeri) Enrico Ruggeri
  16. Sarò (Depsa, Fio Zanotti e Angelo Valsiglio) Raffaella Cavalli
  17. Solo lei (Luigi Finizio e Antonio Annona) Gigi Finizio
  18. Non andare via (Giuseppe Dati e Paolo Vallesi) Paolo Vallesi
  19. Romanzo (Guido Morra e Maurizio Fabrizio) Riccardo Fogli
  20. Letti (Umberto Bindi e Renato Zero) New Trolls e Umberto Bindi 
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