Decameron, Campo Dall'Orto: "Non c'è stata censura. Luttazzi ha violato l'etica d'impresa"

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Antonio Campo Dall'Orto, 43 anni, amministratore delegato di Telecom Italia Media e insieme direttore di La7 e Mtv, torna sul caso Daniele Luttazzi (voto: 7, 3  per la battuta incriminata) due settimane dopo la chiusura di Decameron decisa il 7 dicembre per la famosa scena dedicata a Giuliano Ferrara.
Dopo aver ospitato in questo blog tutte le notizie sulla vicenda e le mie considerazioni, è giusto "chiudere" il caso dando conto anche di quanto ha affermato Campo Dall'Orto al Corriere della Sera: "Nella vicenda Luttazzi sono emerse due questioni. Una, molto dibattuta sui giornali, legata al rapporto tra la libertà di espressione del singolo e la libertà di altri soggetti, mediazione che nel caso di una tv avviene attraverso l'editore. In sintesi: la responsabilità di essere liberi. E poi una seconda, meno affrontata: l'etica d'impresa. Ovvero il rispetto delle persone che fanno parte di uno stesso gruppo creativo di lavoro, proprio come il nostro. E di conseguenza il rispetto del pubblico".
Campo Dall'Orto censore? "La mia storia personale dimostra il contrario: Lerner, Crozza, la Bignardi, Ferrara. Personaggi diversissimi tra loro, spesso in contrasto, ma legati da un patto: totale libertà e senso di responsabilità. Ripeto: verso il gruppo e verso il pubblico. Ecco qui la nostra ricchezza editoriale. Censore? Non ho paura della parola, quando qualcuno prova a relegarti in un ruolo che non ti appartiene. Se poi è una strumentalizzazione, chi se ne frega".
Ma sua "etica d'impresa" vieta di dire la propria sul tuo "vicino di canale"? "Assolutamente no. Proprio Daniele contestò l'intervista di Daria Bignardi a Dell'Utri. Fu un normale confronto. Nella vicenda Ferrara ho visto solo un attacco personale, un insulto gratuito. Bella differenza tra il confronto e un uso improprio della tv". Poi aggiunge: "L'ottica anglosassone di un'azienda televisiva ha come base la creazione di valore. Un obiettivo che esige regole forti: non puoi insultare chi lavora con te, non puoi insultare il tuo pubblico, per esempio".
I sostenitori di Luttazzi affermano che Ferrara avrebbe fatto pressioni per togliere di mezzo Decameron... "Falso. Giuliano si è fatto vivo solo dopo le mie decisioni. E per dirmi che dal punto di vista personale non gli importava nulla di tutto quanto. Ho apprezzato tono e tempi: ascoltare il suo parere prima, avrebbe comunque 'complicato' ogni mia misura".
Cosa pensa ora di Daniele Luttazzi? "Continuo a ritenere che sia molto bravo. E che sia possibile lavorare con lui quando aderirà a un patto professionale che qualsiasi impresa televisiva prevede". È vero che avete distrutto il suo materiale? "Assurdo. L'ho anche detto a Daniele. Viviamo di beni intellettuali pagati e costruiti da noi. Che senso avrebbe gettarli via? È tutto in archivio". Avete registrato reazioni del pubblico? "Una piccola parte meno dialettica ha protestato per la chiusura di Luttazzi. La stragrande maggioranza magari ha espresso dubbi ma ha compreso e condiviso il contesto". Io sono tra questi.
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