Giuliano Peparini: "Da piccolo subivo bullismo, ora lavoro in Cina. Con Maria De Filippi? Nessun addio burrascoso"

Il coreografo si confessa sulle colonne de Il Messaggero, tra progetti futuri e ricordi di un passato doloroso.

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Giuliano Peparini, uno dei coreografi più conosciuti nel panorama artistico italiano e apprezzato direttore artistico dal 2013 al 2017 di Amici, ha rilasciato ieri al quotidiano Il Messaggero un'intervista in cui ha parlato dei suoi ambiziosi progetti futuri, parlato del rapporto con Maria de Filippi e rivelato un passato carico di sofferenza.

Appena pubblicata, la notizia che Peparini - fratello dell'insegnante Veronica - non avrebbe curato i contenuti del Serale dell'edizione di Amici 2018 aveva suscitato lo sgomento dei fidelissimi della trasmissione di Canale 5, rimasti perlopiù soddisfatti dal lavoro del subentrato Luca Tommassini. Quale la motivazione dell'abbandono della poltrona? Il coreografo, prossimamente regista per il concerto all'Arena di Verona di Claudio Baglioni e rimasto in buoni rapporti con Maria de Filippi, ha dichiarato:

Avevo voglia di ritornare nel resto del mondo. Sto preparando una megaproduzione in Cina da 150 milioni. Reinterpretiamo la leggenda orientale del serpente bianco in un teatro costruito su misura. Con Maria De Filippi nessun addio burrascoso. Gli amori finiscono. E rinascono. Chissà.

Peparini, che negli anni è riuscito ad entrare nella casa di milioni di italiani con i suoi quadri di danza socialmente impegnati, ha raccontato al giornale i drammi vissuti da bambino. Insulti, sfottò, esclusioni che hanno temprato il carattere di un giovane ballerino, emarginato perché uomo, diventato poi coreografo di successo mondiale; una storia di ostacoli e di riscatto, tra la via Tuscolana e la via Appia:

Sono stato vittima di bullismo. La mia infanzia, durissima. Sfottuto, emarginato e altro. Mi considero un Billy Elliot dei Colli Albani. E credo di poter dare una mano a chi ha vissuto quello che è successo a me. Ho cominciato a frequentare la scuola di danza quando avevo 8 anni. La stessa di mia sorella, l’unico maschio della classe. Ci accompagnava mamma. Ma finita la lezione, prima di poter uscire e tornare a casa, dovevamo aspettare che tutti fossero andati via. Un uomo ballerino viene ancora recepito come diverso, effeminato e fragile. Le cose per me sono cambiate solo quando ho cominciato a lavorare. Venni scelto per Fantastico 9, con Bigonzetti. Ora mi diverto quando torno a casa e incontro i reucci di Colli Albani.
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