Valeria Marini: "Avrei fatto la missionaria. Salvini? L'ho votato, ma andrei a cena anche con Di Maio"

La showgirl si rivela a Il Giornale OFF, tra politica e progetti futuri.

schermata-2018-06-30-alle-19-01-38.png

Valeria Marini si racconta a Il Giornale OFF, tra progetti di vita, episodi stravaganti, rimpianti e politica. La showgirl, imprenditrice e concorrente di alcuni tra i reality con maggior successo della televisione italiana, ha dichiarato di essere molto affezionata al mondo dello spettacolo, ma che se non fosse diventata soubrette, si sarebbe dedicata alla causa umanitaria o ambientalista:

Il mondo dello spettacolo è il mio mondo, è la mia vita. Anzi, non mi appartiene quasi per niente la vita quotidiana. In alternativa, sicuramente avrei aiutato gli altri facendo la missionaria o aiutato gli animali. Sostengo da tempo l’AMRI, l’associazione che lavora per la ricerca contro le malattie reumatiche infantili e che ha sede al Gaslini di Genova. Ho scelto questa associazione perché una volta sono andata per partecipare e ho visto la serietà con cui lavorano e accolgono sia i bambini che hanno questi problemi che le loro famiglie. Mi son sempre data da fare raccogliendo fondi e grazie alla collaborazione abbiamo comprato due macchinari molto importanti per la ricerca.

Il corpo dell'intervista è pero occupato dai pensieri dell'ex-inquilina della casa del Grande Fratello Vip circa l'operato dell'attuale governo Lega-5Stelle e dalla risposta all'interrogativo "A cena con Salvini o di Maio?":

Ho votato Salvini, come ho votato Berlusconi, e mi sembra che stia facendo un ottimo lavoro, anche sul discorso dell’immigrazione. Forse è stata troppo netta la sua posizione ma qualcuno doveva pur prenderne una. Ora staremo a vedere. A cena? Con tutti e due insieme. Sono due persone diametralmente opposte ma anche entrambi interessanti. Salvini l’ho votato, Di Maio lo trovo molto in gamba, anche se non mi è piaciuto il momento in cui ha fatto la guerra al presidente Berlusconi, perché era gratuita.

Un tavolo prenotato per tre: Marini, Di Maio e Salvini. Niente scolapasta o campane tibetane.

  • shares
  • Mail