Ora o mai più, le recensioni. Cinismo mascherato da buoni sentimenti per Aldo Grasso, per Repubblica è un "miracolo". La Stampa: "Basta riciclati in tv"

Ora o mai più: le recensioni di Aldo Grasso, Antonio Dipollina e Alessandra Comazzi.

Massimo Di Cataldo

Ormai è ufficiale: Ora o mai più è il fenomeno televisivo di un palinsesto estivo che deve ancora partire. Le meteore della canzone italiana hanno già (ri)conquistato il pubblico, con 4.730.000 spettatori e il 24,96% di share che fanno già pensare a una seconda edizione del programma di Amadeus. Vediamo però cosa ne pensa la critica.

 

Ora o mai più, le recensioni: Aldo Grasso (Corriere della Sera)


In tv, molto più che nella vita, una seconda occasione non si nega a nessuno (...) . Anche Ora o mai più, il nuovo show musicale di Rai1 condotto da Amadeus è tutto costruito intorno a quest’idea, con l’aggiunta di una spruzzata del concept di «Meteore» e un clima non lontano da quello di Tale e quale (venerdì, ore 21.20). Alcuni cantanti che hanno vissuto un momento di grande quanto effimera popolarità nel passato, spesso legata a un’unica canzone, accettano di rimettersi in gioco, di intraprendere il famigerato «percorso» per cercare di tornare alla ribalta affiancati da un mentore che dovrebbe guidarli in questa palingenesi mediatica.

Il primo aspetto curioso del programma è che la linea di confine che separa mentori e concorrenti è molto sottile, a volte ci si chiede con che criterio siano stati scelti gli uni e gli altri: tra Michele Zarrillo, solo per citarne uno, e Valeria Rossi chi è più famoso? Cosa avrà spinto i Jalisse a riemergere dal mondo delle feste di provincia per farsi schiaffeggiare (metaforicamente) dai giudizi di Loredana Bertè? Il secondo è che la parte più interessante dello show non è quella che racconta la strada verso la rinascita, con l’inevitabile duetto tra allievo e mentore, ma il racconto della caduta, delle sofferenze umane anche gravi che spesso hanno accompagnato la discesa nell’oblio, lo spegnimento dei riflettori dopo aver assaggiato il nettare del successo. Finito il programma si rimane con un dubbio: dare una seconda opportunità è un gesto indulgente o è cinismo mascherato da buoni sentimenti?

 

 

Ora o mai più, le recensioni: Antonio Dipollina (Repubblica)


I Jalisse sono facili e li ricordano tutti. Ma con Lisa è già un'altra cosa, Stefano Sani non ne parliamo e Alessandro Canino idem. Che da questi reduci-meteore senza successo negli anni si sia arrivati a un programma (Ora o mai più, Rai 1 il venerdì in prima serata, Amadeus in conduzione) che può attirare le peggio critiche ma che invece risulta già molto visto e molto commentato, e forse, forse, il programma che mancava, è in zona miracolo.

E la firma è quella di Carlo Conti e del suo gruppo di autori, che, matematico, fanno sempre il pieno del pubblico di riferimento, nessuno escluso. In questo caso creando una sorta di ibrido di "Ballando con i Migliori anni della nostra vita": i reietti di cui sopra, molti con storie serie di difficoltà alle spalle, prima rinfrescano la memoria con il loro unico successo d'epoca, poi finiscono in coppia con uno dei big-giudici  (Patty Pravo, Loredana Bertè, Marcella, etc.), poi cantano in gara un successo di questi ultimi. Poi si vota.

Se si è refrattari al genere si gira al largo comunque, altrimenti è un'ideona, per quanto di materiale riciclato o di risulta.  E comunque venerdì prossimo in parecchi sanno già cosa guarderanno di sera.

 

 

Ora o mai più, le recensioni: Alessandra Comazzi (La Stampa)


Come si dice, l'eterno ritorno è l'identico. Così ha debuttato su Rai 1 venerdì scorso Ora o mai più, un programma nuovo, per modo di dire, sempre la solita storia, ma comunque un programma nuovo, condotto da Amadeus (non a caso tra gli autori c'è anche Carlo Conti).

In che senso Ora o mai più? Perché il programma, tipicamente estivo, esamina un altro grande classico dell'estate di tutti i media, che è "Che fine hanno fatto?". Che fine hanno fatto per esempio i Jalisse, che sono diventati ormai una categoria dello spirito, un modo di dire per indicare chi è scomparso e non si è più fatto vedere nel dorato mondo dello spettacolo? Ma soprattutto i Jalisse sono vivi e lottano insieme a noi in un programma in cui il pollice lo metterei a metà strada, perché non è né bello né brutto, però se proprio si deve scegliere buttiamolo giù, perché non se ne può più di vedere che fine hanno fatto persone che, con tutto il cuore, non ci importa poi granché.

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