The comedians, critici tv: il coraggio di Claudio Bisio e Frank Matano di affrontare una sfida scomoda, gag forzate, si ride pochissimo

Ecco le recensioni di Grasso, Dipollina, Comazzi, Rio, Specchia e Fagioli sulla sit-com di Tv8. Ascolti flop.

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RASSEGNA STAMPA su The comedians (voto: 5), la sit-com con Claudio Bisio (7) e Frank Matano (6) in onda il mercoledì sera su Tv8. Ascolti disastrosi con picco negativo dello 0,7% di share.

Aldo Grasso sul Corriere della Sera


"Claudio Bisio e Frank Matano si cimentano in uno spettacolo comico non facile. I due, infatti, propongono The comedians, un format svedese esportato negli Stati Uniti grazie all’interpretazione di Billy Crystal e Josh Gad. Di cosa si tratta? In realtà non è uno show vero e proprio, ma il dietro le quinte di questo show. Gli episodi seguono la costruzione progressiva dello spettacolo (com’era successo con Boris, anche se in quel caso si trattava di un film), dal concepimento al casting, dalla produzione alle prove. È un compito arduo, a volte fin troppo pretenzioso, ma va riconosciuto a Bisio e Matano il coraggio di affrontare una sfida scomoda. The comedians, secondo la tradizione del genere, vive più di battute che di situazioni. Qui si è scelto una via a metà, cercando di puntare anche su altri personaggi per «allargare» le linee narrative".

Antonio Dipollina su Il Venerdì di Repubblica


"L'adattamento è venuto da sé, si trattava solo di assecondare la trama, piuttosto prevedibile, che vede il match tra l'anziano e il meno anziano. Di una serie comica di questo tipo c'è gran bisogno e nessuno, altrove, ci prova seriamente. Ma poi viene anche il dubbio che un gigante come Bisio si sia concesso il lusso di mescolare realtà e finzione".

Alessandra Comazzi su La Stampa


"Si gioca molto sul passaggio di testimone tra generazioni e Bisio raccoglie bene la sfida. Sfida anche tecnicamente imponente".

Laura Rio su Il Giornale


"Bravi sono bravi. Simpatici sono simpatici. Affiatati sono affiatati. Ma che cosa ci vogliono raccontare? Semplicemente nulla... Si esibiscono in una performance auto-referenziale. Risultato? Una serie carina ma senza mordente. Fa sorridere ma non ridere. E non risulta di facile comprensione".

Francesco Specchia su Libero


"Spunti interessanti. I due attori-amici convinti ognuno di fare un one-man show col produttore cazzuto; il casting estenuante per trovare un regista all'altezza rivelatosi un fighetto che vuole 'qualcosa di rivoluzionario' e fa vestire gli attori da bambole assassine mentre ruba la fidanzata all'ingenuo Matano; il capo autore sfigato che vorrebbe tanto piazzarsi dietro la macchina da presa; le feste ai bordi dei camerini e le guest star tipo Bobo Vieri. La trama scorre veloce; i dialoghi sfrigolano; la scenografia è astuta e ogni puntata è girata a costo zero. I due non sono Lemmon e Matthiau ma c'è di molto peggio in giro...".

Andrea Fagioli su Avvenire


"Nel gioco tra la finzione della realtà e la doppia finzione dello show, i due protagonisti propongono sketch e gag all'interno dell'una e dell'altra situazione. Più divertenti nel primo caso, più forzati nel secondo. Se poi dovessimo riportare alla realtà la finta diatriba sul nome dello spettacolo non avremmo dubbi a sostenere 'Claudio e Frank Show'. Non per ordine alfabetico, ma per capacità di far ridere".

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