X Factor 11, critici tv: Lorenzo Licitra ha vinto grazie al pubblico generalista più pop, Levante flop, deludono Fedez e Manuel Agnelli

Ecco le recensioni di Assante, Lucarelli, Soave e Caverzan sulla finale e sull'andamento dell'undicesima edizione del talent show di Sky Uno.

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RASSEGNA STAMPA sulla finale di X Factor 11 (voto: 8), in onda giovedì 14 dicembre su Tv8, Cielo e Sky Uno.


Ernesto Assante su Repubblica


"L'undicesima edizine non ha brillato. Non c'erano sorprese interessanti né materie di discussione rilevanti alla fine delle puntate. Edizione piuttosto stanca e non particolarmente appassionante, sia dal punto di vista musicale che dello spettacolo. Tranne la puntata finale che ha brillato come una singola perla nella collana delle puntate precedenti. Al Forum di Assago ha preso vita, infatti, uno show costruito in maniera eccellente, perfettamente in linea con simili show internazionali, anche senza nulla da invidiare ai vari 'awards' musicali di grido, e con quattro finalisti in grado di dare spettacolo e garantire un livello di qualità più che alto. A parte la sostanziale inutilità dei giudici, che si sono ben guardati dal dire quello che pensavano veramente per non influenzare il giudizio del pubblico, risultando però superflui, la serata è stata l'unica che ha riservato sorprese sostanziali (l'eliminazione di Enrico Nigiotti, la sconfitta dei Maneskin, la vittoria di Lorenzo Licitra), musica pop di buon livello, esibizioni (quelle dei 'best') che hanno davvero dato modo agli ultimi tre artisti rimasti in gara di presentarsi in maniera completa e credibile. La formula, però, è sembrata lisa, nonostante il prezioso ritorno di Mara Maionchi. L'inserimento di Levante ha funzionato solo in parte, perché le puntate sono sembrate ripetitive e la serialità poco importante".


Selvaggia Lucarelli su Il Fatto Quotidiano


"Manuel Agnelli è il grande sconfitto. Non cazzia più nessuno, non umilia i cantanti che hanno scambiato X Factor per La corrida, niente più citazioni colte. C'è più vita su Marte che nella postazione di Levante. Fedez assente, antipatico, tediato in tutte le puntate, se ne è stato sempre, perennemente, con l'aria di chi trova scocciante star lì, pagato centinaia di migliaia di euro, anziché rimanersene a casa con Chiara... I Maneskin arrivavano alla finale da vincitori annunciati. Damiano è un diciottenne belloccio che ha generato intorno a sé un'esplosione ormonale che non si vedeva dai primi tempi di Simon Le Bon. Loro cantano così così e suonano malissimo e probabilmente, dietro alla patina della sfrontatezza puberale, gli spettatori si sono accorti che il re era nudo. Anche se avrebbero preferito veder nudo il cantante. Per Lorenzo Licitra, che temo fuori da X Factor durerà quanto i tripodi ne La guerra dei mondi quando scoprono il raffreddore, vale ancora una volta il principio che ha deciso il Grande Fratello Vip di quest'anno: guardano Damiano (cioè Cecilia), vogliono Damiano (cioè Cecilia), commentano Damiano (cioè Cecilia) e poi votano Licitra (cioè Bossari)".


Sergio Soave su Il Foglio


"Base dei Maneskin soprattutto giovanile mentre probabilmente gli spettatori e i votanti della finale avevano una composizione demografica più varia. Si può ipotizzare che la platea più 'matura' sia sensibile al fascino di una voce da tenore di grazia, adattata con grande capacità al repertorio rock. Resta la soddisfazione di noi 'matusa' di aver assistito a una rivincita del belcantismo sull'energia giovanilistica".


Maurizio Caverzan su La verità


"Tutto pendeva dalla parte della sfrontatezza dei ragazzi di Monteverde. Il tifo del pubblico femminile più modaiolo, sedotto dalla fluidità del frontman che aveva acceso fenomeni d'isteria anche un filo over. La preferenza delle testate glamour, degli ambienti rock, del mondo fashion. Invece il talent fa i cantanti, guida i percorsi, ma non i gusti dei telespettatori. Tanto più, se dopo aver lavorato al coperto, per la finale ti affacci sulle reti in chiaro. Il pubblico generalista è più pop, più tradizionale e allergico agli eccessi. E' il televoto a fare la differenza".

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