Fimi, da gennaio 2018 valgono solo gli streaming a pagamento per classifiche e certificazioni: "colpa" dei rapper e degli ascolti gratuiti

Da gennaio 2018 il sistema ufficiale italiano di classifiche e certificazioni musicali considererà solo i consumi in streaming derivati dagli ascolti in abbonamento. Repubblica aveva rivelato perché.

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Importanti novità da gennaio 2018 nelle classifiche e nelle certificazioni Fimi.

Dopo una prima fase di test e con l’obiettivo di attribuire un reale valore ai consumi fisici e digitali, si è giunti alla decisione di considerare validi ai fini delle classifiche Top Of The Music solo gli stream a pagamento, ovvero solo gli ascolti derivati dai servizi in abbonamento premium", si legge in un comunicato.

"Sebbene la fruizione free resti sempre molto forte, siamo di fronte ad una significativa migrazione di utenti verso i servizi premium e questo è un segnale dell’evoluzione del mercato che non si può ignorare. Lo streaming, inoltre, si avvia a rappresentare un segmento di mercato maturo che in Italia vale ormai il 44%. In questo contesto, appare ancora più importante valorizzare i consumi affinché le classifiche di vendita rappresentino una realtà più omogenea.

La novità sarà applicata sia alla classifica degli album che a quella dei singoli e avrà ovviamente effetto anche sul sistema di certificazione ufficiale degli award d’oro e platino.

Il conversion rate tra download e streaming resterà per ora immutato, ma sarà oggetto di analisi semestrali al fine di valutare possibili aggiornamenti rispetto alla metodologia esistente. Attualmente corrisponde, nel caso dei singoli, ad 1 download per 130 ascolti in streaming, mentre nel caso degli album si mantiene quella conversione ed il numero totale degli ascolti relativi ad un titolo album (con cap del 70% sul singolo più ascoltato) viene diviso per 1.300".

Su Repubblica era stato spiegato il motivo del cambiamento: "Da luglio i rapper hanno monopolizzato le classifiche attraverso le piattaforme di ascolto. Nella prima chart l'album di Mina e Celentano è precipitato di 26 posizioni, mentre il disco di Guè Pequeno è schizzato al primo posto e i suoi 14 brani sono tutti entrati nella top 100 dei singoli, 3 addirittura tra i primi 10. Un caso di scuola è Coez: con il primo singolo del nuovo album, Faccio un casino, uscito a marzo, prima del conteggio degli streaming gratuiti, è arrivato al 97° posto nella chart Fimi/Gfk, dopo il cambio è stato primo per più di due mesi con La musica non c'è. Nel frattempo, però, riempie i Palasport". Nonostante abbia venduto pochissime copie fisiche del suo disco.

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