Sirene, critici tv: fiction che sfida le convenzioni, ironia su tv-social-telefonini, con il fantasy e la sana follia cambia il pubblico di Rai1

Recensioni di Grasso, Dipollina. Soncini e Comazzi sulla fiction di Rai1 con Luca Argentero e Valentina Bellè. Ascolti non eccezionali.

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RASSEGNA STAMPA su Sirene (voto: 7), la fiction di Rai1 con Luca Argentero (7) e Valentina Bellè (7) trasmessa per 6 giovedì sera. Ascolti? Share tra il 14 e il 20%.

Aldo Grasso sul Corriere della Sera


"Come al solito le fiction di Ivan Cotroneo sfidano le convenzioni, si aprono a generi insoliti per la tv generalista, affrontano i temi della diversità. L’aspetto più interessante della serie in sei puntate è il punto di vista delle sirene (che poi è quello del vecchio marziano che capita a Roma), un dispositivo linguistico di straniamento per vedere le cose quotidiane in un’ottica diversa. Così le quattro sirene scoprono Partenope (mitologicamente la loro città), ma anche la televisione, i telefoni cellulari, i social. Scoprono soprattutto i non facili sentimenti degli umani a cui, inevitabilmente, devono sottostare. L’idea è molto curiosa, ma non sempre la recitazione è all’altezza della sfida: ancora acerba quella di Valentina Bellè, un po’ ridicola quella di Luca Argentero che parla con cadenza napoletana, lui così torinese".

Antonio Dipollina su Repubblica


"Il problema di Sirene è quello di non spingere di più sul fantasy comico lasciandosi andare davvero. E alla fine il lavoro di Ivan Cotroneo e Monica Rametta lascia in primo piano i prevedibili congiungimenti tra umani e non-umane, usando come contrappunto (alla Boris) una soap orripilante che passa in tv e appassiona le sirene. C'è sana follia, ma se si vuole depotenziare in futuro la dizione 'pubblico tradizionale di Rai1' ha senso passare da cose siffatte".

Guia Soncini su Repubblica Robinson


"C'è il totale sprezzo del pericolo e del ridicolo con cui si getta nel kitsch Ivan Cotroneo, forse unico autore italiano a non avere come principale ambizione l'approvazione degli intellettuali. Ti mette lì un liceale che è stato lasciato con un messaggio vocale su WhatsApp e una sirena che cerca su Wikipedia cosa dicano di lei gli umani. Proprio come fanno i contemporanei".

Alessandra Comazzi su La Stampa


"Qui si immagina un racconto realistico mascherato da favola. Molte metafore. Ironia su tv, social, telefonini: un prodotto girato bene, c'è anche l'inserto a cartoni sulla collega catturata e portata al circo, buoni interpreti e poi Napoli, per una volta non c'è la camorra".

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