X Factor 11, Andrea Radice: "Lavoravo in pizzeria per un guadagno fisso, ora vorrei un album e vivere di musica, tifo per Enrico Nigiotti"

Ecco le dichiarazioni al sito di Sky Uno del settimo eliminato dell'undicesima edizione del talent show. Faceva parte della categoria di Mara Maionchi.

Andrea Radice è il settimo eliminato di X Factor 11.

Ecco cosa racconta al sito di Sky Uno.

L'esperienza è stata "estremamente formativa. Ciò che volevo, quando ho fatto provini, era riempire al massimo il mio bagaglio culturale e l’ho fatto. Amo imparare e ho avuto modo di apprendere lezioni da tantissime persone, da Mara a Luca Tommasini dai producers agli autori e alla redazione. Fondamentale, per me, è stato anche il potermi relazionare con gli ospiti internazionali e con gli altri concorrenti".

Il momento più bello? "Sembrerà strano, ma è stato giovedì quando nella fase My Song ho cantato un pezzo che ho scelto personalmente. Mi sono sentito più libero con le improvvisazioni, con la metrica. Non ho sentito il peso del palco, mi sono divertito".

E quello più difficile? "Ho avuto paura di non riuscire a mostrare ciò che sono, di fare vedere lo show con le coreografie, le luci e non l’anima. Ma sono contento del percorso fatto. Mara mi diceva 'Con questa voce puoi fare più di quel che credi', mi sono fidato e, arrivato ai Live, ho capito che aveva ragione".

Ha legato con qualcuno in particolare? "Con tutti in realtà, difficile dire con chi ho legato di più. Sicuramente con Rita ho un legame particolare, con Enrico, con Gabrielino, ma anche con Samuel e con i Maneskin. Abbiamo parlato molto tra noi, ci supportavamo a vicenda, quando qualcuno dei più piccoli aveva bisogno di sostegno, un abbraccio non mancava mai. È stata un’esperienza a 360 gradi e ne sono felice".

Per chi fa il tifo adesso? "Per Enrico Nigiotti, il mio fratello maggiore. Ha una maturità e una semplicità che superano quelle degli altri e sono convinto che il suo singolo farà storia".

Sulla sua eliminazione dice: "Mi è dispiaciuto uscire, ma per me le critiche costruttive, che possono farmi crescere, sono importantissime e spero che X Factor sia un punto di partenza, oltre che una scuola. Avrei voluto mostrare anche altro di me, ma sono contento perché Mara ha saputo capirmi. Ad esempio, grazie alle assegnazioni ho interpretato brani che mai avrei pensato essere nelle mie corde. In pochi giorni con un testo e una coreografia da imparare rischi di non aver tempo per mostrare chi sei davvero. Avrei voluto proporre anche qualcosa in napoletano o di acustico, ma il tempo è poco".

Sul suo inedito Lascia che sia: "Rappresenta il mio ultimo periodo. Il verso 'Cambio posto, spazio, tempo e noi' mi è venuto di getto, parlo dei rapporti di cui odio la falsità. Amo la sincerità nel bene e nel male, non solo in amore. Una frase che ho insistito per introdurre è 'Nascondi veleno dentro molliche di pane', che sintetizza il concetto 'mi fai un sorriso, ma nel frattempo mi avveleni'. Mi sono impegnato al massimo per mettere del mio in questo pezzo, che Mara aveva pensato per me".

Ha viaggiato attraverso l’Europa: "Ho cominciato da solo a vent’anni, anche se in realtà quando viaggi con te stesso, non sei mai davvero solo. Il viaggio mi ha permesso di capirmi meglio, di crescere. Ci sono ragazzi che spendono soldi in discoteca o comprandosi la macchina nuova, io li uso per viaggiare, per scoprire e scoprirmi".

Qual è, adesso, il suo sogno? "Ho scelto di lavorare in pizzeria per avere un guadagno fisso, un impiego sicuro. La dedizione al lavoro mi è stata trasmessa dalla mia famiglia e mi permette di finanziare i miei progetti. Ovviamente vorrei vivere di musica, ma non penso a diventare famoso o ricco. M’interessa avvicinarmi alla verità attraverso la musica. Il mio desiderio più grande è fare un album che rappresenti la mia vita, che resti come testimonianza di chi sono, ai miei figli o ai miei genitori. Voglio mostrare loro una parte di me che forse non conoscono".

Progetti futuri? "Domani scrivo un’altra canzone, metto giù altre idee, cerco metriche nuove. In realtà, non è mai qualcosa di studiato a tavolino, mi viene naturale, è uno sfogo delle mie emozioni, un modo per fare chiarezza. Ho un’emotività tutta mia, forse una fragilità, ma la musica mi rende leggero".

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