Squadra mobile 2 ecco come è finita (video). Terza stagione difficile. Critico tv: è una fiction che guarda al cinema dell'impegno civile

Ecco il riassunto e il video dell'ultimo episodio della fiction Taodue, in onda mercoledì 1 novembre 2017 su Canale 5. Ascolti poco soddisfacenti. Recensione di Grasso.

Mercoledì 1 novembre su Canale 5 è andata in onda l'ultima puntata di Squadra Mobile 2-Operazione mafia capitale (voto: 6).

Come è finita la fiction? Su Tvblog.it si legge: "Ardenzi si scontra con il Questore, che vuole che catturi prima Guaraldi, mentre per lui è fondamentale prendere Sabatini. Daria decide di collaborare con la Mobile e riesce a far sapere ad Ardenzi dove si trovano lei e Claudio. Ma, dopo una sparatoria, perde il Gps che portava addosso, e Sabatini scappa. Claudio scopre che lei sta collaborando con la polizia, e la abbandona per strada: è diretto all'aeroporto per uccidere Guaraldi, e ci riesce. Ma i diamanti non ci sono, lì trova Riccardo. Adesso Claudio è completamente solo e sa che i diamanti sono in mano alla Mobile. Rapisce allora Mauretta e convince Ardenzi a sottrarre i preziosi dall'ufficio reperti della questura. I colleghi, tuttavia, riescono poi a intervenire e Sabatini viene arrestato. Sembrano non esserci conseguenze per Ardenzi, che potrebbe essere indagato per furto, ma il filmato è stato cancellato e Claudio non ha parlato. Se non fosse che il video è finito, non si sa come, nelle mani dell'Ingegnere...".

Ci sarà una terza stagione? Gli ascolti poco esaltanti tra il 10 e il 15% di share non lasciano immaginare un seguito nonostante il finale semi-aperto...

RASSEGNA STAMPA

Aldo Grasso sul Corriere della Sera


"Il sottotitolo «Mafia capitale», è la prima cosa che si nota, risponde più alle esigenze delle sirene mediatiche che a un’effettiva realtà. Ma è un dettaglio. Viene in mente, invece, il cinema dell’impegno civile (i film dei fratelli Taviani, di Germi, di Petri, di Pontecorvo, di Rosi, di Scola…) così centrale negli anni 70 del Novecento. Le non poche serie della Taodue da Distretto di polizia a R.I.S., da Squadra antimafia a Le mani dentro la città, solo per citare alcuni titoli, affondano le loro radici culturali proprio in quella stagione in cui il nostro cinema provava a raccontare misteri e storture del nostro Paese. Viene in mente La piovra (1984-2001), il più coraggioso tentativo della Rai di raccontare la criminalità organizzata, protagonista il commissario Cattani (Michele Placido). Per la prima volta, la serie cercava di offrire a milioni di spettatori televisivi una visione meno retorica della mafia e del meridione. Vengono in mente Romanzo criminale, Gomorra, Suburra, non soltanto per i temi trattati (una diffusa ragnatela criminale fatta di ricatti, complicità e violenza, un mondo malversazioni, di corruzioni e di scandali istituzionali), ma anche per la condivisione di molte professionalità cresciute nel laboratorio della Taodue. Non c’è dubbio che la salvezza della serialità (e del cinema italiano) passa da una nuova concezione dell’aspetto produttivo. Ci vogliono buone idee, ma anche grandi investimenti e grande coraggio. Viene in mente (ma è solo un pensiero fugace) che Mediaset aveva tutto per fare il grande salto. Che di sicuro farà al più presto".

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