Nicola Savino: "A gennaio 2018 su Italia 1 con 4 serate celebrative. Quelli che il calcio è uguale al mio. A Un minuto per vincere ero finto"

Il conduttore, intervistato dal quotidiano Libero, torna a parlare del passaggio a Mediaset, giudica il suo ex programma su Rai2 e analizza la sua carriera.

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Nicola Savino ha lasciato Quelli che il calcio solo per andare a condurre Le Iene con altri due colleghi, una puntata sì e una no? "Avevo bisogno di stimoli nuovi, ero stufo di fare sempre le stesse cose. Vent’anni fa avevo lavorato per loro come autore e quando a maggio Pier Silvio (Berlusconi, ndB) mi ha chiesto se fossi disponibile, ho detto subito sì. È stato gentile e coinvolgente. In Rai al massimo parli con un direttore di rete", dice al quotidiano Libero.

Quelli che il calcio versione Luca e Paolo più Mia Ceran gli piace? "Certo. È lo stesso show che facevo io. Ma con tre persone al posto di una".

È vero che a Mediaset guadagna come Donnarumma al Milan? "Magari. Purtroppo è finita l’epoca d’oro di Berlusconi che cambia la vita degli artisti". Una coscia di Donnarumma? "Mezzo guanto".

Dopo Le Iene che farà? "A gennaio, dopo le feste, farò 4 prime serate tutte mie su Italia 1. Si tratta di un esperimento, uno show di genere, una celebrazione. Non mia, ovviamente. Se dico altro, però, mi fanno fuori".

Intanto prosegue anche su Radio Deejay: "Sono lì da quasi 30 anni, farei fatica ad andar via. Negli ultimi 20 anni, tranne Rds, tutte le radio private nazionali mi hanno fatto offerte allettanti. Non le ho mai valutate e nemmeno sfruttate per avere più soldi. Volevano solo togliere una gamba al tavolo di Radio Deejay. Solo quando Linus smetterà di fare radio mi chiederà cosa fare. Da almeno 5-6 anni andiamo in onda con la sensazione che possa essere l’ultimo giro. Linus mi dice spesso che pensava di smettere a 40. E io fra un po’ ne ho 50".

In tv è più orgoglioso di cosa? "L’isola dei famosi: facevo il 17 per cento su Rai2. E poi il Dopofestival". Meno orgoglioso? "Il game show Un minuto per vincere del 2013, sempre su Rai2. Ero finto e trattenuto. Ha ragione Fiorello quando dice che in Tv le cose bisogna farle 'a minchia di fuori'".

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