Il collegio 2: promossi, bocciati ed espulsi (video). Critici tv: troppe similitudini con la prima edizione, prevale il reality, cast azzeccato

Ecco chi ha ottenuto il diploma di terza media nell'anno scolastico 1961 e chi no nella seconda edizione del docu-reality di Rai2 (video). Recensioni di Grasso, Dipollina, Fagioli e Asif. Ascolti sufficienti.

Il collegio 2 (voto: 6) è terminato martedì 17 ottobre su Rai2 dopo 4 puntate. Ascolti tra il 6 e il 7% di share. Tra i 15-19enni la media share sulle quattro puntate è stata pari al 18,5% (+2,2% rispetto alla prima stagione) e del 13,3% tra i 15-24enni (+3,3%). Buon successo anche sui social: Il collegio si è confermato, per 4 puntate consecutive, al 1° posto tra i programmi più discussi, generate oltre 150mila interazioni, con una crescita del +5% rispetto alla prima edizione. Ottimi anche i dati di RaiPlay, dove questo inedito format tv ha avuto 2 milioni di MediaViews in sole tre settimane (+38% vs pari periodo della 1^ stagione).

A ricevere il diploma di terza media del 1961 sono stati Nagga Giona Baldina, Brunella Cacciuni, Maddalena Sarti, Edoardo Maragno, Michelle Cavallaro, Davide Moccia, Gabrielle Sarmiento, Elisabetta Gibilisco, Federico Mancosu, Ginevra Mandolese e Noa Planas. Maddalena ed Edoardo sono i migliori della classe. Bocciati, invece, Giuseppe Spitaleri, Gaia Malgieri e Dimitri Tincano. Espulsi Arianna Triassi e Roberto Magro. Ritirati in corso d'opera Camilla Ricciardi e Marco Biò.

RASSEGNA STAMPA

Aldo Grasso sul Corriere della Sera


"I reality dovrebbero fermarsi tutti alla prima edizione, quando le regole del gioco vengono apprese e non risvelate. Ogni ripetizione non può essere che carica di stridente goffaggine. In realtà, da tempo immemorabile, abbiamo perso la cognizione del concetto di prototipo, viviamo solo di inesauribili copie. Per questo l’industria dello spettacolo (e non solo) è fondata sulla riproducibilità. La seconda edizione de Il collegio conserva indubbiamente il suo carattere di esperimento sociale: il contrasto tra gli adolescenti 2.0 e le ferree regole di una scuola che ci riporta indietro, al 1961, l’anno del centenario dell’Unità d’Italia, riproposto attraverso spezzoni d’epoca e la voce narrante di Giancarlo Magalli. E quindi ci si diverte a vedere le ragazze e i ragazzi (più Franti che Garrone, più ignorantelli che studenti modello) alle prese con i traumi della separazione e della disconnessione: via internet, via i cellulari, via le zazzere, via le lacche… E soprattutto alle prese con novità per loro assolute: la disciplina, l’ordine, lo studio, l’educazione domestica... Anche ne Il collegio la costruzione del racconto deve molto alla parte scritta (c’è ma non si vede) e al montaggio. Tuttavia il cast dei ragazzi è azzeccato, i professori sembrano essere stati scelti avendo per modello la ministra della istruzione e dell’università Valeria Fedeli, il preside, quanto a cattiveria, pare il cugino di Carlo Cracco. Ma la parte più inquietante è rappresentata dai genitori: senza nerbo e autorità, felici delle stramberie dei figli, completamente piegati al loro servizio. Forse qualche anno di collegio farebbe loro bene".

Antonio Dipollina su Repubblica


"Il debutto nella scorsa stagione era stato lanciato (anche) come brillante macchina del tempo, con loro, i ragazzi di oggi, immersi dentro un collegio di mezzo secolo fa. Per cui il raffronto con un'epoca no-social e no-tutto diventava quasi esperimento sociologico etc. Già alla seconda edizione è finita a reality in senso stretto, con i pianti nel lasciare lo smartphone o i capelli da fesso e i professori autentiche caricature — però ci vorrebbero attori bravini, alcuni sono disperanti. Insomma un macchiettificio, c'è anche una Sorvegliante identica a Frau Blucher ma soprattutto c'è il ridicolo con cui viene tratteggiato il rigore del 1961 per cui è ovvio tifare per i ragazzi, all'80 per cento ignoranti come capre. Si va di un anno con l'altro, siamo appunto al '61, ci vorrebbe il '68 ma prima di sette anni la premiata fabbrica di bimboreality avrà inventato qualcos'altro e il pericolo verrà scongiurato".

Andrea Fagioli su Avvenire


"Se prendiamo Il collegio come una fiction, il gioco è fatto. Il tutto diventa accettabile, a tratti persino apprezzabile, di buon ritmo (grazie al montaggio) e ogni tanto divertente. Se invece dobbiamo valutarlo per come si annuncia e cioè un reality, allora non sta in piedi. Né tantomeno si può considerare un esperimento sociale. Tuttalpiù uno spaccato interessante sul mondo degli adolescenti di oggi. La maggior parte dei quali viziati e insofferenti alle regole. Certo la componente psicologica ha un ruolo. I pianti al telefono con i genitori sembrano autentici, così come certi approcci affettuosi tra i ragazzi, che hanno dai 13 ai 17 anni e che, per entrare nel Collegio televisivo, sono passati attraverso una selezione. In sostanza i 18 scelti (9 maschi e 9 femmine), pur diversi tra loro, sono tutti in grado di convivere in modo smaliziato con le telecamere che li seguono dappertutto. E per quanto riguarda almeno la prima puntata di questa seconda stagione, tutto si è svolto in fotocopia della precedente, a partire dal sequestro dei cellulari e dal taglio dei capelli, che sono realmente le due cose a cui gli adolescenti tengono di più. Ma forse qualcosa di nuovo poteva essere provato, tenendo conto che la prima serie risale a gennaio scorso. Non è passato nemmeno un anno".

Asif su Il Sole 24 Ore-Domenica


"Il docu-reality si presenta come un concentrato di addestramento marziale e attività futili nell'inverosimiglianza più totale, una specie di fiction tedesca, dove si grida molto, si impartiscono ordini a caso, si piange spesso, ci si tratta male e si recita peggio".

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