Alessandro Cattelan: "Sanremo? Nessuno mi ha chiesto di presentarlo. Sono al lavoro su una sit-com con gli sceneggiatori di Boris"

Il conduttore, intervistato da Rolling Stone, esclude la possibilità di presentare il Festival della canzone italiana (per mancanza di proposte) e rivela il nuovo progetto a cui sta lavorando.

rolling-stone_cover_alessandro-cattelan.jpg

Alessandro Cattelan conquista la copertina di Rolling stone nel numero in edicola a ottobre e parla anche di televisione.

L’anno scorso a X Factor ha vinto un gruppo all-black come i Soul System, mentre un paio di mesi fa a Verona – notizia di cronaca – una ragazza di 15 anni è stata esclusa da una gara canora perché nera. Società e televisione viaggiano ancora su due binari paralleli, ma diversi? “Credo che se il massimo aggregatore sociale che c’è in Italia, il calcio, non riesce a vincere la battaglia contro il razzismo, nonostante le squadre di oggi siano davvero un moderno mix di nazionalità ed etnie, è quasi impossibile che possa farlo X Factor. Ma la speranza è l’ultima a morire”.

Ha studiato canto, ballo e recitazione? “No, sono un autodidatta. Studio guardando tantissimo gli altri. Sono una versione pro di quello che prova davanti allo specchio con la spazzola in mano. Sono il giudice di me stesso, e se una cosa mi mette in imbarazzo non la faccio, conosco i miei limiti”.

I suoi punti di riferimento professionali sembrano tutti americani. Di italiano non gli piace nulla? “I miti della mia adolescenza: Bonolis, la Gialappa’s, Elio e le Storie Tese, Fabio Volo”. E della tv di oggi? “Lavorando e avendo famiglia, guardo soprattutto sport, serie tv e programmi per bambini”. Neanche Sanremo? “Magari non tutto, ma una botta a Sanremo gliela si dà sempre”. Ma quella voce che diceva che lo avrebbe condotto lui? “Nessuno mi ha mai chiesto di presentare Sanremo, nemmeno un WhatsApp”.

Ha qualche nuovo progetto a cui sta lavorando? “Sì, sto fondando una società creativa, con la quale stiamo scrivendo una sitcom, sempre per Sky”. Una sit-com? “Per ora non posso dire molto, soprattutto sull’idea (che potrebbe essere spiegata in tre parole), perché ho paura che ce la freghino. Dico solo che stiamo lavorando con due degli sceneggiatori di Boris, Ciarrapico e Vendruscolo, che si aggiungono nella scrittura e nello sviluppo a Federico Giunta e Ugo Ripamonti, autori anche di E poi c'è Cattelan. Per me è una grossa novità, e c’è tutto l’entusiasmo delle cose nuove. È un progetto nato con i miei due autori e, ora che sono arrivati due veri professionisti delle serie tv, il gioco si fa serio, e io mi sono messo dietro il banco a imparare”. Ma sarà solo sceneggiatore? “No, sarò anche il protagonista. Uscirà a fine 2018, credo, e saranno dieci puntate di 24 minuti. L’idea è davvero figa, ma non ti posso dire altro. Se no ce la fregano!”.

Segui Reality & Show su Facebook, Twitter e Google+.

Dì la tua qui sotto in area-commenti.

Vota l'articolo:
4.05 su 5.00 basato su 20 voti.  
  • shares
  • +1
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE ENTERTAINMENT DI BLOGO