Fabio Fazio: "Guadagno tanto ma la Rai risparmia. Che tempo che fa? Il 13% di share la domenica andrebbe bene, il lunedì avremo..."

Il conduttore, intervistato dal Corriere della Sera, si difende dalle accuse sul lauto cachet, fissa lo share minimo per la domenica sera e anticipa i volti fissi del lunedì.

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Quanto guadagnerà Fabio Fazio? E' lui stesso a chiarire le cifre in un'intervista al Corriere della Sera: "Il programma costa tutto compreso 450mila euro a puntata. La metà di qualunque varietà, molto meno di qualsiasi fiction. Questa operazione rappresenta un tentativo di portare un talk in prima serata, dove solitamente stanno i varietà e ha un risvolto pratico: anche con uno o due punti in meno di share, il risparmio è notevole. Io guadagnerò due milioni e 240 mila euro l’anno, per quattro anni. Il totale fa 8 milioni 960.000; ma, non si sa perché, tutti i giornali hanno scritto 11 milioni e 200. E' una cifra molto importante. Io ho naturalmente applicato lo sconto che mi ha chiesto la Rai. Ma farò 32 puntate in più per un totale di 64: oltre alle tre ore della domenica sera, andrò in onda anche il lunedì alle 23 e 30. E il programma è pressoché interamente ripagato dalla pubblicità. Come ha detto il dg, l’azienda risparmia".

Questo non gli ha certo evitato attacchi e polemiche: "Se lavori di più, non è dato che tu chieda di essere pagato di meno. Una società fondata sul denaro arriva al paradosso che, a seconda dei punti di vista, il denaro misura non il valore o il merito, ma il privilegio. Questa è la lezione che ho capito. Se anziché due milioni fossero uno o tre, non sarebbe diverso. Non sarebbe diverso neppure se fosse stata una tv privata: avrebbero detto che tradivo la Rai per denaro. È un paradosso da cui non ci si può difendere, se tutto si misura in valore economico, la politica coincide con l’economia, il mercato con il capitalismo. Chiunque lavori in Rai guadagna enormemente di meno che altrove. Il vero punto è il ruolo della tv pubblica. Che oggi vende pubblicità come le altre. Se si decide che la Rai non deve più stare sul mercato, si può fare. Si riduce a una sola rete, si finanzia solo con il canone, sfoltisce metà dei dipendenti. Vogliamo questo? Una squadra di serie A può pagare i suoi calciatori un decimo delle rivali?".

Lui aveva già firmato un accordo con Discovery? "Non posso entrare in dettagli legati alla riservatezza. Certo se una vicenda come questa fosse inventata avrei commesso un reato".

Sui risultati che si aspetta dall'approdo a Rai1: "Sarà un esperimento interessante. La media di Rai1 la domenica è intorno al 15%. Se anche si facesse il 13% con un programma di parole, sarebbe un cambio importantissimo di linguaggio. Perché l’intrattenimento di Rai1 si basa sul varietà e sul game. Che tempo che fa invece è un talk show. Questa è la sfida. Non è detto che funzioni ma bisogna provare... Tre ore di parole la domenica sera, dove avranno voce Gigi Marzullo e, se ci riusciamo, i grandi scrittori del nostro tempo. E un’ora il lunedì sera alle 23.30, attorno a un tavolo più piccolo, alla francese, ospiti fissi Fabio De Luigi e Antonio Cabrini. Un altro esperimento. Ho un contratto per quattro anni. Poi basta".

Cosa farà? "Vedremo. Magari il produttore".

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