Figlia e matrigna a Pechino Express 6 Eugenia Costantini e Agata Cannizzaro: scheda e video di presentazione

Ecco chi sono #figliaematrigna nella sesta edizione dell'adventure reality di Rai2, in onda da mercoledì 13 settembre 2017. Scheda, dichiarazioni a Sorrisi.com e video di presentazione.

Tra i concorrenti di Pechino Express 6, in onda su Rai2 da mercoledì 13 settembre con Costantino della Gherardesca inviato-conduttore, ci sono #figliaematrigna.

#figliaematrigna a Pechino Express 2017, chi sono Eugenia Costantini e Agata Cannizzaro


Eugenia Costantini

(35 anni): figlia dell’attrice Laura Morante e del regista Daniele Costantini, è cresciuta sul palco. Attrice al cinema (Manuale d’amore, 18 anni dopo), in tv (nella sit-com Boris) e a teatro.
Agata Cannizzaro (56 anni): moglie del regista Daniele Costantini (e quindi «matrigna» di Eugenia) è stata modella e poi si è specializzata come disegnatrice costumista lavorando per il grande e il piccolo schermo.

Eugenia Costantini a Pechino Express 2017, le dichiarazioni alla vigilia a Sorrisi.com


Quanto sei «figlia»?
«Sono una figlia con istinto materno».
Perché hai partecipato?
«Perché è un reality senza diretta e senza incursioni nel privato, per fare un'esperienza di lavoro diversa, una sfida per il mio carattere».
Cosa ti aspettavi di trovare?
«Avventura. Tra i concorrenti gente diversa da quella che frequento solitamente. Un'incursione nelle abitudini di popoli lontani e sconosciuti. Crescita personale».
Cosa hai trovato?
«Più o meno quello che mi aspettavo di trovare, più qualche bella persona a cui mi sono affezionata, e una resistenza psico-fisica maggiore di quella che credevo di avere».
La rinuncia più difficile?
«Dover rispettare regole ed esigenze del programma, fosse stato per me sarei rimasta sempre di più con la gente che ci ospitava nelle case, nelle macchine, nei villaggi...».
Cosa ti è stato più utile?
«Ho dormito tra gli insetti, affrontato la paura del mare, sfidato e vinto il mio eterno impulso a voler perdere per la paura di perdere, e sono pure stata definita “zen” per la prima volta in vita mia!».
Cosa ti resterà nel cuore?
«La generosità delle persone. La sensazione di ciò che è essenziale e di ciò che è superfluo. La mia gioia durante una certa sfida, neanche stessi partecipando alle Olimpiadi!».
Lo rifaresti? Se no, perché? Se sì, dove vorresti andare?
«Credo che lo rifarei. Non è facile stare dentro alle dinamiche televisive, però non so quando mi ricapiterebbe di entrare per qualche minuto, per qualche ora o per lo spazio di una notte, di una cena o di una colazione in una tale intimità con persone tanto lontane da me... Vorrei continuare ad esplorare l'Asia, oppure andare in Africa».

Agata Cannizzaro a Pechino Express 2017, le dichiarazioni alla vigilia a Sorrisi.com


Quanto sei «matrigna»?
«Matrigna è una definizione carina e divertente. Io e Eugenia ci conosciamo da quando lei aveva cinque anni, abbiamo fatto tanti viaggi di famiglia e avuto anche rapporti professionali (lei fa l'attrice, io la costumista)».
Perché hai partecipato?
«Me l'ha chiesto Eugenia, dicendomi che era una cosa speciale, che con questa esperienza potevo fare venir fuori quello che sono. E le sono molto grata, da questo punto di vista è stato fantastisco. Io da ragazza ho viaggiato tantissimo, negli anni 80 ho fatto un viaggio in autostop tra l'Algeria e la Tunisia, ma qui non hai i tuoi tempi, è una corsa a ostacoli, una gara».
Cosa ti aspettavi di trovare?
«Sono andata alla cieca. L'avevo visto da spettatrice e mi aveva incuriosito, perché parlava di viaggio e di culture diverse. Ma confesso che i primi tre giorni non abbiamo capito niente, non essendo avvezze né all'ambiente televisivo né al reality, come fossimo sbarcate sulla Luna».
Cosa hai trovato?
«Una dinamica abbastanza infernale che però mi hanno dato la possibilità di misurarmi con me stessa. Nella misura in cui riesci a tenere il passo con le difficoltà, il caldo, la mancanza di soldi e di cibo, con i topi, le blatte, gli insetti... Sono rimasta abbastanza lucida».
La rinuncia più difficile?
«Il letto. Io ho le ossa sporgenti e dormire sul duro è stata una tortura».
Cosa ti è stato più utile?
«Ho portato tante creme per il viso, per il corpo, balsami e ho fatto le prime due puntate con uno zaino pesantissimo, potevo buttarne la metà, tanto non sapevi dove lavarti. Mi è stata più utile la lampada tascabile che avevo portato perché al buio mi viene l'ansia».
Cosa ti resterà nel cuore?
«Tutta la crew, ossia i concorrenti che ho conosciuto e tutte le persone della troupe».
Lo rifaresti? Se no, perché? Se sì, dove vorresti andare?
«Lo rifarei, in un posto di mare e farei solo gare acquatiche in barca. Da siciliana posso dire che sono nata in barca».

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