Amici a Pechino Express 6 Alice Venturi e Guglielmo Scilla: scheda e video di presentazione

Ecco chi sono gli #Amici nella sesta edizione dell'adventure reality di Rai2, in onda da mercoledì 13 settembre 2017. Scheda, dichiarazioni a Sorrisi.com e video di presentazione.

Tra i concorrenti di Pechino Express 6, in onda su Rai2 da mercoledì 13 settembre con Costantino della Gherardesca inviato-conduttore, ci sono gli #Amici.

#Amici a Pechino Express 2017, chi sono Alice Venturi e Guglielmo Scilla


Alice Venturi

(27 anni): ha iniziato facendo video di make up su YouTube. Il suo «canale» (AlicelikeAudrey) ha oltre 290mila iscritti. Negli ultimi anni ha dispensato consigli di trucco a Detto fatto su Rai2.
Guglielmo Scilla (29 anni): con lo pseudonimo di Willwoosh è tra i più seguiti youtuber italiani. Dal web è passato alla radio (Deejay), al cinema, alla tv (attore nella fiction Baciato dal sole) e al teatro (Grease).

Alice Venturi a Pechino Express 2017, le dichiarazioni alla vigilia a Sorrisi.com


Quanto sei «amica»?
«Conosco Guglielmo da sette anni, ma sembra lo conosca da una vita. A Pechino è stata una scommessa, ci siamo messi alla prova. In genere ho tante conoscenze, non sono mai da sola, ma gli amici veri si contanto sulle dita di una mano».
Perché hai partecipato?
«Avevo seguito altre edizioni e pensavo fosse un'esperienza da fare una volta nella vita se ne hai la possibilità e trovi il momento giusto. Mi sono proposta io. Ora potevo farlo».
Cosa ti aspettavi di trovare?
«Di vivere un'esperienza molto diversa dalla solita vacanza. “Pechino” ti fa vedere i Paesi con un occhio diverso, te li fa vivere nel profondo. Vai lì senza niente, conti solo sulle persone».
Cosa hai trovato?
«Un amore profondo, un senso di aiuto da parte di queste popolazioni che non mi aspettavo».
La rinuncia più difficile?
«All'inizio pensavo fosse il cellulare, non poter sentire le persone. Poi la cosa che mi è mancata di più è stata un tetto sopra la testa, il senso di non avere una casa, un posto dove dormire. Essere nomade».
Cosa ti è stato più utile?
«La crema con la protezione solare. Ci sono stati dei passaggi di ore su dei camion all'aperto dove sono diventata un... arrosticino!».
Cosa ti resterà nel cuore?
«Ora vedo le cose da un'altra prospettiva, sento che posso aiutare di più di come ho fatto prima le persone povere. Tornati in Italia abbiamo inviato pacchi e soldi a quelli che ci hanno aiutato. Questa cosa mi fa sentire bene».
Lo rifaresti? Se no, perché? Se sì, dove vorresti andare?
«Sì, decisamente. Vorrei tornare negli stessi posti dalle stesse persone. Ma mi piacerebbe anche la tratta Birmania-Malesia-Singapore fatta qualche edizione fa».

Guglielmo Scilla a Pechino Express 2017, le dichiarazioni alla vigilia a Sorrisi.com


Quanto sei «amico»?
«Nella vita sono un po' un gatto, ti sono amico finchè non mi fai arrabbiare. Io e Alice siamo amici moderni, ci siamo conosciuti su Internet. Quest'avventura ci ha reso ancora più amici, qui puoi contare solo su un'altra persona o crollare. Ormai siamo... una coppia di fatto».
Perché hai partecipato?
«Perché Pechino Express è un bellissimo programma, l'ho sempre seguito a spizzichi e bocconi, soprattutto l'anno scorso».
Cosa ti aspettavi di trovare?
«Ero terrorizzato da tutto quello che è alla base del programma: la competizione, chiedere passaggi, trovare posti per dormire. Mi mette in imbarazzo chiedere senza poter dare niente in cambio se non gratitudine. Comunque mi tranquillizzava pensare che ci fosse qualcosa di pilotato».
Cosa hai trovato?
«Appena è iniziato il programma ho capito che quello che si vede è tutto vero, non c'è nulla di pilotato. Se non vai avanti da solo, affondi come il Titanic. È un programma che ti riempie, ti dà la possibilità di viaggiare, ti apre alle eseperienze e ti rende al 100% cosciente di quello che succede intorno. Il turista-tipo ha il filtro della “vacanzina”. Qui è il viaggio che ti cambia».
La rinuncia più difficile?
«Rinunciare alla possibilità di vedere le persone quando voglio. Non tanto l'uso del cellulare, ma pensare che tu sei dall'altra parte del mondo e la vita va avanti con o senza di te».
Cosa ti è stato più utile?
«La faccia tosta. Pensavo di essere molto timido. Ho sviluppato una capacità sconosciuta. E poi lo spray antizanzare e le magliette bianche che non fanno vedere il sudore».
Cosa ti resterà nel cuore?
«Quel momento in cui una signora poverissima, a cui io e Alice abbiamo chiesto ospitalità, è corsa a comprare un pollo e durante la cena ci ha detto: “Potete chiamarmi mamma”. Sono scoppiato a piangere».
Lo rifaresti? Se no, perché? Se sì, dove vorresti andare?
«Lo rifarei fra cinque anni, quando avrò smaltito la potenza dell'esperienza. Mi piacerebbe fare la rotta dall'est all'ovest degli Stati Uniti, una cosa più mainstream».

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