Non uccidere 2, critici tv: noir interessante, Miriam Leone è Valeria Ferro che non ride mai, Torino viene riportata all'antico grigiore

Ecco le recensioni di Grasso, Dipollina, Comazzi, Beatrice e Fagioli sulla seconda stagione della fiction di Rai2 con Miriam Leone. Ascolti appena sufficienti.

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RASSEGNA STAMPA su Non uccidere 2 (voto: 6,5), la fiction con Miriam Leone (7) in onda prima su Rai Play e poi su Rai2. Share tra il 3 e il 5%.

Aldo Grasso sul Corriere della Sera


"Le storie su cui ruota la serie sono episodi ispirati alla cronaca nera più o meno recente, per svelare le relazioni sentimentali che spesso sono dietro il trauma di un delitto. Crimini tra persone che spesso si sono amate e odiate: gelosie, vendette o semplicemente raptus momentanei, in cui la verità insiste sempre a nascondersi. Non uccidere 2 accentua ancora di più il suo carattere di «nordic noir», con quel taglio luce che crea atmosfere livide (la Leone dovrebbe però rilasciare meno interviste e lavorare un po’ di più sui suoi personaggi)".

Antonio Dipollina su Repubblica


"Le cronache nere da Torino che riguardano brutte storie di violenze di famiglia o comunque ambienti chiusi e disagiati procedono con passo costante dentro un discreto noir di casa nostra ispirato a modelli stranieri il che, in questo caso, è un bene".

Alessandra Comazzi su La Stampa


"Non uccidere ingabbia Miriam Leone in maglionacci sformati e senza tinta, riporta Torino all'antico grigiore, fa piovere acqua sulla città e sulle coscienze. Ma lo sceneggiato trova proprio in quei colori desaturati, in quei sorrisi rari, in quell'atmosfera nordica le sue caratteristiche pregnanti".

Luca Beatrice su Il Giornale


"Miriam Leone-Valeria Ferro mal vestita, capelli sporchi, espressione truca nel tentativo di reggere più come volto che come corpo. Il suo disagio, la sua tristezza acclimatata nei più brutti quartieri torinesi sconfinano talore nella involontaria parodia, neppure l'inizio di una storia d'amore con il collega più grazioso le riportano sul viso un'espressione distesa. Chi vorrebbe uscire a cena con lei, così musona seppure di bellissimo aspetto? Accidenti, che pesantezza!".

Andrea Fagioli su Avvenire


"Prodotto interessante (nonostante l'insistenza su delitti consumati all'interno di famiglie o comunque di comunità chiuse), un qualcosa tra noir e thriller, dai toni e dai colori simili alle analoghe serie nordiche. Dimezzata la lunghezza degli episodi, ridotti da cento a cinquanta minuti secondo il modello internazionale".

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