You il nuovo album dei The Kolors (audio): in tracklist 12 brani, visione ‘orwelliana’ di questa generazione tra il web e i social network

E' uscito il nuovo album della band vincitrice di Amici 14: ecco la tracklist, il significato, l'audio di tutti i brani e l'elenco di chi vi ha collaborato.

Dopo un’attesa lunga due anni The Kolors tornano con il nuovo album You (Baraonda/Artist First), disponibile in tutti i negozi, su iTunes, Apple Music e su tutte le piattaforme digitali e che, come spiega Claudio Ferrante di Artist First, sarà distribuito in addirittura centomila copie.

You - successore del quattro volte platino Out e anticipato dal singolo What happened last night (feat. Gucci Mane & Daddy’s Groove), il cui video è stato girato a Tokyo da YouNuts Productions – è stato registrato tra Milano e Londra e vede la partecipazione di Gucci Mane, star americana del rap, e degli ex Oasis Andy Bell e Gem Archer. Alla produzione hanno preso parte Tommaso Colliva (Muse) e Daddy’s Groove (Bob Sinclar, Britney Spears, David Guetta), mentre in fase di missaggio hanno lavorato ‘Spike’ Stent con il suo team (Beyoncé, Coldplay, Ed Sheeran, Madonna, Muse). Il progetto grafico è a cura di Sergio Pappalettera dello Studio Prodesign.

You non è un concept album, ma c’è un fil rouge, un argomento comune ai vari brani, anche se raccontato in modi diversi: una visione ‘orwelliana’ di questa generazione, con il web e i social network che condizionano le scelte: dal modo di vestire ai posti da frequentare. Il disco parla della reazione del nostro corpo - a livello ‘animale’ - al fatto che lo stai obbligando a comportarsi in un modo che forse non appartiene alla sua vera natura. Come suoni c’è di tutto e la scelta di mettere pezzi dance insieme a brani da band deriva dall’osservare il nuovo modo di fruire la musica in modalità playlist, dove coabitano brani di generi totalmente diversi.

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You, la tracklist del nuovo album dei The Kolors spiegata brano per brano da Stash


1. INTRO
“L’apertura dell’album, synth e voce. Le liriche ruotano intorno al ritornello che dice ‘And it feels like someone is leaving my own life’. Ho visto il film ‘Cambia la tua vita con un click’, che non è un cult, ma che mi ha fatto capire tante cose rapportandolo al nostro contesto. Il protagonista ha un telecomando con il quale può andare avanti e indietro nel tempo e rivivere situazioni, ma nella vita reale è in pilota automatico e perde tutto, rendendosi poi conto che la sua vita è stata vissuta da altri”.

2. YOU
Forse il brano che meglio racchiude il topic dell’album: parla della ribellione a livello animale del nostro corpo a un tipo di atteggiamento che porta ad auto condizionarsi e parlare, muoversi, vestirsi, vivere in un determinato modo. Tutto ciò è rappresentato graficamente dall’occhio in copertina, opera di Sergio Pappalettera: ‘The Big Brother is watching you’ dei giorni nostri”.

3. CRAZY
“Descrive la ‘high life’, il vivere la notte: uscire, fare baldoria, e il giorno dopo svegliarsi con una persona accanto senza nemmeno sapere chi è e guardarsi straniti. Volevamo raccontare una storia rappresentativa di come viene dipinto lo ‘sballo’ sui social e sul web, da chi ha la possibilità di fare la bella vita: le serate estreme fatte solo per poter postare foto e video online”.

4. WHAT HAPPENED LAST NIGHT (feat.Gucci Mane & Daddy’s Groove)
“Nel testo ci chiediamo cosa sia successo ieri, che è una cosa talmente universale che può andare bene con tutto: può riferirsi a un litigio con la tua fidanzata, a una rissa in un locale, a una notte da leoni, e così via. Abbiamo messo dentro il suono del caricatore di un fucile per dare l’idea di ‘Chi hai ucciso?’ e nel ritornello stiamo facendo una denuncia contro la violenza, specialmente sulle donne: ‘Cosa ho fatto? Ho esagerato con la mia ragazza? con mia madre?’. Tutto questo sempre condizionato dalla tempesta di immagini che arrivano dal web, di quelle che ti capita di guardare sui social: risse, violenze, bullismo”.

5. DON’T UNDERSTAND
“La classica ballad piano voce è sempre preziosa in un disco, ma per questo lavoro sentivamo l’esigenza di aggiungere dei suoni attuali, moderni. Forse è il brano che più mi ha preso emotivamente, perché parla di una relazione finita, del ‘Non capisco perché ci stiamo lasciando’ e alcune cose le ho scritte di impulso mentre stavo effettivamente vivendo una situazione simile”.

6. CHEMICAL LOVE
“Questa è una vecchia demo del 2010 reinterpretata – all’epoca si chiamava Living alone - ed era la nostra hit del periodo in cui suonavamo nei localini”.

7. SOULS CONNECTED (instrumental)
“Ho scritto questo brano strumentale alcuni mesi fa subito dopo la scomparsa di mio nonno, una sorta di secondo padre per me. Mi sono catapultato in studio per mettere in musica la connessione tra le nostre anime e ciò che provavo: un piccolo viaggio che parte dalla tristezza degli accordi in minore e si sviluppa con una chitarra in stile Pink Floyd”.

8. CRYSTALLIZE
Crystallize è piena di sapori diversi ed è l'ultimo brano che abbiamo scritto: un electro pop con il ritornello post-punk, che strizza anche l'occhio a cose vecchie, dai Two Door Cinema Club ai Depeche Mode, sonorità britanniche alle quali siamo molto legati”.

9. HIGH
“Prodotta con i Daddy’s Groove è il brano di stampo più house del disco, con il piano anni ’90 ed 808 à la Calvin Harris. Racconta un classico scenario da discoteca con la ragazza che entra in sala e ‘ionizza’ l’aria intorno a lei facendo uno show senza nemmeno rendersene conto. Storie da club life”.

10. NO
“Un assaggio dei The Kolors di Out, certo cresciuti di qualche anno. Come in altri episodi del disco si parla di una relazione contaminata dal mondo falso e patinato dei social, di una lei che si fa influenzare da come le sue amiche mostrano le proprie relazioni, e si convince che il suo lui sia cambiato. Volevamo inserire le sonorità dell'album precedente, quello che ci ha permesso di arrivare al grande pubblico, ed è un po' figlia di Everytime”.

11. WHAT HAPPENED LAST NIGHT

12. DREAM ALONE (feat. Andy Bell & Gem Archer)
“Parla dell’accorgersi di aver buttato una relazione, del rendersi conto del male fatto a noi stessi e agli altri per colpa della finta immagine che si cerca di dare, dell’apparire per forza in un determinato modo. Siamo ultra fan degli Oasis, quindi volevamo che sul disco ci fosse un brano che richiamasse quelle sonorità ma abbiamo fatto di più: abbiamo inserito proprio alcuni membri della band: Andy Bell, con il quale ho scritto anche il testo, e Gem Archer”.

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