Oney Tapia: "Perdere la vista mi ha trasformato in una persona migliore, Veera Kinnunen è stata la mia spalla a Ballando con le stelle"

L'atleta paralimpico, intervistato da Chi, racconta la sua storia e il percorso nel programma del sabato sera di Rai1 che ha vinto.

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Oney Tapia si racconta al settimanale Chi dopo la vittoria a Ballando con le stelle 12: "Non pensavo che avrei dovuto lavorare così duramente, ma questa trasmissione mi ha insegnato molto, ho sentito l’abbraccio del pubblico dall’inizio alla fine. Un abbraccio diretto anche a tutti i disabili che non hanno la possibilità come me di fare sport agonistico e di andare a ballare in tv… Sono qui per loro. Per quei ragazzi meno fortunati di me, che hanno bisogno di attenzione e sostegno, ma che per mancanza di risorse o strutture non possono fare nulla".

Perdere la vista all'improvviso a soli 35 anni... "Diciamo che è stata una specie di miracolo. Non ho mai mollato, in realtà. 'Sono cose che succedono', ho pensato. Mi sono salvato concentrandomi su me stesso. Questo incidente terribile mi ha trasformato in una persona migliore. Sono più forte, coraggioso e analitico di prima. E anche molto più sensibile".

Ha accettato di partecipare allo show di Rai1 perché "sono uno sportivo. Amo le sfide. E poi, quando me lo hanno proposto, confesso che non avevo capito esattamente di che cosa si trattasse. Non conoscevo bene il programma e non pensavo fosse così complesso. Però, quando mi ci sono trovato, sono andato avanti. Senza mai perdermi d’animo. Sono fatto così, sono un lottatore".

E a chi dice che era già un ballerino professionista replica: "Esperto assolutamente no. Ma a Cuba, se non sai ballare, sei messo davvero male. Nello show di Rai1, però, mi sono dovuto misurare con ritmi e coreografie europei, che mai mi sarei immaginato di dover affrontare! Danzare lì è un vero e duro lavoro agonistico, altro che discoteca".

E ha vinto grazie a Veera Kinnunen, "un allenatore prezioso. Quando affronti un percorso insieme di tre mesi il tuo allenatore è una guida, la tua spalla. E' tutto. E per me che sono disabile è ancora più importante. Ci siamo scambiati tanto in questi mesi".

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