Oney Tapia vincitore di Ballando con le stelle 12: "Non ero ballerino professionista, da cieco so 'vedere', Veera Kinnunen mi mancherà"

L'atleta paralimpico, intervistato da Il Giornale, spiega perché ha vinto la dodicesima edizione del programma di Rai1 e racconta la sua vita dopo l'incidente.

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Oney Tapia, vincitore di Ballando con le stelle 12, intervistato da Il Giornale, commenta: "Pensavo che ci fossero tanti più bravi di me e tutti migliorati al punto da poter vincere. Non me l'aspettavo: ancora non riesco a credere che mi sia successo davvero".

Cos'ha rappresentato per lui questa esperienza? "Ho capito che c'è tanto talento nascosto in me. E che dovevo solo lasciarmi andare, perché venisse fuori. Quando ballo mi sento libero, mi sento vivo. E dico sento apposta. Il fatto che io non veda non significa niente, ora infatti io sento, cioè vedo col cuore cose che prima, quando avevo la vista, non vedevo".

Fra le sue tante affermazioni di encomiabile ottimismo, quella che ha colpito di più è stata: "Diventare cieco è stata una benedizione": "Sì. Perché diventare cieco mi ha insegnato a vivere. Mi ha dato la luce. Ora nella mia mente molte cose sono finalmente chiare. Mentre molte persone, che pure hanno gli occhi buoni, non riescono a vedere".

E aggiunge: "Ho fede nella vita, nella forza della mia anima. E oggi anche del mio corpo. Ballando ho scoperto qualità del mio corpo che non sospettavo minimamente di possedere. Ora riesco a volare anche con quello, oltre che con la fantasia. E se ci sono riuscito io, può riuscirci chiunque".

Il momento più toccante della finale è stato quando la sua maestra, Veera Kinnunen, per danzare con lui si è bendata gli occhi: "E in quel momento eravamo proprio uguali. Al punto che ero io a guidare lei. Veera mi mancherà. Gran parte di ciò che abbiamo fatto assieme è merito suo. La professionista era lei. Io copiavo soltanto".

Su Fabio Basile, arrivato secondo, dice: "E' stato un confronto che mi ha commosso. Sentivo la carica, la vibrazione, la determinazione di due atleti che si affrontano, ma allo stesso tempo anche si stimano, si vogliono bene. È stato bellissimo!".

Ma è vera la notizia secondo cui Tapia, già prima dell'incidente che gli ha sottratto la vista, lavorava come ballerino nei locali notturni di Cuba? "È una notizia distorta. Io sono di origini cubane, tutti i cubani ballano. E arrotondavo un po' il mio stipendio ballando in alcuni locali di Bergamo. Come è distorta anche la notizia che, dopo l'incidente, il pubblico mi abbia rifiutato come ballerino, in quanto cieco. Al contrario. Quando tornavo in quei locali con i miei amici e mi gettavo in pista, tutti si meravigliavano: 'Ma come fai a ballare così, se non ci vedi?'".

Il 65 per cento ottenuto col televoto dal pubblico di casa ha premiato il ballerino o l'uomo? "L'uomo. Anche perché, senza l'uomo, il ballerino cosa varrebbe?".

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