Alessandro Greco torna a condurre Furore: "Gigi e Ross saranno 'guardalinee', in più ospiti, giochi di sempre e nuove prove fisiche"

Il programma di Rai2 torna in onda mercoledì 29 marzo, a vent'anni dalla prima edizione, con lo stesso presentatore che anticipa a Il Giornale il suo ruolo e quello di Gigi e Ross. Ecco le novità.

Alessandro Greco ci sarà nel nuovo Furore che torna su Rai2 da mercoledì 29 marzo a vent'anni dalla prima edizione.

E' lui stesso ad annunciarlo a Il Giornale: "Ci sarà un conduttore arbitro con dei guardalinee come Gigi e Ross, che andranno a sparigliare un po' le carte. Parteciperanno personaggi nuovi e altri già visti a Furore e confronteremo le loro esibizioni di oggi e di ieri. E poi i giochi di sempre, come il karaoke arcobaleno o le canzoni interrotte. In più, nuove prove fisiche".

Lui vive tutto questo "come un regalo: per il pubblico, per me e per la tv. La gente per strada e sui social ha sempre continuato a chiedermi 'quando torna Furore?', come fosse andato in onda fino a ieri. Poi è un regalo per i miei 45 anni, appena compiuti. E per la tv, perché Furore è un cult che ha cambiato il modo di fare televisione".

Del passato del programma ricorda che "ero una specie di robot nelle mani di Carrà e Japino, avevo alle spalle mesi di intensa preparazione sotto il loro sguardo vigile. La Carrà mi diceva 'sei una spugna', perché imparavo velocemente. Ricordo la prima diretta, a telecamera accesa mi arrivò una botta di adrenalina pazzesca, mi è partita una voce tremolante, avevo la salivazione azzerata. Japino se n'è accorto e dalla regia cominciò a urlare nelle cuffie dei cameraman 'portategli dell'acqua, presto...'. Ricordo quando Renato Zero cantò L'impossibile vivere davanti a Romina Power, che quel giorno era nella squadra femminile. La scomparsa della figlia Ylenia era una ferita aperta, si percepiva nell'aria. È stato molto toccante. Dopo la prima edizione di Furore il programma è stato spostato a Napoli, nel dopo-Furore mi sono mancati dei punti di riferimento, per il prosieguo della mia attività professionale. Poi la Rai pensò a me per un preserale, Colorado, chiesi consiglio a Raffaella e Japino e loro mi dissero 'è fondamentale che tu dica sì, ti consentirà di passare dal successo alla popolarità'. Ma dopo sei mesi ho interrotto. Non arrivai neanche a fine stagione".

Gli ascolti erano troppo bassi: "Non direi, era un programma nuovo, in una fascia oraria particolare. L'ho lasciato mentre si stava facendo conoscere, il pubblico si stava fidelizzando. Mi avrebbe fatto piacere finire quella stagione. Ricordo di averlo anche chiesto all'allora direttore di Rai1, Giovanni Tantillo. Ma Freccero premeva per fare subito la seconda edizione di Furore, allora programma del momento. E lo stesso Tantillo era in sintonia con questa intenzione. Se non fossi stato così giovane e avessi avuto uno staff alle spalle che potesse consigliarmi al meglio, forse sarebbe andata diversamente".

Il riscatto definitivo per Greco arriverà nel 2017?

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