I fantasmi di Portopalo, Beppe Fiorello nella miniserie di Rai1 sul dramma dell'immigrazione: personaggi, cast, trama, foto, video

Anticipazioni sui personaggi, sul cast e sulla trama della miniserie di Rai1, in onda lunedì 20 e martedì 21 febbraio. Dichiarazioni, fotogallery e video.

I fantasmi di Portopalo è una produzione Picomedia, in collaborazione con Rai Fiction e Iblafilm, prodotta da Roberto Sessa, per la regia di Alessandro Angelini. Liberamente tratta dall’omonimo libro di Giovanni Maria Bellu, la miniserie andrà in onda lunedì 20 e martedì 21 febbraio in prima serata su Rai1.


I fantasmi di Portopalo, il cast artistico: attori protagonisti e personaggi interpretati



  • Saro Ferro-Giuseppe Fiorello

  • Giacomo Sanna-Giuseppe Battiston

  • Lucia Ferro-Roberta Caronia

  • Fortunato-Bagya Lankapura

  • Meri Ferro-Angela Curri

  • Antonio-Domenico Centamore

  • Nicola-Saro Minardi

  • Peppuccio-Maurizio Prollo

  • Don Catalano-Mario Patanè

  • Emanuele-Fulvio Emanuele

  • Anpalagan Ganeshu-Alessandro Warnakula

  • Silvano-Marco Aiello

  • Rosaria-Greta D’Antonio

  • Sergio Salemi-Giampiero Ciccò

  • Giovanni Salemi-Ivan Giambirtone

  • Salvatore-Lollo Franco

  • Gabriella Lunardi-Stefania Montorsi

  • E con Adriano Chiaramida nel ruolo di Don Gaetano Salemi


I fantasmi di Portopalo, anticipazioni sulla trama


Portopalo è un paesino di meno di 4000 abitanti che sorge sulla punta meridionale della Sicilia, a pochi chilometri da Capo Passero, il punto più a sud dell’Italia continentale. Il paese è stretto attorno al suo porto, che ospita una delle flotte di pescherecci più importanti della Sicilia.

Nel mare più prossimo alle coste di Portopalo, alla metà degli anni novanta, è accaduta una tragedia enorme, uno dei più grandi naufragi della storia del Mediterraneo dalla fine della seconda guerra mondiale, il primo di una lunga serie di disastri marittimi che ancora oggi interessano le nostre coste. In questo scenario prende vita la vicenda del film, liberamente ispirato a quei tragici giorni.

Il giorno della vigilia di Natale 1996 il pescatore Saro Ferro salva un naufrago al rientro da una battuta di pesca nel mare in tempesta. È un adolescente dai tratti indiani che non ricorda nulla di sé, né come si chiama, né da dove arriva e neppure com’ è finito in acqua.

Nei giorni successivi altri pescatori, e lo stesso Saro, pescano cadaveri in mare.

È successo qualcosa di grosso nel Canale di Sicilia, qualcosa di cui ancora né i giornali né le Istituzioni sono al corrente. Ma chi dovrebbe metterli in allerta? L’avvio di qualsiasi indagine causerebbe la chiusura dello spazio di pesca per un tempo indeterminato, e le famiglie dei pescatori vivono solo di questo. Che fare, allora, di quei cadaveri?

Quando inizia il racconto, la comunità di Portopalo è unita e solidale e sta vivendo un periodo molto florido. Ci sono i personaggi tipici di un paesino del sud: il notabile, Don Gaetano Salemi, patriarca di una famiglia che da generazioni occupa tutti i posti di potere, tanto che i suoi figli sono diventati uno sindaco e l’altro presidente del consorzio di pesca. C’è il parroco che incarna il versante un po’ chiuso e gretto della mentalità paesana, c’è infine un gruppo di pescatori ben amalgamato e compartecipe della dura legge del mare.

Saranno loro ad allearsi e a condividere un ingombrante segreto per mantenere intatta la quiete di questo piccolo paese. Tra di loro c’è un pescatore in particolare, Saro Ferro, che subisce forza maggiore questa decisione e che sarà il motore di questa storia civica di coraggio e verità.

Nel racconto c’è anche il rapporto commovente tra Saro e il giovane naufrago che non possiede identità: non ricorda o non vuole ricordare, e i frammenti della sua memoria diventeranno appuntamenti di una straordinaria avventura di riappropriazione delle radici e di elaborazione del lutto. E poi c’è l’amicizia tra Saro, un semplice pescatore, e Giacomo Sanna, un giornalista affermato, un po’ stanco del suo lavoro ma pronto a ricredersi.

L’altro grande protagonista di questa miniserie è il mare, con la sua leggenda, che cela nel fondo i fantasmi del titolo e diventa, nel suo significato archetipico, un’arena spettacolare per la ricerca a tratti visionaria e profondamente umana del pescatore e del giornalista.

I fantasmi di Portopalo, le dichiarazioni


"Per anni ho inseguito questa storia dimenticata per troppo tempo dalle istituzioni, ponendomi l'obiettivo di farla conoscere al grande pubblico televisivo. Volevo riportare a galla i sogni e le speranze di quei 300 poveretti rimasti in fondo al mare. E raccontare la verità. Anche senza lieto fine - dice Fiorello - Anche se sono consapevole che le mie parole potranno essere strumentalizzate, io sono contrario a ogni forma di intolleranza: chi alza muri alza provocazioni, perché un migrante in cerca di speranza cercherà di superarli in tutti i modi, quindi chi alza muri non fa altro che provocare un'immigrazione ancora più violenta. Non era facile raccontare la storia di un naufragio, perché qui non si salva nessuno, non c'è un salvataggio. Raccontiamo l'impegno civile dei cittadini, quanto è importante dire sempre la verità".

"Questa miniserie - sottolinea Eleonora Andreatta, direttrice di Rai Fiction - si inserisce nel filone che racconta i grandi cittadini del nostro tempo, uomini comuni che si sono battuti con un forte impegno civile, come già Boris Giuliano e Roberto Mancini, persone che hanno fatto una scelta etica nella loro vita. Illustra una responsabilità individuale, quella di un cittadino che si batte per la verità, era una storia da raccontare".

Battiston rileva che "è una storia drammatica, ma necessaria. Questo deve fare la televisione: dare spazio a storie che aiutino la gente a riflettere. In genere se qualcuno di noi decide di cambiare vita, prende un aereo e va in un altro paese: ci sono persone che non lo possono fare, spendono dieci volte di più e non è detto che l'arrivo sia scontato".

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