Sanremo 2017, serata cover: giudizi e voti dei giornalisti per Chiara Galiazzo-Alessio Bernabei-Elodie-Sergio Sylvestre-Michele Bravi

Ecco le recensioni di Biamonte, Venegoni, Antini, Molendini e Vacalebre sulle esibizioni dei cantanti provenienti dai talent show nella terza serata del 67° Festival della canzone italiana, in onda giovedì 9 febbraio su Rai1.

Ecco i giudizi e i voti dei giornalisti sui cantanti provenienti dai talent show che hanno cantato le cover nella terza serata del 67° Festival di Sanremo, in onda su Rai1 giovedì 9 febbraio.

Le pagelle su Chiara Galiazzo nella serata-cover del 67° Festival di Sanremo


Paolo Biamonte dell'Ansa: "Molto bella questa versione di un gioiello firmato Zucchero-de Gregori, con un sapore «world» grazie a un bell'arrangiamento e al contributo prezioso di Mauro Pagani prima al bouzouki e poi al violino per un solo che porta su territori poco ascoltati all'Ariston. 7".

Marinella Venegoni de La Stampa: "Con De Gregori e Zucchero continua il riavvicinamento di Chiara alla canzone per umani, con il tramite di Mauro Pagani che qui la accompagna sul palco con le sue virtù strumentistiche. Il cammino è lungo, ma Chiara si sta sciogliendo nell’incontro con il proprio io. 6".

Carlo Antini de Il Tempo: "L'orchestrazione di Mauro Pagani non ha nulla da invidiare alla versione originale. Anzi. Chiara è brava anche al cospetto di Zucchero Fornaciari e riesce a dare vitalità e vibrazioni tutte al femminile. VOTO 6.5".

Marco Molendini de Il Messaggero: "Versione che incornicia con eleganza la voce di Chiara. 6".

Federico Vacalebre de Il Mattino: "Zucchero e De Gregori meritano un'interpretazione più sanguigna. 5".

Le pagelle su Alessio Bernabei nella serata-cover del 67° Festival di Sanremo


Biamonte: "Alle prese con la ballata di Bennato, Bernabei, con l'intonazione molto calante, sembra un ragazzo che canta al Karaoke. 4".

Venegoni: "Canzone difficile, quella di Edoardo Bennato. Alessio sceglie la partenza sommessa, fin troppo, ché si fa fatica a seguirlo. Ma l’agguato è dietro l’angolo, ecco infatti lo sviluppo del brano con accompagnamento di chitarra acustica, e sfrangimento finale contro il guardrail sonoro (poi dicono che uno è prevenuto). 4".

Antini: "La grinta di Bennato non è facile da ereditare. Si sa. Bernabei vira il brano in una versione che punta sul pop. Ma, a dirla tutta, lascia un po' di amaro in bocca. VOTO 5.5".

Molendini: "La voce non c'è e così anche la canzone finisce per affondare. 4".

Vacalebre: "Come massacrare un classico di Bennato e Trampetti difficile da massacrare. 2".

Le pagelle su Elodie nella serata-cover del 67° Festival di Sanremo


Biamonte: "Com'era prevedibile, Elodie con il drammone pop di Cocciante gli dà dentro di brutto, su un tempo un pò più veloce dell'originale, mettendo in mostra una vocalità importante. 6".

Venegoni: "Prova di interprete coraggiosa, ma di Cocciante manca ad Elodie la rabbia e il vissuto, e la grinta attende tempi di emozioni forti che ancora non sono venute o non sono state elaborate. Meno male, in fondo. 6".

Antini: "E' brava. Anche con le asperità di Cocciante. La sua versione al femminile è grintosa e convince. Elodie è riuscita ad aggiornarla svecchiando le delusioni d'amore. Spontanea. VOTO 7".

Molendini: "Un pezzo sentimentale e tutt'altro che facile. 5".

Vacalebre: "Cocciante, con rispetto, ma cercando un approdo originale, o quasi. 5,5".

Le pagelle su Sergio Sylvestre nella serata-cover del 67° Festival di Sanremo


Biamonte: "Divertente l'idea di mettere insieme Sergio Sylvestre e i Soul System a cantare La pelle nera, inno italiano alla musica black. Sylvestre e i Soul System hanno molte cose in comune, soprattutto la naturale capacità di generare empatia. Festa grande tra il pubblico per questo vertice tra il vincitore di Amici e i vincitori di X Factor che hanno anche citato Black or white di Michael Jackson. 7".

Venegoni: "A Sergione hanno tolto il ritmo, nelle lunghe session italiane, e lo hanno compresso dentro il soul. La scanzonatezza di Ferrer diventa qui quasi timidezza, e la sparata finale non esplode. 5".

Antini: "Allegro e motivato. Sylvestre sceglie il brano di Nino Ferrer e ne fa un'interessante versione a cavallo tra soul e hip hop. Perfino con una citazione al Black or white di Michael Jackson. L'Ariston tiene il tempo. VOTO 6.5".

Molendini: "Versione funky di un classico della soul music italiana. Sergio più a suo agio che con il pezzo portato in gara. 6".

Vacalebre: "Tra i Soul System, l'icona di James Brown, inserti rap, ottoni scoppiettanti. 7".

Le pagelle su Michele Bravi nella serata-cover del 67° Festival di Sanremo


Biamonte: "Quello con Battiato è sembrato un confronto un pò troppo impegnativo per l'etereo Michele che ha pagato un po' la mancanza di esperienza. 5".

Venegoni: "Benvenuta la rilettura di perle come questa di Franco Battiato. Bravi la cala nella propria dimensione interpretativa ed esistenziale, più attento alla passione che non all’opportunità, confermando una maturità che assicura abbia guidato anche la scelta del suo inedito, parso a molti troppo maturo per un ragazzo come lui. Anche qui ne esce un piccolo sfasamento, ma interessante resta il punto di vista interpretativo di Bravi su Battiato. 6".

Antini: "La solida struttura del Maestro Battiato aiuta anche Michele Bravi che riesce a non tradire la sua giovinezza. Una versione ariosa, ben pensata e ben eseguita. Che fa piacere. VOTO 6.5".

Molendini: "La splendida e delicata canzone tradita da una rilettura fragorosa e priva di gusto. 4".

Vacalebre: "Battiato tra archi ed elettronica, con piglio credibile e prove di maturità. 5,5".

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