I bastardi di Pizzofalcone 2 ci sarà. Critici tv sulla prima stagione: il pubblico di Rai1 premia il noir, fiction con pochi clichè, ottimo cast

Ecco le recensioni di Grasso, Dipollina, Comazzi, Rio, Beatrice, Degli Antoni, Fagioli, Delbecchi e Caverzan sulla fiction di Rai1 con Alessandro Gassmann e Carolina Crescentini. Ottimi ascolti. Ci sarà il seguito.

bastardi-di-pizzofalcone-gassmann-crescentini.jpg

RASSEGNA STAMPA su I bastardi di Pizzofalcone (voto: 7), la fiction di Rai1 con Alessandro Gassmann (7,5) e Carolina Crescentini (7). Ottimi ascolti, vicini ai 7 milioni di spettatori di media e oltre il 25-26% di share.

Già confermata la seconda stagione, come dichiarato dall'autore dei romanzi Maurizio De Giovanni.

Aldo Grasso sul Corriere della Sera


"La serie ha l’indubbia capacità di tararsi sul pubblico di Rai1 offrendogli il famoso risvolto umano. Un poliziotto è manesco che picchia la moglie; un altro, anzianotto, parla da solo con la moglie morta e ha le sue fisime investigative; un’altra ha un figlio che manifesta disabilità psichiche; un’altra ancora non riesce a rivelare alla famiglia la sua omofilia. Insomma, nel commissariato di Pizzofalcone c’è assortimento di casi umani da far invidia a un’azienda sanitaria. Non è difficile capire come va a finire fra l’ispettore e la magistrata. Che, per altro, recitano molto bene".

Antonio Dipollina su Repubblica


"I libri di Maurizio De Giovanni avevano già fatto centro ben oltre la cerchia di appassionati noiristi. Napoli, un commissariato squinternato e pieno di tipacci, dropout e quindi curiosissimi, l'esempio supremo di un maestro come Ed McBain a guidare nello spirito le storie costruite su personaggi azzeccati — le trame delittuose e la loro risoluzione sono più che secondarie. La trasposizione di Carlo Carlei — con Alessandro Gassmann nel ruolo dell'ispettore Lojacono — risente assai del dovere di passaggio su Rai1, certi snodi sono aggirati facilmente, la pm Carolina Crescentini è un po' troppo elegante in ogni senso. Per I bastardi di Pizzofalcone gran pubblico e grande facilità nell'affezionarsi a tutto quanto".

Alessandra Comazzi su La Stampa


"Carlo Carlei dirige con mano ferma il gruppo di solidi professionisti. Meravigliosi interni napoletani. Un altro poliziesco Rai Fiction di grande spolvero".

Laura Rio su Il Giornale


"Si possono fare grandi ascolti anche con serie più realistiche e crude che non seguono i vecchi schemi della fiction melensa che per anni è stata definita appunto «da Raiuno». Pizzofalcone non supera tutti i cliché che ammorbano le fiction, dal poliziotto «scemo» che fa concorrenza, alla bella «magistrata» (Carolina Crescentini) con inevitabile storia d’amore, ai colleghi poliziotti che prima dell’arrivo dell’eroe ombroso parevano non aver mai messo le manette a nessuno. Però almeno la recitazione è buona, la sceneggiatura senza salti assurdi e le riprese di Napoli suggestive".

Luca Beatrice su Il Giornale


"Nonostante si tratti di delitti, niente sangue né suspense in stile thriller: siamo piuttosto alle prese con romanzi da camera, esaltati da una recitazione teatrale di buon livello. Il regista Carlo Carlei mutua da De Giovanni gli aspetti psicologici dei suoi personaggi che, rispetto a Montalbano o a Schiavone, sono un gruppo e non un singolo, per cui la caratterizzazione deve essere necessariamente più complessa e attenta. Ciò che appare più convincente è la messinscena di così tante solitudini. Una sorta di autoesclusione dal mondo, difficile davvero uscirne. Il poliziesco si trasforma allora in commedia umana, stabilendo il definitivo riscatto di un genere che gode di una salute straordinaria".

Piero Degli Antoni su Qn


"Attori impeccabili, ambientazione suggestiva, sceneggiatura di cemento armato. Non è tanto il plot che conta - assai stento, per la verità - quanto la forza dei personaggi. Piccoli bozzetti sfumati col carboncino a cui il pubblico, inevitabilmente, si affeziona come a un parente lontano".

Andrea Fagioli su Avvenire


"Le storie non sono niente male. Fosse solo per il fascino di una Napoli fatta di vicoli, quartieri popolari e personaggi autentici, ma anche di lungomare, antichi palazzi aristocratici e personaggi infidi. Una città dove la follia, la passione, la rabbia, il rancore, la vendetta, si mescolano sempre. Gli stereotipi non mancano, ma la storia e il gruppo funzionano".

Nanni Delbecchi su Il Fatto Quotidiano


"Per Gassmann il ruolo meno gassmaniano che si possa dare, ma forse proprio per questo controllato con efficacia a bassa temperatura. Sottilmente depresso ma non soporoso: tre metri sopra Raoul Bova. Napoli mancava tra gli sfondi dei gialli, e come ovvio fa la sua parte. Vedi Napoli e poi rinasci".

Maurizio Caverzan su La verità


"Poliziesco con un copione definito, a volte prevedibile, e recitazione calibrata anche nei ruoli secondari affidati a ottimi caratteristi. La lista dei poliziotti tormentati e dal cuore buono si allunga. Ma forse, per ambientazioni, composizione del cast e sceneggiatura, proprio Lojacono può provare ad avvicinarsi all’irraggiungibile Montalbano".

Segui Reality & Show su Facebook, Twitter e Google+.

Dì la tua qui sotto in area-commenti.

Vota l'articolo:
4.04 su 5.00 basato su 25 voti.  
  • shares
  • +1
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE ENTERTAINMENT DI BLOGO