Michele Bravi: "Coming out? Stupito dal clamore. Sanremo è per me un festival di presentazione. Dopo i talent il successo svanisce"

Il vincitore di X Factor 7, intervistato dall'Ansa e da Il Messaggero, torna sulla confessione sulla sua identità sessuale e racconta il suo percorso musicale dopo la vittoria nel talent show.

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Dopo la vittoria a X Factor 7 disse di no al Festival di Sanremo "perché non non mi sentivo pronto, non avevo nulla da dire e andare sarebbe stato irrispettoso nei confronti del pubblico". Oggi Michele Bravi debutta sul palco dell'Ariston, tra i 22 Big, con il brano Il diario degli errori, che anticipa l'album di inediti Anime di carta (in uscita il 24 febbraio).

"Con me Carlo Conti si è preso un bel rischio, ma spero di non farlo pentire - racconta all'Ansa -. Il 'Michele chi?' da qualcuno me lo aspetto, perché non ho la popolarità di altri e perché ho una storia lavorativa difficile. Ma sono ripartito da solo e oggi non ho nulla da perdere: questo per me è un festival di presentazione".

Gli ultimi tre anni sono stati "di gavetta e anche di sconforto e di dubbi", che hanno prodotto il disco in inglese I hate music (2015), "un album che già dal titolo esprimeva il mio vomito di rabbia. A 18 anni già non sai chi sei, in più subivo pressioni alle quali non ero abituato. Ero pronto alle giostre, ma non tanto da uscirne illeso. Da lì comunque è derivata una certa consapevolezza e ho smesso di incolpare altri. So però che le montagne russe non sono finite".

E oggi "sento di aver detto quello che volevo, come volevo. Di aver trovato la dimensione giusta. Anime di carta è una metafora dei rapporti interpersonali, di come ci si scrive vicendevolmente addosso, di come ci si accartoccia".

Ma a 22 anni non è presto per avere un Diario degli errori? "Gli errori li commettiamo a tutte le età. E il mio diario è particolarmente pieno. E poi io ho davvero dei quaderni sparsi ovunque dove appunto tutto. Non voglio dimenticare le emozioni e i sentimenti che provo. Ma sono un pasticcione e mischio la lista della spesa con ricevute di taxi, foto, ritagli".

Il brano, scritto da Federica Abbate, Giuseppe Anastasi e Cheope, racconta l'amore e gli sbagli che si commettono nel suo nome: "E' nato da un'amicizia concreta, perché io uscivo dalla mia prima storia. In un'intervista è venuto fuori che era un ragazzo, ma io non mi sono mai nascosto. E devo dire che mi ha stupito il clamore che ha fatto il mio presunto coming out. Non è stato certo un mio bisogno".

Per la serata delle cover Bravi ha scelto La stagione dell'amore di Franco Battiato: "Se devo affogare, almeno lo faccio nell'acqua alta".

A Il Messaggero lui difende comunque i talent show: "E' vero, il successo svanisce, ma quel tipo di programmi sono essenzialmente un prodotto televisivo che ha come sfogo la discografia. E ci hanno permesso di scoprire talenti come Marco Mengoni. Certo, ci sono prodotti brutti, io li chiamo plasticosi, ma quei format sono un'opportunità, si tratta di sfruttarli bene. Del resto i giovani nella musica oggi vengono da lì".

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