Chiara Galiazzo: "Ho pensato di smettere di cantare e sono andata in analisi, fidanzata con il mio ex che calma le mie paranoie"

A Vanity Fair lo sfogo della cantante che vinse X Factor 6: lungo momento di crisi, ecco come l'ha superato, anche grazie a un ragazzo non str0nzo. E ora torna in gara a Sanremo.

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"Non ne potevo più di quell’ibrido dai 26 ai 29 anni, un incubo! Sono gli anni in cui ho vinto X Factor e sono diventata famosa? Appunto. Molti sognano di vivere quello che è capitato a me? Se mai ci arrivassero, stai sicura che non lo sognerebbero più": lo dice con estrema franchezza Chiara Galiazzo, intervistata da Vanity Fair.

Il momento più difficile? "Lo scarso tempo che hai per fare musica, le critiche continue. La mia immagine è cambiata venti volte. Ma non posso prendermela con nessuno: se non sai chi sei, né cosa vuoi, per chi lavora con te è difficile indirizzarti. Sono anche predisposta al dramma, sono sempre stata 'una discarica di paranoie'. Già prima di X Factor, all’università sorivo di mal di testa e attacchi di panico. Mi ha aiutato mia cugina psicologa, mi dava alcuni esercizi da fare: la mattina pensavo agli scenari peggiori che potevano realizzarsi e in questo modo isolavo le paure. Ha funzionato, anche durante il talent".

Tre anni fa raccontò di questa soeffrenza, che sembrava però superata: "Invece due anni fa sono stata peggio: avevo avuto ben due possibilità con Sanremo, eppure non mi riconoscevo ancora nel lavoro fatto. Sono tornate tutte le mie paranoie, ingigantite: ero irriconoscibile, intrattabile, non avevo neppure voglia di vestirmi, compravo gli abiti in stock. Dopo l’ultimo Sanremo ho pensato seriamente di smettere di cantare".

Nessuno l’avrebbe immaginato: "Perché maschero, sdrammatizzo sempre. Ma chi mi stava vicino sapeva come stavo. I miei genitori mi dissero: 'Se questo lavoro ti riduce così, devi smettere'. Per un anno e mezzo sono stata ferma, sono tornata a casa dei miei a Padova per quattro mesi, da dicembre allo scorso aprile: non facevo nulla. I pochi che erano rimasti a lavorare con me per fortuna mi hanno dato il tempo di risollevarmi. Ho fatto un viaggio in Oman che mi ha fatto molto bene e soprattutto ho capito che dovevo essere aiutata e sono andata in analisi. Tanti dovrebbero farlo: vedo molti quarantenni mine vaganti, irrisolti. Io non volevo esserlo. Ho cambiato tutto: il modo di vivere, ho smesso di fumare e bere – che per una veneta non è banale –, sono diventata vegetariana e molto attenta all’alimentazione. Ho preso un cane e con la musica sono ripartita da zero: ho ripreso le lezioni di pianoforte e mi sono rimessa a cantare cover per divertimento a casa mia. Mi ero dimenticata quella Chiara del provino di X Factor che aveva portato un brano difficile come Teardrop dei Massive Attack contro il parere di tutti. Negli ultimi anni avevo fatto quello che piaceva agli altri, non quello che piaceva a me".

Mauro Pagani ha avuto un grande ruolo in questo processo di autostima: "Ci siamo conosciuti e piaciuti. Un uomo di grandissima esperienza che però è rimasto puro. Mi ha fatto scoprire cose di me che non pensavo di poter fare, come scrivere canzoni, e mi ha costruito un progetto artistico su misura. Finalmente mi sono potuta vestire come mi piaceva: mi sono ispirata all’epoca vittoriana e preraffaellita, odio i jeans, mi fanno schifo. Il nuovo album è molto diverso dai miei precedenti, niente più elettronica, molti brani solo pianoforte e voce, come Nessun posto è casa mia, quello che porto a Sanremo: l’ho amato da subito, mi ha convinta a tornare al Festival. Gli altri testi sono più 'metafisici', ma comunque semplici. Non potrei cantare canzoni in cui sto morendo per un maschio, non è il messaggio che voglio dare".

Novità anche nella sua vita sentimentale: "Da qualche mese ho un fidanzato, un mio ex compagno di università alla Bocconi con cui avevo avuto un breve flirt e che ho reincontrato. Fosse successo un anno prima non gli sarei mai piaciuta. Ero in Thailandia e mi sono ricordata che quando stavamo insieme, sei anni prima, lui era andato a fare l’Erasmus a Bangkok e mi scriveva che andava a dormire alle nove tutte le sere. Una volta lì, quando ho visto il movimento che c’era, gli ho scritto un messaggio di gelosia retroattiva: 'Meno male che dicevi che mi eri fedele, qui è un casino!'. Al rientro ci siamo rivisti. All’inizio ho fatto un po’ la splendida ma presto ho confessato tutte le batoste. Lui non alimenta le mie paranoie, le calma. Oggi che sono cresciuta lo apprezzo, invece quando ero ancora una studentessa mi irritava, mi sembrava che non mi capisse. All’epoca, come tutte le donne, ero attratta dagli str0nzi, e lui era diverso: bello e bravo. Mi piace anche il fatto che sia fuori dall’ambiente musicale, lavora nella finanza".

Vuole figli? "Tra qualche anno, ora sto facendo un mutuo per comprarmi la casa. Sempre che il figlio riesca a farlo: ho parlato con un ginecologo che mi ha detto che a 30 anni la fertilità di una donna è già al 15 per cento. Non la vedo benissimo".

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