Carlo Conti non condurrà Sanremo 2018: "Mi fermo un attimo, sigla del Dopofestival forse ai La Rua, vietati omaggi a Luigi Tenco"

Il conduttore, nella conferenza stampa di martedì 13 dicembre, ufficializza che non condurrà 4 Festival di Sanremo consecutivi. E anticipa qualcosa sull'edizione 2017.

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"Tre è il numero perfetto... Dopo questo Festival mi fermo un attimo... E poi i primi due sono andati bene, così, se anche se questo dovesse andare così così, la maggioranza è comunque col segno positivo... Quattro Festival consecutivi è il record di Baudo e tale deve rimanere...": parola di Carlo Conti all'indomani dell'annuncio dei Big in gara a Sanremo 2017 che chiude "la parte più difficile della preparazione del Festival, quella che non mi fa dormire la notte: ora che c'è il piatto principale, lavoriamo in discesa al resto dello spettacolo, che è tutto da costruire".

Dei 22 Big è "felicissimo": "Abbiamo fatto scelte anche molto dolorose ma vedrete che su 22 brani quest'anno 23 passeranno in radio", ironizza. "Sono davvero da altissima rotazione radiofonica, ci sono pezzi anche 'tiratissimi', che escono completamente dalla logica del brano sanremese...".

Sull'assenza del rock e di band in gara: "Tra quelli che abbiamo ascoltato non ce ne erano tanti e nessuno che abbiamo ritenuto all'altezza dei 22 che abbiamo scelto. Abbiamo fatto un cast sulle canzoni, scegliendo quelle che possono portare emozione, gioia o riflessione... Se è per questo, quest'anno c'è anche un'altra assenza: manca il brano allegro, che negli ultimi due anni è stato assicurato da I Soliti Idioti e da Elio e le Storie Tese...".

Di che parlano le canzoni? "C'è come sempre molto amore ma non solo di coppia...". Sul fatto che ci siano diversi artisti che vantano più presenze nelle tre edizioni da lui dirette, Conti risponde: "Gli artisti fanno un disco ogni due anni mediamente e quindi può succedere. Vi faccio l'esempio di Marco Masini: lui è mio amico da una vita ma quando sentirete il pezzo non avrete dubbi...".

Conti poi non esclude l'incursione di altri suoi due amici toscani, Giorgio Panariello e Leonardo Pieraccioni, con cui è protagonista di un tour teatrale che proseguirà nei palasport anche dopo il Festival: "Veramente stiamo talmente tanto insieme che pure a Sanremo non li sopporterei ma poi magari mi fanno una sorpresa...".

Intanto Sarà Sanremo cresce rispetto all'esordio dell'anno scorso (+600.000 telespettatori e +3% di share): "I ragazzi sono fortissimi, mi dispiace per gli esclusi ma gli spazi e i posti sono questi. Gli auguro che possa capitare quello che è successo a Francesco Gabbani ed Ermal Meta, che quest'anno tornano al Festival ma tra i Big".

Sul cast fuori gara delle cinque serate del Festival Conti non svela molto di più ma risponde a qualche domanda ed esclude che ci possa essere una sorpresa legata al disco di Mina e Adriano Celentano: "Non credo, anche se ci piacerebbe che ad aprire il Festival fosse Mina", dice ridendo. Conti inoltre non esclude che qualche Big non presente nella rosa dei 22 possa rientrare nel cast da ospite: "Per due brani che avevano un contenuto particolare come quello di Ruggeri su Jannacci, Gaber e Faletti o quello di Frassica sui migranti è già accaduto, vedremo". Così come conferma che vorrebbe recuperare "in qualche modo" i La Rua non inclusi tra gli otto Giovani in gara: "Magari gli affidiamo la sigla del Dopofestival". Confermatissima la serata cover, in cui i Big eseguiranno brani di altri artisti che hanno fatto la storia della musica italiana, ma con una clausola: "Quest'anno è vietato portare brani di Luigi Tenco, perché a 50 anni dalla morte sarà oggetto di omaggio diverso da parte del Festival. E poi chi lo scegliesse per la cover potrebbe essere avvantaggiato".

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