Stasera Casa Mika, critici tv: lui superstar per un grande varietà 'da Rai1', la risposta è la semplicità, non è un programma nuovo

Ecco le recensioni di Grasso, Dipollina, Comazzi, Beatrice, Specchia, Caverzan e Bocca sull'one man show di Rai2 in onda per 4 martedì sera. Ottimi ascolti.

RASSEGNA STAMPA su Stasera casa Mika (voto: 7), proposto per 4 martedì sera su Rai2 con Mika (7). Ottimi ascolti, sempre a due cifre di share e fino al 14%.

Aldo Grasso sul Corriere della Sera


"Varietà, nel duplice significato del genere tv di lunga tradizione (e sporadiche apparizioni recenti) e di una grande quantità di elementi tutti diversi tra loro: non c’è modo migliore di definire Stasera casa Mika, che mette insieme ingredienti per tutti i gusti e la volontà quasi filologica di recuperare (e attualizzare) il passato. In questo «piccolo mondo dove tutto è possibile» ci sono insieme il condominio milanese (pianerottolo e campanello inclusi) e la magia luminosa dello showbiz internazionale, ci sono i costanti richiami al varietà «classico» di Antonello Falqui, le tinte sgargianti di una scenografia pop e sognante e la retorica naif de Il favoloso mondo di Amèlie, ci sono l’impegno sociale e il trionfo della musica. Mika regge sulle spalle l’intero programma, muovendosi con destrezza e sincero trasporto lungo una scaletta cesellata in ogni dettaglio, dove la scrittura non lascia nulla al caso, in un vorticoso susseguirsi di attrazioni, numeri comici e musicali, storie e battute. Lo aiutano la «coinquilina» Sarah Felberbaum e la vicina di casa Paola, interpretata da Virginia Raffaele, oltre alla folla di ospiti. Certo ci sono piccole sbavature: il ritmo si affievolisce con il procedere di una serata fin troppo lunga, e serve una certa sospensione dell’incredulità per accettare come verosimili i ricordi di Mika sull’«altra tv» di Arbore o su Tognazzi. Ma la ricchezza dello show, la cura produttiva, la conduzione appassionata e un riuscito impasto di nostalgia e attualità compensano ampiamente. E dimostrano che a volte, per essere moderni, è sufficiente tornare alle origini. Basta farlo bene".

Antonio Dipollina su Repubblica


"Eppure il miracolo-Mika c'è davvero, sussiste, resiste: magari non proprio con tutte le promesse mantenute dalla puntata d'esordio, magari il gruppo di autori ha deciso che di fronte al consenso universale e agli ascolti ci si poteva concedere parecchio. E quindi miracolo, anche se magari c'è differenza abissale tra i numeri di show puro — quasi tutti magnifici — e le digressioni altre. La sostanza è l'emersione in forma gigantesca e per il pubblico generalista di un talento cristallino e di purezza inconcepibile nel sentire comune in fatto di tv corrente, quella che si vanta della sua trasandatezza. Mika ci ha travolto tutti, col faccino ingenuo e dicendo in pratica: perché fate tutte queste storie su tutto quanto, quando invece è tutto più semplice?".

Alessandra Comazzi su La Stampa


"Mika è poliglotta, sa fare tutto, è un incantevole incrocio di barocco e di semplicità e con semplicità sa parlare di cose serie come l'omofobia o il bullismo o la sua amicizia con Dario Fo. Ogni tanto ride un po' troppo con i suoi ospiti ma quando canta gli perdoniamo tutto".

Luca Beatrice su Il Giornale


"Annunciata come la tv del futuro, Stasera Casa Mika è invece un programma dallo schema molto tradizionale, a tratti stucchevole: avrebbe potuto essere trasmesso in qualsiasi epoca televisiva. Mika è bravo. Canta bene, parla diverse lingue, è naturalmente simpatico e fa della leggerezza un'arma. Eppure tutto ciò non basta per trasformare la nuova trasmissione in un vero one man show. Il modello è ancora quello del mattatore".

Francesco Specchia su Libero


"Siamo riusciti a farci insegnare come si fa il varietà televisivo da un anglo-libanese cittadino del mondo con l'arte nel cuore e un rutilante senso del pop nel taschino. Il talento di Mika, showman totale, è la chiave del primo successo stagionale di Rai2. Mika è come Fiorello. Scintilla in tutto, è uno stroboscopio di genialità, anzi, probabilmente, per assurdo, la cosa che gli riesce peggio è cantare (e canta bene). Mika ha ripescato un nostro genere storico, l'ha attualizzato attingendo a un pubblico giovane e in parte inedito e l'ha internazionalizzato".

Maurizio Caverzan su La verità


"Stile, eleganza, sensibilità. Alla fine vince su tutto la cifra del padrone di casa, il cantante showman libanese Mika, reduce da due ottime annate nell’X Factor di Sky, protagonista di questa nuova scommessa, una festa privata, un open party, un one man show con ospiti e amici per cantare e ballare e parlare di musica. Vincono il garbo e l’estetica del protagonista, un po’ Mago di Oz e un po’ Alice delle meraviglie. La leggerezza del padrone di casa passa sopra anche al cotroneismo latente (Ivan Cotroneo autore, insieme con lo stesso Mika, Tiziana Martinengo e Giulio Mazzoleni) e al fatto che, a ben guardare, un varietà così sfarzoso e nobilmente kitsch sembra essere nel giorno e forse nella rete sbagliata. Ha un impianto da sabato di Rai1 questo show internazionale targato Ballandi".

Riccardo Bocca su L'Espresso


"Uno show che finalmente non ha, come nota distintiva, il tanfo persistente del provincialismo mirato a sedurre, scena dopo scena, il pubblico meno sofisticato. Qui no, caspita. Qui si parlano le lingue, accidenti. Di più, si affianca al brivido della raffinatezza il cuore nobile del popolare, che non significa affatto scendere di livello ma allargare lo spettro espressivo affinché nessuno si senta escluso. Questo non è un programma nuovo e tantomeno il punto di partenza per assemblare in futuro idee fantasmagoriche. Al contrario, tra qualche piacevolissimo acuto e alcune note stonate, va in onda una trasmissione che raggiunge (con classe) la sufficienza".

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