Braccialetti rossi 4 si farà? La Andreatta non lo conferma. Ascolti in forte calo. Critici: normalità della tragedia, la favola dimentica Dio

Ecco le recensioni di Grasso e Fagioli sulla terza stagione della fiction di Rai1, ascolti in forte calo ma è già confermata la quarta stagione anche se Eleonora Andreatta non lo dice espressamente.

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RASSEGNA STAMPA su Braccialetti rossi 3 (voto: 7), la fiction di Rai1 che ha chiuso giovedì 1 dicembre con ascolti in forte calo rispetto alle precedenti due stagioni (picco negativo del 13%, massimo del 18% di share).

"Con quasi 5 milioni di spettatori si è chiusa la terza stagione di Braccialetti rossi, una delle serie che negli ultimi anni hanno cambiato la fiction italiana. Per la prima volta una grande rete televisiva europea ha proposto al grande pubblico in prime-time una storia in cui i protagonisti sono ragazzi che si incontrano in un ospedale, raccontata con il loro punto di vista. I temi della malattia, del dolore, della morte, ma anche dell’amicizia, del coraggio, dell’amore, sono stati trattati in modo sincero e vero", ha dichiarato la direttrice di Rai Fiction Eleonora Andreatta. "Ogni puntata della serie è stato il programma più visto della serata, ma è soprattutto lo straordinario successo tra giovani e adolescenti, su Rai1, sul web e nei social media, che rende Braccialetti rossi un programma unico. Anche ieri il 36% delle ragazze ha seguito la fiction. Ringrazio la Palomar di Carlo degli Esposti, il regista Giacomo Campiotti e lo sceneggiatore Sandro Petraglia, i giovani protagonisti e gli attori affermati che generosamente e con entusiasmo hanno aderito al progetto, e il musicista Niccolò Agliardi, per aver prodotto insieme a Rai Fiction un’opera che resterà come una esperienza coinvolgente e memorabile per una generazione di giovani. L'attenzione al racconto del coming of age e l'integrazione tra offerta lineare su Rai1 e offerta digitale e sui social sono al centro delle nuove strategie della Rai, nell'ottica di una media company in grado di rivolgersi a tutti i pubblici".

Comunque, anche se non è detto chiaramente dalla Andreatta, la quarta stagione è già confermata. Come si legge su Tv Sorrisi e Canzoni le prime due stagioni sono state tratte dall’omonimo libro di Albert Espinosa, che ha raccontato la sua esperienza di ragazzino malato di tumore. La terza è stata scritta, con una più libera ispirazione, da Sandro Petraglia e Giacomo Campiotti, che ne è anche il regista. I due autori stanno già lavorando alla quarta stagione, che si girerà il prossimo anno. Sia in fase di scrittura che di riprese e montaggio, per rendere più credibile il racconto gli autori si avvalgono della consulenza medica del professor Giacinto La Verde, ematologo dell’ospedale Sant’Andrea di Roma. Ci saranno sicuramente molti nuovi ingressi, chi resterà nel cast tra i "vecchi" Braccialetti?

Antonio Dipollina su Repubblica


"Mettere in sicurezza i Braccialetti rossi di RaiUno. Non facile per la fiction arrivata alla terza stagione e che da esperimento a suo modo ostico e complicato ora deve fare i conti con l'assuefazione all'effetto-shock. I ragazzi ammalati ormai vivono come protagonisti fissi di un sogno prevedibile, tocca agire sul resto del contesto, animando il mondo adulto e usando una dose eccessiva di tecniche da fiction, di quelle che vivono tra drama e commedia con gli adolescenti e così via. D'altronde non si può calcare la mano sulle tragedie in corso — la speranza è la virtù che segna l'intero progetto — con il risultato di creare così molta normalità nel dramma, miscela che a lungo andare non può reggere. Ma tant'è, passerà comunque alla storia tv come qualcosa di rivoluzionario e coraggioso — nonché assai sagace. E oggettivamente, visto il panorama intorno, non è facile da smentire come affermazione".

Andrea Fagioli su Avvenire


"Le storie d'amore fanno presa sul pubblico dei giovanissimi ancor più del modo in cui Braccialetti rossi racconta emozioni, sentimenti e dolore del gruppo di ragazzi che affrontano insieme la malattia, trovando l'uno nell'altro lo stimolo per andare avanti. L'inno alla vita attraverso il valore della solidarietà resta intatto anche in questa terza serie in cui si ritrovano tutti gli ingredienti che fanno presa su adolescenti e preadolescenti. Braccialetti rossi può avere semmai qualche difficoltà a coinvolgere gli adulti. Per questo, nella terza serie, è aumentata l'attenzione al loro mondo. Alla fine manca una cosa sola: in Braccialetti rossi non c'è Dio. Ed è un peccato. In primo luogo perché non corrisponde alla realtà. Infatti, nei luoghi di sofferenza come gli ospedali si fa presente anche materialmente attraverso i cappellani, i volontari e una buona parte del personale medico e paramedico. In secondo luogo perché Braccialetti rossi è una fiction che ha dei valori e quando ci sono i valori Dio ci sta sempre bene. Persino la tomba della madre su cui Leo si reca alla fine della prima puntata è priva di qualsiasi simbolo religioso".

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