Solo 2 ci sarà? Finale aperto nella prima stagione. Critici tv: l'agente Marco Bocci tra suspence e intrighi, produzione a regola d'arte

Ecco le recensioni di Grasso e Dipollina sulla prima stagione della fiction di Canale 5 con Marco Bocci (video dell'ultima puntata). Ci sarà il seguito? Ascolti appena sufficienti.

RASSEGNA STAMPA su Solo (voto: 6,5), la fiction di Canale 5 in 4 puntate con Marco Bocci (7).


Il finale, trasmesso mercoledì 30 novembre, fa immaginare un seguito visto che la serie si è conclusa con il rapimento di Agata di cui non si capisce il destino. Bocci sui social scrive: "Allora, ragazzi, la prima stagione è finita. Che dite, ci rivediamo?”. Gli ascolti, tra il 13 e il 16% di share, sono stati appena sufficienti. Arriverà la seconda stagione?



Aldo Grasso sul Corriere della Sera


"L’agente Solo sembra avere molti punti in comune con il personaggio di Domenico Calcaterra, interpretato da Bocci in Squadra antimafia: è un uomo che vive perennemente in bilico tra il lecito e l’illecito (il Bene e il Male, in altri tempi) e agisce senza l’aiuto di nessuno, provando a contrastare i traffici della malavita. C’è anche, come seconda o terza storia, un intrigo d’amore, giusto per ispessire il racconto. Alla spietatezza degli eventi (la ‘ndrangheta non si fa problemi a eliminare un uomo dandolo in pasto ai maiali), corrisponde una scrittura controllata che ci permette di seguire il dramma di un investigatore solitario che, quanto più indaga, tanto più si sente coinvolto nell’equivoco e nell’ambiguità morale. La trama di Solo è densa di grovigli e traffici avviluppati e sciolti con straordinario senso della suspense, secondo i canoni classici dell’action movie. Ma è anche un’occasione per mettere in luce le psicologie individuali e collettive (la criminalità organizzata ha i suoi codici comportamentali), per descrivere gli ambienti sociali e le atmosfere inconsuete. Il potere della ‘ndrangheta vive su un impasto vischioso, su una materia informe, torbida e sinistra. Chi lo combatte si sente sempre e irrimediabilmente solo".

Antonio Dipollina su Repubblica


"Se sei un agente speciale infiltrato in una cosca della 'ndrangheta (e sei per di più bono come il pane) in sequenza ti succede che i sospetti si addensano, la figlia del boss ti si avvinghia, devi fare cose pazzesche per non tradirti etc. Come in Solo, Marco Bocci protagonista (ma è notevole la trasformazione di Peppino Mazzotta, ovvero il bravo e secchione Fazio di Montalbano, in giovane boss spietato). Finisce a sangue, passioni e quintali di coca mentre l'incubo della copertura che può saltare tiene desta l'attenzione. Che la produzione — Taodue — vada a regola d'arte (belle anche le musiche) non si discute, iniziare significa voler vedere tutto fino alla fine. Ma per esempio nelle logiche delle famiglie rivali ormai si rischiano a ogni momento esiti gomorriani".

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