Un medico in famiglia 10, critici tv: la normalità dura una vita, equivoci risolti in 20 minuti, Libero guida la riscossa dell'anziano

Ecco le recensioni di Dipollina, Comazzi e Delbecchi sulla decima stagione della fiction di Rai1. Ascolti meno brillanti di un tempo.

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RASSEGNA STAMPA su Un medico in famiglia 10 (voto: 6,5), la fiction di Rai1. Ascolti sufficienti, attorno al 16% di share, e lontani dai picchi di un tempo.


Antonio Dipollina su Repubblica


"Fanno tanta simpatia, non si capisce niente di quello che succede. È quindi, a suo modo, perfetta per i tempi questa edizione 10 di Un medico in famiglia, glorioso esempio di fiction RaiUno. Però appunto fa simpatia, se ne possono vedere anche venti minuti ogni tanto e poi basta, c'è di nuovo Giulio Scarpati e con lui una ventina, circa, di personaggi che amoreggiano, fanno gaffes e soprattutto innescano equivoci – tempo di risoluzione dell'equivoco, appunto venti minuti. Niente di preoccupante, ma che dal secolo scorso (1998) il Medico non sia stato sostituito da qualcos'altro è indicativo. Discorso a parte per Lino Banfi, una sorta di guru che si vorrebbe sempre in scena".

Alessandra Comazzi su La Stampa


"Lo sceneggiato è tutto un gente che va, gente che viene. Strana famiglia senza passato ove i figli vengono mollati ai nonni perché i genitori quell'anno non possono recitare ma non si può mica farli morire tutti. A volte ritornano. Altri invecchiano o crescono con noi. Invano si cercherebbe coerenza nell'intreccio ventennale delle storie. E nemmeno realismo: in questa famiglia allargata tutti hanno figli e li fanno da giovani. La regia è rassicurante. Libero è la riscossa dell'anziano in tv, della lingua pugliese, è il volto buono del nonnismo. E' la realtà addomesticata e condita con l'ottimismo che fa simpatia".

Nanni Delbecchi su Il Fatto Quotidiano


"La famiglia Martini continua a vivere nella sua nuvoletta giallorosa dove papà Lele ha un rimedio per tutto, dalla tendinite al cuore infranto. Questa la visione della realtà di Rai Fiction: immobile come una statua. Anche se ormai, finiti i barili da raschiare, l'unica è buttarsi sulla soap opera, vedi la scoperta che Annina non è figlia di Lele ma di un amante della prima moglie. Più che uno scheletro nell'armadio un coniglietto nel cilindro".

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