La classe degli asini, critici tv: fiction tra redenzione collettiva e servizio pubblico, momenti collettivi ma anche tanti stereotipi

Ecco le recensioni di Grasso, Dipollina e Fagioli sul film tv di Rai1 trasmesso lunedì 14 novembre e che aveva come protagonisti Vanessa Incontrada e Flavio Insinna. Ascolti positivi.

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RASSEGNA STAMPA su La classe degli asini (voto: 7), la fiction di Rai1 con Vanessa Incontrada (7) e Flavio Insinna (7). Ascolti positivi? 5.701.000 spettatori (21,93% di share).

Aldo Grasso sul Corriere della Sera


"L’argomento non si discute, anzi proprio per la delicatezza dei temi affrontati verrebbe da dire che è fin troppo facile conquistare gli spettatori in questo modo. Il contenuto è così importante che fatalmente passa in secondo piano la scrittura. Il racconto sembra fatto apposta per inserirsi nel solco di quella santità sociale torinese che ha i suoi riferimenti in Don Bosco, Giuseppe B. Cottolengo, Giuseppe Cafasso. La classe degli asini corrisponde all’idea che Andreatta ha del servizio pubblico, una concezione un po’ datata, fortemente caratterizzata da una missione pedagogica e da un tono paternalistico. Manca il salto di qualità. E infatti il deficit del servizio pubblico oggi è che nessuno lo legittima come tale".

Antonio Dipollina su Repubblica


"Ci sono le ottime intenzioni del lavoro - rievocare un passaggio cruciale dell'integrazione scolastica - ma alla fine ci si emoziona soprattutto per l'insieme, la Torino operaia degli anni 70, il grigio là fuori e i sogni ancora tutti interi. A quel punto diventa naturale far diventare il film tv una parabola di redenzione collettiva. Vanessa Incontrada nel ruolo principale e un ottimo Flavio Insinna nella parte del collega anarcoide, non proprio convinto di tutto ma insofferente a ogni agguato di buon senso. In questi casi si giudica assolto il ruolo di servizio pubblico, non è proprio così meccanico ma rende l'idea".

Andrea Fagioli su Avvenire


"Intenti altamente positivi, dunque, da servizio pubblico, forte messaggio di inclusione, con momenti commoventi, ma anche tanti stereotipi. La classe degli asini ripropone le vicissitudini di un'insegnante di scuola media inferiore con una figlia gravemente malata, dividendo nettamente i 'buoni' dai 'cattivi': da una parte, oltre alla protagonista, Mirella (madre amorevole e professoressa accorta), il prof idealista e battagliero, Felice, che vuole mettere il mondo sottosopra, impersonato da un Insinna un po' sopra le righe; dall'altra l'ottuso preside o il perfido educatore di collegio tutti tagliati con l'accetta nel contesto di una Torino da classe operaia, con una forte immigrazione dal Sud, le fabbriche, i quartieri popolari, la contestazione.... Tutto un po' semplificato. Ma forse è il solo modo per arrivare a un pubblico generalista assetato di messaggi semplici e positivi, di personaggi che combattono buone battaglie e riconoscersi in loro".

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