Squadra antimafia chiude per sempre. Valsecchi: "Spin off con Rosy Abate nel 2017". Grasso: "Il marchio funziona senza attori"

Ecco il video di come finisce l'ottava stagione della fiction di Canale 5 che non avrà un seguito, come conferma il produttore Taodue. La recensione del critico tv del Corriere della Sera.

RASSEGNA STAMPA Venerdì 11 novembre su Canale 5 è andata in onda l'ultima puntata di Squadra antimafia 8 (voto: 7), caratterizzata da ascolti in progressivo calo e fortemente deludenti (fino al picco negativo dell'11% di share). Inevitabile la decisione di non far proseguire la fiction. E' ufficiale: la nona stagione non ci sarà, la chiusura è definitiva.

Il produttore della Taodue Pietro Valsecchi scrive in una nota: "Al termine di queste otto entusiasmanti stagioni voglio ringraziare il pubblico che ci ha seguito con grandissimo affetto e tutti i professionisti, attori, registi, sceneggiatori, personale tecnico, che hanno permesso a questa serie di diventare un vero fenomeno televisivo ma non solo. Ricordo infatti come, a dimostrazione della forza sul pubblico più giovane ed evoluto, Squadra antimafia sia diventata la serie italiana più forte sui social network (oltre 1,2 milioni di fan su facebook, in vetta ai trend topic di Twitter nelle serate di messa in onda) e sul web dove ogni episodio viene visto ogni settimana da più di 500mila spettatori, ed è stata premiata negli anni con la vendita di oltre mezzo milione di DVD. La qualità del progetto ha attirato su di sé anche l’attenzione dei mercati internazionali: va in onda in 60 paesi di tutto il mondo e ne verrà realizzata una versione in Messico per il mercato USA di lingua spagnola... Ma il migliore e più atteso saluto ai fan, è la conferma che nel 2017 andrà in onda la serie in 5 puntate dedicata a Rosy Abate, l’amatissimo personaggio interpretato dalla bravissima Giulia Michelini che prenderà idealmente il testimone lasciato da Squadra antimafia per regalarci nuove emozioni".


Aldo Grasso sul Corriere della Sera


"Paradossalmente la trama non è l’elemento principale del forte progetto che da anni regge questa proposta. Squadra antimafia è qualcosa di unico nel panorama della fiction italiana: ormai è un brand, riconoscibile per la scrittura articolata (a coordinare la sceneggiatura c’è Sandrone Dazieri) e per la ruvidità di fondo che pesca a piene mani nella cronaca poliziesca. Nel nuovo scenario televisivo, diventa sempre più difficile catturare il pubblico, attrarlo a sé e coinvolgerlo in una relazione prolungata e attiva. Il brand è quindi un valore economico perché permette di distinguersi, di riconoscere il prodotto anche su piattaforme diverse, di attirare spettatori e investitori. Per durare, il brand deve mettere in campo valori linguistici ed estetici, affidarsi a una macchina narrativa registrata su standard alti e affidabili, tale che si possa permettere anche il cambio degli attori (in Squadra antimafia gli attori non sono mai protagonisti, nel senso che la tensione narrativa è più importante di loro, li «racchiude»). Il brand obbliga il «produttore» a una qualità costante e solleva, almeno in parte, lo «spettatore» dall’ansia della scelta. Con Squadra antimafia si va sul sicuro".

O meglio... si andava.

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