The young Pope: fiction su Sky Atlantic e Sky Cinema con Jude Law-(finto) Papa Pio XIII, personaggi, cast, trama, foto, video

Anticipazioni sui personaggi, sul cast e sulla trama della fiction di Sky in onda da venerdì 21 ottobre in tv o in streaming. Dichiarazioni degli attori. Fotogallery e video-trailer.

Una serie tv in dieci episodi per raccontare la storia di Lenny Belardo, alias Pio XIII, il primo Papa americano della storia. The young Pope, la fiction firmata dal Premio Oscar Paolo Sorrentino, una produzione originale Sky, HBO e Canal+, prodotta da Wildside e coprodotta da Haut et Court TV e Mediapro, sarà trasmessa in Italia in prima tv da venerdì 21 ottobre alle 21.15 su Sky Atlantic HD e Sky Cinema 1 HD, disponibile anche su Sky Go, Sky On Demand e in streaming su Now Tv, la internet tv di Sky.


The young Pope, anticipazioni sulla trama e sul cast artistico


Giovane e affascinante, l’elezione di Pio XIII sembrerebbe il risultato di una strategia mediatica semplice ed efficace del collegio cardinalizio. Ma, com’è noto, le apparenze ingannano. Soprattutto nel luogo e tra le persone che hanno scelto il grande mistero di Dio come bussola della loro esistenza. Quel luogo è il Vaticano, quelle persone sono i vertici della Chiesa. E il più misterioso e contraddittorio di tutti si rivela Pio XIII. Scaltro e ingenuo, ironico e pedante, antico e modernissimo, dubbioso e risoluto, addolorato e spietato, Pio XIII prova ad attraversare il lunghissimo fiume della solitudine dell’uomo per trovare un Dio da regalare agli uomini. E a se stesso.

Il cast, oltre al protagonista Jude Law, include il Premio Oscar come migliore attrice Diane Keaton, Silvio Orlando, Scott Shepherd, Cécile de France, Javier Cámara, Ludivine Sagnier, Toni Bertorelli e James Cromwell.

The young Pope, la scheda dei personaggi della fiction


LENNY BELARDO

(Jude Law) è il primo Papa italoamericano della storia, nonché il più giovane di sempre. A soli quarantasette anni, infatti, è diventato Pio XIII. Lenny è sempre stato un Cardinale mite e ubbidiente e la sua elezione risulta inaspettata, sia per la giovane età sia per lo scarso peso politico. Secondo alcuni, però, sono proprio questi i motivi per cui è stato eletto. Ma Lenny, grazie a una svolta aggressiva e reazionaria del suo Pontificato, dimostrerà di sapersi affrancare da chi vorrebbe manovrare la mano del Santo Padre: il suo mentore, il Cardinal Michael Spencer e il Segretario di Stato, Angelo Voiello. Accanto a lui c’è solo Suor Mary, la donna che lo ha accolto in orfanotrofio quarant’anni prima e che, in assenza dei genitori naturali, gli ha fatto da madre. L’essere stato abbandonato da piccolo è la sua più grande ferita, ciò che lo rende un Papa diverso dagli altri: Lenny, prima ancora di essere un Pontefice conservatore, è un uomo tormentato e abbandonato da chi l’ha messo al mondo. E, sentendosi tradito, ha sviluppato nel corso degli anni un rapporto turbolento con la fede anche se oggi al suo destino sono legate le sorti di milioni di fedeli in tutto il mondo.

SUOR MARY (Diane Keaton) è una donna dallo sguardo intelligente e molto bella. Per Lenny è una madre: è stata infatti lei ad accoglierlo nel cortile dell’orfanotrofio quando i genitori lo hanno abbandonato. Ed è grazie a lei se Lenny è diventato un buon cristiano. Secondo Mary, addirittura un santo. Per questo motivo, appena salito sul trono Pontificio, Papa Pio XIII la vorrà al suo fianco. Suor Mary è una donna dal carattere forte. In apparenza, un corpo estraneo tra le complesse trame di potere vaticane. Malgrado la sua poca esperienza politica, però, Lenny le conferirà la carica di Segretario particolare del Papa e lei dimostrerà di essere abile a calarsi anche in questo nuovo ruolo, in apparente antagonismo con il Segretario di Stato Angelo Voiello.

CARDINAL VOIELLO (Silvio Orlando) è il Segretario di Stato, un uomo sulla sessantina con una perenne espressione furba. Originario di Napoli, conosce molto bene le stanze e i segreti della Santa Sede: su di lui sono stati scritti numerosi saggi e, senza troppa fantasia, la stampa lo descrive come l’uomo che sta dietro le quinte. Avrebbe potuto aspirare al ruolo di Pontefice, ma Voiello sembra calato alla perfezione nel suo ruolo da Segretario di Stato. Rispetto a molti altri sacerdoti, inoltre, sa benissimo di non essere un santo anche perché ama la squadra di calcio del Napoli quasi quanto Dio. Quando Lenny sale al soglio di Pietro, Voiello cerca di contenere le derive più pericolose di questo Pontefice reazionario e ingestibile, utilizzando abilmente una tattica da doppiogiochista. Ma, purtroppo per lui, Pio XIII è un avversario più tenace del previsto.

Il CARDINAL DUSSOLIER (Scott Shepherd) è un uomo affascinante ed è il miglior amico di Lenny Belardo. Cresciuti insieme nell’orfanotrofio di Suor Mary, una volta diventati adulti le loro strade si sono divise: Lenny è finito sotto l’ala protettrice di Spencer, Dussolier ha studiato teologia e ha deciso di girare il mondo in missione, per portare la voce di Dio agli ultimi della Terra. Non ha mai avuto l’aspirazione di far carriera, eppure quando Lenny diventa Papa la sua vita cambia drasticamente: Pio XIII decide che sarà il nuovo Prefetto della congregazione per il clero, dovrà selezionare aspiranti sacerdoti in tutto il mondo. Ma per Dussolier, che ormai da anni ha una doppia vita, non sarà facile capire cosa significa essere un buon sacerdote.

SOFIA DUBOIS (Cécile de France) è la giovane e affascinante responsabile del marketing e della comunicazione del Vaticano. Laureata in una prestigiosa università americana, gestisce l’immagine del Vaticano con piglio da imprenditore e pensa di poter sfruttare la giovane età e il bell’aspetto del nuovo Pontefice per promuovere l’immagine della Chiesa e il merchandising. Ma il nuovo Papa vuole fare dell’assenza la sua cifra perché ritiene che questo alimenti la curiosità e Sofia dovrà rivedere presto i suoi progetti. Nata sulla diffidenza, la relazione tra i due si trasformerà in una cordiale amicizia basata sull’ironia.

MONSIGNOR GUTIERREZ (Javier Cámara), il maestro di Cerimonie di origine spagnola, ha cinquantacinque anni e un’aria mite e dimessa. Grazie alla sua sincerità d’animo e alla sua estraneità agli intrighi di potere in Vaticano, attrae la curiosità di Lenny Belardo. Tra il Pontefice e Gutierrez nasce un rapporto fatto di piccole e grandi confidenze. Proprio per questo motivo, il Cardinale diventa un’arma molto preziosa nelle mani di Voiello e di tutti gli antagonisti del Papa che ne conoscono i segreti. Lenny Belardo, sorprendentemente, decide quindi di affidargli un compito molto difficile: dovrà andare negli Stati Uniti per una missione apparentemente al di sopra delle sue forze.

ESTER AUBRY (Ludivine Sagnier) ha trentacinque anni, una bellezza immacolata e una incrollabile fede in Dio. Sposata con Peter, guardia svizzera in Vaticano, il suo più grande sogno è diventare madre. Ma Ester è sterile e confida nella preghiera per realizzare il suo sogno. La sua fede l’avvicina a Lenny di cui capisce subito la profondità del messaggio: immobile e penitente prega di notte in piazza San Pietro e per questo il Papa la nota. Tra i due nasce una amicizia, che cambierà per sempre la vita della giovane donna e, in qualche misura, anche quella di Pio XIII.

CARDINAL SPENCER (James Cromwell) è uno dei Cardinali più influenti del Vaticano e, secondo molti, avrebbe potuto ambire a diventare Papa. Teologo finissimo, per buona parte della sua vita Spencer ha insegnato all’università, dove ha conosciuto Lenny e lo ha formato facendone il suo pupillo: è proprio a Belardo che ha lasciato il suo posto a capo della Chiesa di New York, quando è stato chiamato a Roma. Spencer ha scelto il giovane Lenny perché lo ritiene grigio e malleabile, caratteristiche che il Cardinale ha sempre amato nei suoi sottoposti. Durante il Conclave, però, qualcosa va storto: Spencer, a sorpresa, non ha i voti necessari e alla fine i Cardinali convergono su Lenny Belardo, suo protetto. Voci di corridoio parlano di una mezza vittoria di Spencer, ma il Cardinale sa benissimo che non sarà lui il Papa occulto. Ha intuito che Lenny è pronto a sacrificare il suo mentore.

The young Pope, le dichiarazioni degli attori e degli addetti ai lavori


"Ogni anno solo negli Usa vengono prodotte oltre 450 nuove serie televisive e a Sky cerchiamo di averne la grande maggioranza e sicuramente di avere le migliori. Per questo quando produciamo direttamente per noi è fondamentale che sia qualcosa che si distingue dal resto, che i nostri abbonati riconosceranno come unico, sul piano creativo, produttivo, di linguaggio": è quanto sottolineato da Andrea Scrosati, Executive Vice President programmi Sky Italia, che ha rilevato come The young Pope "è la perfetta realizzazione di questo obiettivo: e lo è per la visione che sin dal primo momento Sorrentino ha dato a questo suo progetto. Per questo quando Paolo e Lorenzo Mieli sono venuti a proporci questa idea abbiamo detto di sì immediatamente, perché era evidente che si trattava di qualcosa che nella televisione italiana non si era mai visto. E questa sua unicità nasce anche intrinsecamente dal fatto che è una serie pensata e prodotta in Italia. The young Pope, infatti, non è solo la dimostrazione che una serie europea non ha nulla da invidiare ad una produzione di Hollywood sul piano produttivo, (il che è ormai quasi una non notizia considerando il livello del talento che c'è nel nostro paese), ma è soprattutto la dimostrazione che il punto di vista che porta un team italiano in una storia di questo tipo è assolutamente originaleì. Per un italiano il Papa - a prescindere se si è cattolici o meno - è una figura che va al di là del ruolo che rappresenta in termini religiosi, è un protagonista quotidiano della nostra vita, nelle immagini, nella presenza sui media, per l'influenza nella nostra società. Questo fa sì che il racconto delle sue emozioni, del suo travaglio come uomo prima che come leader spirituale, del suo rapporto con il mondo che lo circonda, è un racconto che solo realizzato in questo paese poteva avere il livello di indagine emotiva, di sensibilità e di empatia unica che Paolo ha creato. E questo livello di straordinaria originalità è esattamente quello che Sky cerca quando scommettiamo in una nostra produzione".

È la prima volta che Jude Law interpreta un pontefice: "Ho avuto l'istinto di studiare la storia del Vaticano e dei papati cercando di comprenderne gli effetti sulla fede cattolica, ho avuto a disposizione un'enorme quantità di materiale e confesso che inizialmente tutto questo mi ha messo un po' di panico. Ho seguito le indicazioni di Paolo per interpretare un uomo credibile, stabilendo delle regole che ho seguito. In particolare, riguardo alla gestualità di Belardo e alla postura di questo papa, tutto è dipeso dall'abito che ho indossato: a quel punto ho capito, anche perché ogni volta che ho guardato un papa in tv, teneva sempre le mani davanti, sulla pancia, o dietro la schiena, in effetti non sai dove mettere le mani. Per quanto riguarda il linguaggio del corpo, ho lavorato sull'essenziale, potrei definirla un'impostazione minimalista". A chi chiedeva a Law come definirebbe il suo Papa, un tipo eccessivamente contraddittorio o fuori delle regole, l'attore ha risposto: "Non è necessario capire le contraddizioni di Pio XIII in quanto vanno esclusivamente interpretate come attore, il mio compito è stato quello di scavare nel suo profondo. Lenny non è un bugiardo, è uno che dice sempre la verità, ha una memoria prodigiosa, quindi dovevo comprendere i suoi cambi di opinione. Quello di Lenny è un percorso di grande cambiamento, anche interiore: fate attenzione, non basatevi solo sulle prime due puntate".

Silvio Orlando ha detto: "Con a fianco un divertito Jude Law alla fine di questo film mi sono sentito come la Cristoforetti. Capisco che nessuno si aspettava niente da me, mi rendo conto, visto il mio inglese e il mio aspetto. Ma sono davvero orgoglioso di aver partecipato ad un progetto così bello e sfavillante. Sono cresciuto in una generazione per la quale la bellezza era una cosa della quale bisognava quasi vergognarsi, chissà per quale motivo, si giravano in stanze piccole film piccoli. Paolo Sorrentino ha cercato la bellezza attraverso le immagini e l'ha trovata, non a caso ha vinto un premio Oscar. Ringrazio Gianluca Guidi a cui devo il 50% del mio personaggio, sono davvero frastornato".

"So che The young Pope non è una serie provocatoria perché so come va a finire, bisogna avere la pazienza di vedere tutte e 10 le puntate: non è facile recintare in poche parole un film così lungo su un mondo così complesso, ma se dovessi fare una sintesi direi che la serie fotografa una o più solitudini che abitano un territorio compresso e limitato che di per sé è già il manifesto dell'isolamento e della solitudine. Il Vaticano è uno stato atipico, una città diversa da tutte le altre, un posto in cui vuoi per i dogmi religiosi, vuoi per le leggi che ne regolano la quotidianità, la solitudine è un dato percepibile, qualcosa che puoi quasi toccare con mano": lo ha detto il regista Paolo Sorrentino.

Il produttore Lorenzo Mieli ha annunciato che Sorrentino ha già iniziato a scrivere la seconda stagione, mentre il regista premio Oscar ha consigliato ai telespettatori di vedere la serie in lingua originale con i sottotitoli.

Segui Reality & Show su Facebook, Twitter e Google+.

Dì la tua qui sotto in area-commenti.

  • shares
  • Mail