Lampedusa, critici tv: fiction politicamente corretta e girata con spirito didascalico ma è una lezione civile e alle coscienze

Ecco le recensioni di Grasso, Dipollina, Fagioli e Amenta sulla miniserie di Rai1 con Claudio Amendola e Carolina Crescentini. Dati Auditel appena sufficienti.

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RASSEGNA STAMPA su Lampedusa-Dall'orizzonte in poi (6,5), la miniserie con Claudio Amendola (7) e Carolina Crescentini (7) in onda su Rai1 martedì 20 e mercoledì 21 settembre. Ascolti appena sufficienti: 4.169.000 spettatori (17% di share) e 3.298.000 (13,41%).

Aldo Grasso sul Corriere della Sera


"Com’è facile immaginare, si parla della tragedia dei migranti, del loro esodo disumano, della ferocia degli scafisti, dei salvataggi in mare, dei drammatici problemi dell’accoglienza. In questi casi è difficile buttar giù qualche riga critica a commento della fiction. Le vicende narrate sono così dolorose che è impossibile sfuggire all’urgenza del contenuto. Ha senso parlare di regia, di scrittura, di recitazione di fronte ai cadaveri che galleggiano sul nostro mare? O di fronte alle rivolte dei Centri di accoglienza? O, ancora, di fronte alla determinazione della direttrice, interpretata da una Carolina Crescentini in perenne lotta per i diritti degli immigrati? Lampedusa è un curioso esempio di fiction «politicamente corretta»: non tanto per quello che riguarda le istituzioni (il lavoro della Guardia costiera è ovviamente encomiabile e i cittadini dell’isola meritano tutta la nostra riconoscenza), ma per quello che dicono e fanno i due protagonisti. Il loro è un mondo diviso fra buoni e cattivi, ogni azione è intesa come una missione per salvare il mondo, si considerano strumenti della redenzione finale. Sarebbe interessante capire quanto il «politicamente corretto» è funzionale alla linea editoriale del servizio pubblico. O meglio, se il «politicamente corretto» è il minimo indispensabile per fare servizio pubblico".

Antonio Dipollina su Repubblica


"La fiction è girata con scrupolo didascalico ma è un richiamo collettivo. Girata come una lezione civile e alle coscienze, Lampedusa ha però una seconda lettura forte e parla di quanto valore gratificante in più possono avere vite, scelte, altri luoghi che giganteggiano di fronte alle piccolezze del mondo per come lo conosciamo".

Andrea Fagioli su Avvenire


"Come tutte le fiction, anche Lampedusa soffre, nonostante l'indiscusso valore sociale, di qualche semplificazione. Fa parte del gioco. Anche i personaggi, come spesso succede, non sono sempre credibili fino in fondo. Al di là di questo, non si può non apprezzare la sforzo di proporre al grande pubblico una questione così complessa come quella dei profughi che approdano (se sopravvivono) sulle nostre coste. E lo fa dalla parte giusta, dalla parte dei più deboli, dandogli un volto, senza retorica e senza pietismi. Anche se poi deve romanzare il tutto per tenere alta l'attenzione sulla storia".

Daniela Amenta su L'Unità


"Un programma nazionalpopolare nel senso più alto del termne. Fare luce. Accendere l'attenzione, le coscienze. Non può bastare una fiction, ovvio, ma è un segno. Un buon segno. Un minuscolo faro sul mare. Nostro e loro".

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