Lampedusa, fiction su Rai1 con Claudio Amendola e Carolina Crescentini dedicata al dramma dell'immigrazione clandestina

Anticipazioni sul cast e sulla trama della miniserie in onda in autunno 2016 su Rai1. Ecco le dichiarazioni dell'attore protagonista.

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LE FICTION CHE VEDREMO Una madre con i suoi due figli in fuga dalla guerra, ostaggio dei trafficanti di esseri umani sulle coste africane. Serra, comandante di un’unità della Guardia Costiera, che ogni giorno rischia la vita con il suo equipaggio per strappare i migranti alla morte. Viola, responsabile di un Centro di accoglienza, che cerca di restituire dignità a ogni donna, uomo, bambino che riesca a raggiungere l’Italia. Un’isola, Lampedusa - frontiera estrema dell’Europa - che vive la tragedia degli sbarchi, offrendo solidarietà incondizionata in mare e a terra.

Questa la trama della miniserie, scritta da Andrea Purgatori e Laura Ippoliti, in onda in autunno su Rai1 con Claudio Amendola e Carolina Crescentini. Al centro c’è una terra dimenticata e attraversata da un problema sociale scottante con l’obiettivo di raccontare una storia non solo dei clandestini che sbarcano sull’ultimo lembo di terra italiana sospeso nel mare, ma anche degli italiani nati in quel posto e intrisi di una tenace disperazione. Un social drama di grande attualità che vuole mettere in scena sentimenti forti e spettacolari.

L’argomento, tra i problemi più rilevanti dell’Italia, sarà affrontato da più angolazioni, che racconterà i migranti ma anche chi li accoglie (Guardia Costiera e abitanti dell’isola) e chi ne segue il percorso in prima persona (volontari, operatori sanitari e amministrazione pubblica).

"Ero al ristorante - ha raccontato Amendola, che nella fiction interpreta un sottufficiale della guardia costiera alla guida di una imbarcazione - e ho sentito una frase che non avevo mai sentito. C'era un immigrato che vendeva le rose. Di solito i camerieri allontano queste persone dicendo 'torna al tuo Paese'. Per la prima volta ho sentito 'vai ad affogare in mare anche tu'. Allora se la frase violenta diventa questa, vuol dire che c'è bisogno di intervenire e di prendere posizione. Noi raccontiamo quegli italiani assolutamente nell'ombra e poco citati che spendono la vita per salvare persone perché da sempre quando c'è qualcuno in mare lo si va a prendere, dai tempi dei fenici. L'immigrazione è un fenomeno mondiale di fronte al quale abbiamo il dovere di fare qualcosa perché quella gente scappa da Paesi che noi occidentali abbiamo reso invivibili. Tutte quelle guerre sono finanziate da noi, per vendere le nostre armi, per andare a prendere le loro risorse. Siamo i primi responsabili". Per affrontare il problema, ha aggiunto, oltre a quello di aiutare i Paesi da cui le persone scappano, "penso che l'unico modo quello di aprire vie ufficiali, giuste, sane, normali e legali per entrare in Europa".

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