Immaturi-La serie, su Canale 5 la fiction tratta dal film di successo: attori vecchi e nuovi, regia affidata a Rolando Ravello

Anticipazioni sul cast della fiction di Canale 5 in onda nel 2017 e ispirata al film di successo. A Repubblica parlano l'ex responsabile delle serie Mediaset e i due registi (del film e della fiction).

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LE FICTION CHE VEDREMO Immaturi-La serie è la fiction che Rolando Ravello ha confezionato per Canale 5. È tratto dal film blockbuster di Paolo Genovese, regista reduce dal successo di Perfetti sconosciuti.

Tra ansie, vite private andate in pezzi, voglia di recuperare il tempo perduto, il gruppo di quarantenni si ritrova a affrontare per la seconda volta i tanto temuti esami di maturità e a confrontarsi con i diciottenni, contrasto generazionale che non fa sconti, fra sogni e disillusioni. Prodotta dalla Lotus di Marco Belardi per Mediaset, Immaturi-La serie nasce dal soggetto di Genovese (cui è affidata la direzione artistica), con Marco Alessi, Paola Mammini e Giovanna Guidoni: le otto puntate andranno in onda il prossimo anno su Canale 5.

Nel cast, tra gli altri, Ricky Memphis, Luca Bizzarri, Paolo Kessisoglu, Maurizio Mattioli, Daniele Liotti, Sandra Ceccarelli, Sabrina Impacciatore, Nicole Grimaudo, Irene Ferri, Paola Tiziana Cruciani, Ninni Bruschetta, Paolo Calabresi, Ilaria Spada, Daniele Liotti, Carlotta Antonelli e Andrea Carpenzano.

"Per noi è un cambiamento di rotta - ha detto a Repubblica l'ormai ex responsabile della fiction Mediaset Antonino Antonucci Ferrara - con la commedia si rovesciano le regole del gioco e Genovese con la sua scrittura assicura la qualità per conquistare un pubblico sempre più ampio. Avevamo fatto un esperimento interessante: dopo aver letto la sceneggiatura del suo film Tutta colpa di Freud, gli abbiamo chiesto di girare una versione più lunga mandata in onda in due puntate come miniserie. Il risultato è stato molto buono, e per noi continuare la collaborazione è stato naturale. Nel caso di Immaturi non cura la regia, Rolando Ravello è molto bravo e sono sicuro che facendo proposte intelligenti riusciremo a catturare pubblico giovane e più esigente".

Genovese sottolinea: "I nostri immaturi quarantenni che devono fare l'esame hanno un mondo da raccontare, il punto di contatto è la scuola. Una madre finisce in classe con la figlia, mettiamo in connessione due generazioni che si scambiano quasi di ruolo, perché oggi i quarantenni, e non solo, giocano a fare gli eterni giovani. Immaturi è un film entrato nell'immaginario perché tocca sentimenti semplici: l'amicizia, la nostalgia del tempo che passa, la paura per un esame che è la prima prova decisiva della vita. Il sequel l'ho fatto volentieri perché lo chiedeva il pubblico, che aveva amato i personaggi e voleva rivederli. Al terzo capitolo ho detto no. Invece per far rivivere i protagonisti in tv abbiamo mischiato le carte, il contrasto generazionale funziona, ma ci voleva un altro regista per raccontare le stesse persone con occhio diverso. Un po' come dopo un viaggio con gli amici: la città visitata non sembra la stessa, i ricordi coincidono in parte. Però io e Ravello abbiamo la stessa attenzione alle emozioni e la stessa sensibilità. Lo spirito di Immaturi è rimasto".

Attore e regista, Ravello si è buttato nel progetto "con la preoccupazione di non poter stare dentro i tempi televisivi, perché il mio obiettivo era portare la qualità, e invece sono contento, sembra un film lungo otto puntate. I ragazzi sono fantastici, li abbiamo scelti dopo tanti provini. Non abbiamo approcciato il progetto pensando al 'pubblico televisivo'. Dicendo così si pensa a qualcosa di negativo. Non ci stiamo ponendo dubbi riguardo all'ipotetico spettatore che ci guarderà, il pubblico televisivo ha doti e talenti più grandi rispetto a quelli che gli vengono attribuiti".

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