Sergio Sylvestre: "A scuola subii il bullismo, un insegnante di football mi ferì con le parole, sono ipocondriaco, paura degli aerei"

A Oggi parla il vincitore di Amici 15 e racconta la sua vita prima di entrare nella scuola che lo ha migliorato sotto diversi punti di vista e gli ha permesso di perdere peso.

Nuova intervista del vincitore di Amici 15, Sergio Sylvestre, questa volta al settimanale Oggi.

Quando ripensa al successo nel talent show di Canale 5 "mi commuovo ogni volta".

Lui, del resto, si commuove spesso: "Sempre. Amici è stato come andare da zero a mille. Siamo rimasti chiusi in uno studio televisivo per tanto tempo. Ora è strano vedere nuove persone, incontrare mia madre e mia sorella che sono venute a trovarmi. E poi vincere. Alla faccia di chi non credeva in me".

Ad esempio "un mio insegnante di football alle superiori mi ripeteva che non avrei mai concluso niente nella vita. Anche quando ho provato con la musica molti dicevano che non sarei arrivato da nessuna parte. Mi feriva molto. Come se sentissi che avevano ragione loro. Anche per l'aspetto, forse".

E ammette: "Non sono certo né magro né alto né bello. Ma mi vado bene così. Sono anche dimagrito 35 chili ad Amici per muovermi meglio sul palco. Insomma, questa esperienza è stata il mio riscatto dal passato, da certi episodi".

Quali? "Atti di bullismo. Sono metà messicano e metà haitiano. Quando mia madre veniva a prendermi a scuola i miei compagni notavano che aveva la pelle più chiara della mia. Sono discorsi difficili da capire per chi non è americano. Era una scuola frequentata da molti neri e mi chiedevano continuamente 'Ti senti più nero o bianco?'. Domande offensive per la mia famiglia, di cui a mia madre non ho mai parlato".

Poi "l'ultimo anno di scuola i miei mi hanno iscritto a un altro istituto, molto più costoso, fuori dal loro budget. L'hanno fatto per il mio bene".

E' anche ipocondriaco: "Appena ho mal di testa vado su Google a cliccare forum medici e ne esco impressionato. Ho paura degli aerei, ogni volta che devo prenderne uno è una tragedia".

Tra i lavori svolti "addetto alla sicurezza in un centro commerciale di Los Angeles, pierre nei locali e vocalist".

Amici gli ha "permesso di studiare canto, perfezionarmi e di mettermi in gioco con pezzi lontani dalla mia portata, quelli in italiano. Mi piacerebbe riprovarci. I momenti bui ci sono stati, avevo paura e scarsa fiducia in me. Ma ho imparato tanto". E ora punta a spiccare il volo.

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