Ballando con le stelle, Guillermo Mariotto: "Selvaggia Lucarelli arpia, Platinette permaloso, Rita Pavone umile, ecco come fui scelto"

Il giurato storico della trasmissione di Rai1 con vip-ballerini, intervistato da Diva e Donna, parla di altri due componenti della giuria, di alcuni concorrenti e di Milly Carlucci che lo volle dall'inizio.

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"I miei toni non infieriscono mai, non puntano a far del male, ma a far ridere. Così mi percepiscono. Mentre Selvaggia Lucarelli apre bocca e non dice neanche delle cose così cattive. Sì, spara forte ogni tanto, ma ha questo modo così aggressivo che la gente è prevenuta. Stanno in guardia ancora prima che parli”: Guillermo Mariotto, intervistato da Diva e Donna, parla del suo ruolo di giurato a Ballando con le stelle... e di quello della collega.

"A volte - racconta - arrivo che sono a pezzi, magari dopo un viaggio intercontinentale, ma mi diverto troppo, non mi annoio e mi rilasso. Sono troppo sensibile. Colgo quello che gli altri non vedono. Dote coltivata lavorando nell’alta moda. Il millimetro di troppo o di meno. Non mi sfugge niente. E’ soprattutto il cuore che vedo”.

Quindi rivela come fu scelto all'inizio: "Un lunedì mattina mi ritrovo a prendere il tram di mattina. Tutti musi lunghi, incazzati neri. E io mi ritrovo a invocare Dio: 'Quanto sarebbe bello se tutti mi sorridessero'. Qualche giorno dopo mi chiama Massimo Romeo Piparo, coautore con Milly Carlucci delle prime edizioni di Ballando. Mi fa: 'Tu hai un viso, un modo di fare che spacca lo schermo'. Due mesi dopo mi richiama. Stavo in treno. Non si capiva bene. Si parlava di una prima serata in Rai. Mi chiede un sì di massima. Glielo do. Non avevo capito niente, zero, pensavo a una generica ospitata. Mi convocano per la prima edizione. Penso che vogliono farmi ballare e mi presento con le stampelle. Una finzione. Ho simulato un infortunio. Era per potergli dire 'no, grazie'. Non mi potevo mettere a ballare facendo lo stilista dell’alta moda. Che avrebbero detto, le mie clienti? Milly mi fa: 'Ma no, cos’hai capito? Tu devi fare la giuria'. A quel punto butto via le stampelle e dico: 'Allora sì, sono tutto vostro…'. Si parlava di quattro puntate”.

Sono passati undici anni: “E non ne ho persa una. Lo davano per spacciato il programma, ancora prima di cominciare. La gente mi diceva: 'Ti metti a fare una cosa che si capisce finirà in mer*a'. Il programma è partito subito da Dio, l’hanno dovuto subito allungare e io non sono mai sceso dalla carrozza”.

Il giudizio peggiore che gli è scappato? "Non è quel 'fica di legno' alla Madè che tutti citano, ma quando dissi di una concorrente: 'Non riesco a togliere lo sguardo dal suo sedere basso'". Era la Granbassi: "Zitta e mosca. Alla fine del programma le ho chiesto scusa, ma lei mi ha elogiato per la sincerità. Una signora. Da lì in poi le ho dato solo voti alti”.

Pentito? “Ci sono dei momenti in cui sbaglio, quando vengo colto da sincerità assoluta. E’ Milly che mi fa sentire come a scuola. Io magari sto cazzeggiando con un altro e lei mi becca. E io sento subito il bisogno di confessare. Quella volta stavo dicendo della fica di legno alla Lucarelli e Milly: 'Mariotto, cosa stai sogghignando lì…'. Mi ha fatto i complimenti: 'Hai dato uno scossone al programma'".

Con l’arrivo di Selvaggia non è più lui il cattivo del reame: “Avendo un’arpia di quella portata, giusto così. Il lavoro sporco qualcuno lo deve fare. Io non ci tenevo, ma dovevo bilanciare gli altri che facevano il politicamente corretto con quei votini insulsi”.

Viva Selvaggia dunque? “Fino a un certo punto. Se inasprisci i rapporti col mondo a quel livello, l’energia negativa ti ritorna triplicata”.

Con Asia Argento quasi arrivano alle mani. “Una diatriba tra due donne che hanno condiviso un uomo. Morgan. Anche se poi, a sentire Selvaggia, è stato un capriccetto”.

Selvaggia è andata giù dura con Asia: “Ha sbagliato quando ha detto che l’unica attrice lì era la Margareth Madè. Lei è fatta così, è del Leone, deve vincere a tutti i costi. Non molla finché non vede l’avversario al tappeto. Tanto ego. Non a caso sta con un ragazzo di cinque anni più giovane. Mi ricorda mia madre. Una leonessa anche lei".

Undici edizioni. Il concorrente più sorprendente? “Raz Degan. Aveva la libertà assoluta di chi conosce l’invisibile. Dicono: questo è matto, invece è solo un uomo libero e divertito”.

Nell'ultima edizione? “Daniel Nilsson. Mi ha riempito il cuore. Un raggio di sole, educatissimo. E non è una maschera, si capisce che è autentico. Elegantissimo in quella pipinara”.

Con Platinette c’era feeling? “Ho scoperto che lui è permaloso e basta. Si espone così e poi ha il terrore di essere criticato. Non lo capisco”.

Rita Pavone? “Una gran signora. Umile anche se star. Appena finisce la trasmissione, qualsiasi cosa succeda, viene in giuria a salutarci uno a uno. I dettagli che fanno la differenza”.

La ballerina (o ballerino) preferita? “Ekaterina Vaganova. Mi piacciono le sue linee. Perfette. Il contrario di quelle donne nerborute, con i polpacci e i denti in vista. Insopportabili. Come lo smanieramento negli uomini”.

Carolyn Smith non la pensa come lui: “La Smith s’incazza. Ascelle, lustrini e trucco: è il suo mondo. Quanto puzzano. Quella maniera a me fa schifo. In inglese è cheesy, come il formaggio. Rende bene”.

E, infine, sulla Carlucci: "Ha una grossa influenza su di me. Mi fa sentire un bambino a scuola. Ci capiamo senza parlare. Quando non vuole che dico una cosa, si siede vicino a me, non inquadrata, e mi ficca le unghie nel braccio".

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