Top Gear Italia, critici tv: una commedia all'italiana che non tradisce lo spirito del format originale, eccesso di sponsor

Ecco le recensioni di Grasso e Dipollina sul programma sui motori trasmesso il martedì sera su Sky Uno e Sky Sport 1 con ascolti discreti.

ASCOLTI TV e RASSEGNA STAMPA Si è chiusa la prima edizione di Top Gear Italia (voto: 6) su Sky Uno con una media per gli episodi in onda il martedì sera di 425mila spettatori medi. A testimonianza del successo del programma, nei primi sette giorni di trasmissione la media sfiora il milione di spettatori. Il dato consolidato, infatti, è composto per quasi due terzi da ascolti realizzati nei giorni successivi alla prima messa in onda, tra gli appuntamenti lineari e quelli non lineari di Sky On Demand, che da solo realizza una percentuale del 35% sul totale degli ascolti. Sia con Top Gear UK che con Top Gear Italia il pubblico di Sky Uno ha così conosciuto un genere nuovo che ha trasformato il mondo dei motori in puro intrattenimento.

Aldo Grasso sul Corriere della Sera


"L’idea di fondo è quella di giocare sulla passione per i motori (il motoring è diventato un vero e proprio genere dei canali indirizzati agli uomini, come l’ingegneria e un certo tipo di scienza pop), abbinandole una buona dose di spacconeria e soprattutto un forte impatto scenico che nasce dai test cui sono sottoposte le macchine. Rispetto all’originale, la versione di Sky vira un po’ sulla commedia all’italiana. Le sponsorizzazioni sono al limite della sfrontatezza. Ma è il format che lo vuole, sono i fan che lo pretendono".

Antonio Dipollina su Repubblica


"Non serve particolare passione sul tema per conoscere Top Gear, programma planetario targato Bbc la cui cifra è quella dell'ironia applicata al motorismo. Mentre il programma originario soffre il licenziamento del troppo irruento Jeremy Clarkson – una specie di eroe mondiale del settore – arriva la versione italiana. E c'è un senso: soprattutto indotto dal marchio fortissimo del programma che pretende, esige, contempla un taglio più che sbarazzino su una materia in cui il fanatismo, diffuso assai, è invece pernicioso. I tre del gruppo sono Guido Meda, Joe Bastianich (lui) e Davide Valsecchi. Il trionfo del modello originario certifica la potenzialità, qui si tratta solo di essere bravi, va bene anche bravini, nel non tradirne lo spirito. E affidarsi alla scritta iniziale che raccomanda agli spettatori di non imitare in proprio i fenomeni del brum brum".

top-gear-italia-2016-conduttori.jpg

Segui Reality & Show su Facebook, Twitter e Google+.

Dì la tua qui sotto in area-commenti.

  • shares
  • Mail