Simona Ventura: "Isola? Frustata dal televoto 'contro', ragazzi ostili, la lotta nel fango con me non sarebbe passata"

La conduttrice, intervistata da Vanity Fair, passa in rassegna tutte le criticità riscontrate nel reality di Canale 5 per le quali hanno sofferto anche i suoi famigliari.

Simona Ventura, intervistata da Vanity Fair, ribadisce di essere andata all'Isola dei famosi "per chiudere un cerchio. Le cose che rimangono aperte non mi vanno né su né giù, e devo continuarci a fare i conti. L’Isola era un abito tagliato su di me, che poi è stato indossato da altri. Chiudere è fondamentale, in tutto, perché solo se chiudi, vai avanti. Naufragare è stato il mio modo di chiudere".

Al suo ritorno dall'Honduras "tutti mi dicono: sei dimagrita, sei figa. Come se la magrezza fosse sinonimo di bellezza. Comunque sì, peso quanto pesavo prima di avere i figli, e anche nel mio annus horribilis, il 2004. Ho patito una fame nera, una fame che non immaginavo si potesse sentire".

E' stata un'esperienza utile: "Ho capito che ne avevo bisogno. La mia vita era diventata non dico borghese, ma lineare. E io non sono una persona lineare, nella normalità non ci sto bene, ho sempre bisogno di emozioni forti. La vita mi deve frustare. Adesso la frustata l’ho avuta, e grossa: forse mi posso tranquillizzare per un po'. Un tempo il televoto costava un euro, non esistevano i social, la gente votava per sostenere, non per fare a pezzi. Adesso – e io non lo sapevo – esistono gruppi organizzati sui social che votano contro, per eliminare. La differenza è sostanziale: puoi danneggiare il tuo bersaglio gratis e dire qualunque cosa nascondendoti dietro una tastiera e un nickname. Conosco colleghi bravissimi che se tra 200mila commenti ne leggono 5 malevoli vanno in crisi. L’Isola mi ha aiutata anche in questo: mi sono resa conto della mia dipendenza da smartphone e social. All’inizio è stata durissima: quando guardavo un tramonto continuavo a pensare che fosse un peccato non poterlo fotografare e mettere su Instagram. Io e Marco Carta ci dicevamo: ca*zo, ci vorrebbe il telefono. E fingevamo di averlo in mano e di scattare. Poi ho iniziato a pensare che, con quelle immagini e quei colori, dovevo fare come avevo sempre fatto fino a qualche anno fa: semplicemente imprimerle nella mente e ricordarle. E sono guarita. Da quando sono tornata non ho ancora guardato niente, non ho aperto nemmeno un social e ho deciso che toglierò Facebook e Twitter dal cellulare".

La cosa che l'ha fatta più soffrire sull'Isola? Non sentirmi accettata dagli altri. E non me l’aspettavo. Molti ragazzi dell’Isola sono arrivati già ostili nei miei confronti e, ovviamente, non sono riuscita a instaurare con loro nessun rapporto. Quando giovane lo ero io, mi avvicinavo alle persone più grandi con rispetto, desiderosa di imparare. Adesso molti giovani pensano che dietro la vicinanza ci sia un secondo fine. E mi dispiace, perché io di ragazzi ne ho lanciati tanti, ovviamente quelli che meritavano. Sull’Isola un gggiovane – di cui non farò mai il nome – mi ha chiesto cosa fosse la meritocrazia: non ne aveva mai sentito parlare".

E durante la permanenza nel reality i suoi figli sono stati "malissimo, tutti: i ragazzi, ma anche Gerò. Mi hanno vista piangere e partecipare a quella lotta nel fango con Mercedesz Henger che non è stata una bella pagina di televisione: ai miei tempi non sarebbe mai passata. Mia figlia Caterina, che non ha nemmeno dieci anni, ha pianto vedendo quelle immagini violente".

E sulla polemica con l'ex marito Stefano Bettarini: "Se volessi appiccare un fuoco avrei mille fiammiferi per farlo, per sbugiardare le cose dette. Ho mangiato valangate di fango in questi anni, per i miei figli, perché li voglio tutelare. Anche se loro sanno benissimo come stanno le cose. Certo, non sanno tutto, ma se un giorno vorranno sapere glielo dirò: ho tenuto ogni articolo uscito su di me, anche negli anni difficili della separazione. Sto zitta perché non voglio fare male ai ragazzi: ho tutelato loro e anche il padre".

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