Una pallottola nel cuore 2, critici tv: Gigi Proietti mattatore salva una fiction "piccolo-borghese" e nasconde le lacune degli altri

Ecco le recensioni di Grasso, Dipollina, Comazzi, Feltri e Fagioli sulla seconda stagione della fiction di Rai1. Ottimi ascolti. Ci sarà il seguito? Difficile ipotizzarlo...

RASSEGNA STAMPA su Una pallottola nel cuore 2 (voto: 6), la fiction con Gigi Proietti (8) trasmessa per 4 martedì sera su Rai1. Ottimi ascolti, di poco inferiori ai 6 milioni di spettatori, e share a 2 cifre. Ci sarà la terza stagione? Il finale leggermente aperto lascerebbe intendere di sì ma dipenderà dall'eventuale disponibilità dell'attore protagonista.

Aldo Grasso sul Corriere della Sera


"Nessuna sorpresa, qualche stratagemma narrativo per rendere la trama non proprio scontata, una piacevole serata all’insegna della simpatia degli interpreti. Buona parte della fiction Rai funziona così: se non c’è Terence Hill c’è Luca Zingaretti, se non c’è Elena Sofia Ricci c’è Gigi Proietti e via andare. Anche Una pallottola nel cuore 2 non si sottrae alla regola. Si potrebbe battezzare questo tipo di fiction come «piccolo-borghese», dando all’espressione una connotazione più linguistica che sociologica. Ecco alcuni criteri irrinunciabili cui le sceneggiature devono sottostare: a) grande rispetto per il pubblico di Raiuno, al limite dell’appiattimento; b) storie sempre a metà tra la commedia e qualcos’altro (meglio se c’è una tonaca); c) scrittura semplice, pulita, senza sottotrame, sottotesti o cose simili. Gigi Proietti recita in souplesse (molto bravo, per altro), gli fa da spalla Marco Marzocca (Don Chisciotte e Sancho Panza) e, nonostante una sceneggiatura e una regia modeste, il risultato lo portano a casa".

Antonio Dipollina su Repubblica


"Si torna a chiudere ogni puntata con un fuori programma in cui il giornalista Gigi Proietti racconta una barzelletta alla redazione. Ci vuole perfidia nell'affermare che è la cosa migliore di tutto ma è anche inutile: gli ottimi ascolti di Una pallottola nel cuore, stagione 2, dimostrano l'impresa titanica di schiodare il pubblico di RaiUno dalle trame innocue, il grande protagonista riconoscibile, gli altri del cast ordinati in fila e giallo e rosa che si mescolano al solito modo. Qui siamo anche in un tempo indefinito – ci sono i telefonini ma non il web e i giornali vengono stampati a milioni di copie con lo scoop del giorno… - ed è davvero solo la presenza mastodontica di Proietti a condizionare tutto. Il trucco è quello di inserire risvolti molto noir o angoscianti ma dimenticarli subito".

Alessandra Comazzi su La Stampa


"Quando c'è Proietti in scena lo sceneggiato cambia passo. Ambiente e inchieste gli consentono di sfoggiare le sue arti. Che, puntualmente, sfoggia: a suo modo, un'operazione culturale".

Vittorio Feltri su Il Giornale


"Il programma non offre una sceneggiatura memorabile, non fa venire i brividi agli spettatori né regala spunti di riflessione. Al contrario le vicende narrate sono banali eppure si seguono con piacere grazie alla prestazione costantemente brillante di Proietti. La sua è una recitazione impeccabile, idonea a conferire allo spettacolo un clima familiare che mette a proprio agio, e talvolta diverte, chi la guarda a scopo digestivo. Segnaliamo che le puntate girano completamente attorno a Gigi, il quale interpreta il ruolo di un vecchio cronista specialista nella riesumazione di gialli irrisolti, non un fenomeno, bensì una persona normale, talmente normale anche nei rapporti coi propri cari che il grande pubblico si identifica con lui, partecipando alla sua vita ordinaria e segnata da piccole cose domestiche, tipiche della famiglia media. La bravura dell'attore si manifesta in ogni scena che egli riesce a rendere frizzante col suo modo di fare spontaneo e sempre convincente. Nella mediocrità dell'insieme, quest'uomo con alle spalle una lunga carriera, ha la capacità non ostentata di colmare le lacune tecniche delle figure che gli ruotano attorno, attori che non è improprio definire di seconda fila. Cosicché la fiction non ha mai momenti di cedimento e si svolge, nonostante i ritmi blandi, con notevole gradevolezza".

Andrea Fagioli su Avvenire


"Gigi Proietti, come suol dirsi, vale il prezzo del biglietto. Ma Una pallottola nel cuore 2 non è tutta al livello del suo ironico e intuitivo protagonista. Le banalità non mancano. Soprattutto negli intrecci: presunti padri, madri e padri separati con figli, famiglie allargate, amici e amanti di vecchia data persi di vista, ritrovati.... Chi più ne ha, più ne metta. . C'è anche troppa separazione tra le vicende private e l'indagine di turno (più poliziesca che giornalistica). Le prime prevalgono nettamente, al punto che a tratti ci si dimentica delle altre. Tranne poi vederle rispuntare all'improvviso con colpi di scena fin troppo acrobatici".

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