Ballando con le stelle confermato nel 2017. Critici tv: format antico, Milly Carlucci regina della balera, pepe dalla giuria

Ecco le recensioni di Grasso, Dipollina e Feltri sull'undicesima edizione del programma con vip-ballerini in onda il sabato sera su Rai1 e premiato dall'Auditel. Conferma per il prossimo anno.

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RASSEGNA STAMPA su Ballando con le stelle 11 (voto: 6), il programma condotto da Milly Carlucci (6,5) il sabato sera su Rai1 che ha proclamato vincitore Iago Garcia (in coppia con Samanta Togni). Ascolti positivi attorno al 20% di share, in grado di tenere testa a Canale 5, rete rimasta comunque leader prima con C'è posta per te e poi con il serale di Amici 15. Già confermata la dodicesima edizione, in onda nel 2017 probabilmente già da gennaio.



Aldo Grasso sul Corriere della Sera


"Quando Umberto Eco si è inventato la definizione di paleo-televisione per parlare della Rai degli anni Cinquanta, un misto tra pedagogia e divertimento rassicurante per mandare il pubblico a dormire contento, non poteva certo immaginare che il concetto sarebbe stato appropriato per descrivere, molti anni dopo, anche il programma di punta del sabato sera di Rai1, Ballando con le stelle. Tutto è terribilmente paleo, tutto ha un sapore antico: i ritmi dilatati, i balli di coppia, gli arrangiamenti della band, gli stacchetti di Paolo Belli, gli appelli al televoto, la conduzione conciliante di Milly Carlucci, rimasta uguale dai tempi di Scommettiamo che. Si cerca qualche spruzzata di modernità attraverso la costruzione di un cast di ballerini che spazia dalle glorie del mondo dello spettacolo a personaggi più lontani dallo stile nazionalpopolare di Rai1, fino al racconto di storie toccanti. Per aumentare il pepe, si aggiungono alla giuria le unghiate di Selvaggia Lucarelli, subito in polemica con Asia Argento. Ma l’effetto resta sempre, irrimediabilmente paleo. Si punta tutto sulla leggerezza per scacciare i pensieri. Ma la formula è ormai troppo sfruttata, ancorata a un’immagine antica di tv".

Antonio Dipollina su Repubblica


"La maratona del talent da ballo ha centinaia di ingredienti, si butta tutto in emozioni sudate e battute e parrucchini. Lo show è ben fatto e inclusivo, restano fuori - massima solidarietà - quelli che non sopportano i talent, lo show coi dilettanti e magari si annoiano pure a vedere gli altri che ballano".

Vittorio Feltri su Il Giornale


"E' un successo consolidato e meritevole di essere salutato con un casqué. Lo impone l'audience che indica senza incertezze un alto gradimento. Ed è proprio quello che ci stupisce maggiormente. Non si comprende per quale motivo il pubblico si appassioni nel seguire le movenze, in alcune circostanze elefantesche, di vari soggetti (che nel loro mestiere hanno sfondato, ottenendo notevole popolarità) impegnati a volteggiare. Lo spettacolo non è molto diverso da quello offerto da una qualsiasi balera, sebbene i partecipanti alle gare, prima di scendere in pista, vengano addestrati con cura. Tuttavia un orso, per quanto si sforzi di apparire leggiadro, di norma rimane inconfondibilmente un orso e, più che applausi, strappa risate. Eppure le esibizioni dei ballerini improvvisati, dilettanti allo sbaraglio, probabilmente perché riprese da una emittente importante, suscitano interesse in un numero impressionante di telespettatori. Non è, la nostra, una critica a Milly, comunque elegante nel porgersi e nel menare le danze, ma soltanto una segnalazione circa i gusti dominanti di coloro che pagano l'abbonamento, sempreché lo paghino a prescindere dalla bolletta della luce. Vabbè, constatiamo che la massa si diletta con poco e che una trasmissione dai contenuti modesti è come una proposta politica: se ben confezionata, la gente la prende per buona. Chi si accontenta gode".

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